Oggi farnetico di tasse

(indigeste considerazioni di Luciano Mirarchi)

L’argomento è indigesto, specialmente alla domenica dopo pranzo, ma è una cosa che mi sta assai sullo stomaco con l’appropinquarsi della dichiarazione del mod. 730.

E allora cominciamo a dire la prima cosa scandalosa, che si sente raramente. Oltre il 93% delle entrate IRPEF dello Stato provengono da lavoratori dipendenti e pensionati. 93% vuol dire tutto. Vuol dire che io e te, caro Mimmo, paghiamo l’ospedale in cui vanno a curarsi Berlusconi (San Raffaele, che prende soldi pubblici) o Montezemolo. O, molto più semplicemente, io te, paghiamo lo stipendio dei professori del Liceo Umberto di Napoli dove va il figlio del proprietario di un noto ristorante del lungomare. Non avviene in nessuna nazione del mondo cosiddetta civile. Io sono molto attento ai numeri (non fosse altro perché sono ingegnere) e quindi non so se credere o no alla girandola di dati che si sente sull’evasione e sul sommerso, e non fosse altro perché se mi dite quanto vale l’evasione vuol dire che sapete dove sta. E se sapete dove sta, allora andatevela a prendere e fine del cinema.

E allora credo ai dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e questo incredibilmente vergognoso 93% viene dal rapporto dell’ Agenzia del 2010. Ma tutti parlano dell’Europa, del confronto con l’Europa… Gironzolando su internet, grazie anche alla conoscenza almeno di tedesco e inglese, ho cercato i dati (sempre da fonti ufficiali: il grande zio Raffaele – una vita a respirare piombo in tipografia – mi ha insegnato che esistono giornali e giornaletti). E, quindi, pensionati e lavoratori dipendenti contribuiscono: Germania 66 %, Gran Bretagna 62 %, Francia 70 % … mi sono fermato lì fra lo schifato, lo sconvolto e l’avvilito. In Italia stuoli di liberi professionisti, commercianti, consulenti e saltimbanchi devono ringraziare le tasse di mia mamma che dall’alto dei sui 514 euro al mese di pensione permette all’Ospedale Cardarelli di tenere aperto il Pronto Soccorso. Sennò senza le tasse mie, tue e di mammà non potrebbe funzionare.

Tutti, a proposito di evasione hanno la loro ricetta ed io non potevo essere da meno. Solo che la mia è semplice. 10 anni di galera: scusate è un furto, per di più perpetrato a danno di milioni di contribuenti onesti, quindi… 10 anni. Che vorrebbe dire pene comprese fra 7 e 13 anni, così niente condizionale, si possono fare le intercettazioni telefoniche e anche con patteggiamento, rito abbreviato, sconto, prescrizione e fetenzie analoghe, l’evasore almeno 3 anni di Villa triste se li deve fare.

E questo significa distruggere la carriera di un ristoratore, di un grande medico, di un notaio. E nessuno lo vuole rischiare. Prima di diventare evasore tutti chiedono al commercialista “se mi prendono cosa mi succede?” ed oggi la risposta è “quasi niente”. Perché con opportune operazioni di apri e chiudi società, sposta soldi di qua e di là, ricorsi fino al Paradiso, prescrizioni e tarantelle praticamente non ti succede niente o quasi. Basti pensare alla ipotesi peggiore: vengo beccato ad evadere 100 € di tasse e non mi avvalgo di niente di quanto sopra descritto. Pagherò i 100 € (che avrei dovuti pagare già) e 33 € di sanzione. Cioè se evado sistematicamente tutti gli anni 100 € e mi prendo un controllo un anno sì e uno no (ma non è mai accaduto, sennò lo chiamano accanimento contro il povero contribuente) allora ci guadagno perché in due anni ho evaso 200 e pagato 133. Non male ! Se poi consideriamo che di controlli un anno sì ed uno no non se ne parla proprio, ecco dove sta l’affare.

Per la prima puntata basta così. La prossima vi spiego come hanno neutralizzato la legge “manette agli evasori” che di fatto in Italia non esiste. E per chi non vuole aspettare consiglio la lettura di “La rivoluzione delle tasse” di Bruno Tinti, ex magistrato .

Luciano Mirarchi

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5 thoughts on “Oggi farnetico di tasse

  1. Sono una di quelle citadine che hanno rovinato e continuano a rovinare l’Italia: sono una dipendente statale! La colpa di questa epoca che stiamo vivendo è la mia, di tanti miei colleghi, degli insegnanti, tua Mimmo ex delle Ferrovie e di tutti quelli a reddito fisso, pensionati compresi! ADESSO BASTA, MI SONO STUFATA. Ha ragione Luciano quando dice che la mamma, con la sua esigua pensione, contribuisce a tenere aperto il pronto soccorso di un ospedale a Napoli, così come io, con il mio certo non favoloso stipendio, tengo aperto qualche altro pronto soccorso a Roma. Ma comunque le mie visite me le faccio per la maggior parte privatamente o in laboratori quasi convenzionati, che applicano le tariffe regionali (50€ per una mammografia, 35€ per una visita dermatologica escludendo la mappatura dei nei al modico costo di 11€ ogni neo esaminato! E scusate se è poco!!!). Rispondo ancora a Luciano dicendogli che qualche anno fa a mio marito anche lui statale (ora ex, buon per lui), per ben due anni di seguito, è arrivato l’accertamento fiscale con conseguente obbligo a recarsi presso gli uffici addetti con fotocopia alla mano degli scontrini e delle ricevute di visite mediche effettuate (private anche quelle). Facile controllare sempre gli stessi e sempre quelli a redditto fisso, vero? Lo sa benissimo questo governo, come lo sapevano quelli precedenti, che così non si risolve niente. Allora non ci prendete più in giro, dite la verità: che noi il nostro mestiere di statale, bene o meno bene, con coscienza o meno (ma quella è individuale in ogni campo) lo sappiamo fare. Voi, cari politici, il vostro di mestiere NON LO SAPETE FARE.
    Oggi ho farneticato anche io.

    LAURA

  2. CaroLuciano, scusami la confidenza anche se non ti conosco,condivido la tua farneticazione,non la soluzione.poichè spero sempre che il ladro si converta non viceversa.

  3. Ma c’è anche di più! I nostri governi, sulla riscossione delle tasse, barano anche. Per esempio, se io prendo in affitto un appartamento da un proprietario onesto che mi fa regolare contratto concordando, poniamo, un pigione di 600,00 euro al mese, lo Stato su questa somma riscuote due volte le tasse. Mi spiego: i miei 600,00 euro, essendo parte di uno reddito da me percepito (stipendio o pensione) sono già stati tassati all’origine, mentre il proprietario del mio appartamento, intascando quella somma la dovrà aggiungere alla sua denuncia dei redditi e, quindi, soggetta a imposta. Stessi 600,00 euro tassati due volte.
    Visto che la casa, come la salute, è un diritto sancito dalla Costituzione, non sarebbe più giusto che quei 600,00 euro tassati al proprietario come integrazione al suo reddito, venissero detratte all’inquilino?

  4. Pingback: Quando è l’inganno a trovare la legge | mimmoblog

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