Farneticazioni vaticane

Negli ultimi anni, il Vaticano è stato teatro di misteri che dovrebbero destare perplessità innanzitutto nei credenti. L’arresto del maggiordomo del Papa, ritenuto infedele e il licenziamento del presidente dello Ior per non aver svolto funzioni di primaria importanza per il suo ufficio sono solo gli ultimi avvenimenti di una serie di vicende mai chiarite. Ricordiamone alcune.

Le presunte trattative segrete con le Brigate Rosse durante il rapimento e il sequestro di Aldo Moro nel 1978 e di un sacerdote che avrebbe fatto da portalettere tra la moglie dello statista e i suoi sequestratori.

L’improvvisa scomparsa di papa Luciani, dopo soli 33 giorni dall’elezione al soglio pontificio che ha sempre alimentato sospetti. La causa del decesso, infatti, fu attribuita a un infarto, ma le molte incongruenze tra alcune testimonianze e i comunicati ufficiali non sono mai state chiarite.

Il caso del banchiere Roberto Calvi, trovato impiccato il 18 giugno 1982 sotto il ponte londinese dei Frati Neri. Per i magistrati le organizzazioni che avrebbero avuto interesse all’eliminazione di Calvi erano diverse: dalla mafia, alla camorra, alla P2, allo Ior e ai politici italiani (beneficiari delle tangenti o interessati a cambiare l’assetto del Banco Ambrosiano o a mutare gli equilibri di potere all’interno del Vaticano).

Poi, nel ’98 il caso del vicecaporale delle Guardie svizzere Cedric Tornay e del suo comandante Alois Estermann, trovati uccisi a colpi di pistola insieme alla moglie di quest’ultimo nel salottino del suo appartamento. Molti dettagli emersi, pur contrastando con la ricostruzione ufficiale fornita dalle autorità vaticane, non hanno impedito la rapida chiusura del caso.

Che dire, inoltre, della scomparsa di Emanuela Orlandi? Un caso senza fine. Una quindicenne sparita il 22 giugno 1983 mai ritrovata, né viva né morta. Il caso ha coinvolto anche il boss della Magliana Enrico De Pedis, detto Renatino, sepolto nella chiesa romana di Sant’Apollinare in Classe. Lo scorso 14 maggio il loculo è stato aperto e insieme ai resti di Renatino sono state trovate altre ossa, ora all’esame dei periti della Magistratura.

Intanto, la CEI, invece di accendere una luce sui misteri che turbano cattolici e non, si preoccupa di affermare che a un vescovo, di fronte a una notizia di reato anche grave, non si può chiedere di denunciare un prete della sua diocesi in quanto ciò contrasta con l’ordinamento. Sommessamente ricordiamo che negli ultimi dieci anni sono emersi in Italia 135 casi di pedofilia tra i sacerdoti con 22 condanne in primo grado, 17 in secondo, 21 patteggiamenti, 12 archiviazioni e solo 5 assoluzioni. E queste sono solo le cifre ufficiali. Domanda: se un prete della sua diocesi si macchia di pedofilia, il vescovo che fa? lo confessa e gli impone una serie di preghiere di penitenza? E, recitate le orazioni, lo assolve anche? Ma, prosegue il documento, al vescovo non gli viene impedito di prendere l’iniziativa e di rivolgersi alla magistratura. (Sic! doppio sic! sic, sic, sic!… ).

Grazie, eminenze. Grazie di cuore, il Signore ve ne renderà merito. Noi comuni mortali, no!

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3 thoughts on “Farneticazioni vaticane

  1. Attenzione, mettere insieme troppi elementi con l’idea di approfondire ed investigare, è un modo per distogliere l’interesse dal obbiettivo principale e alla fine sposta l’attenzione altrove.
    Oppure, pensando questo sono io che “sbareio”? Se qualcuno se ne accorge mi avverta posso tentare di correggermi.
    Gianfranco.

      • E menomale che che nella tua retrospettiva ti sei fermato al caso Moro se no sai quanto c’era da scrivere. Si poteva arrivare anche ai Borgia ma più vicini troviamo i papi che fino al 20 settembre 1870 usavano il boia come arma di dissuasione.
        L’unico problema è che ci fanno nascere cattolici e ci dobbiamo anche sentire come sudditi di un governo che in realtà ci è estraneo.
        Purtroppo per loro, sono uomini con le loro ambizioni e i loro intrighi per soddisfarle e ogni tanto qualcosa affiora e ci stupisce.
        Speriamo solo che ci sia una giustizia, ma terrena, per fare, diciamo, giustizia.
        Orsobianco

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