Cripto-farneticazioni

In quest’Italia di ladri, di santi, di eroi, poeti, navigatori (???)…
In quest’Italia di onorevoli, senatori, tecnici, politici e antipolitici…
In quest’Italia di rigoristi ed evasori…
In quest’Italia… abbiamo scoperto di non essere i soli a farneticare. “E hai scoperto l’acqua calda!” mi direte. Il guaio è che se farnetica uno come me, tutto sommato, è quasi innocuo, ma se lo fa il Governo nel suo insieme, allora c’è di che preoccuparsi.
Leggete l’articolo del direttore Marino Longoni pubblicato sul sito web di Italia Oggi il 9 giugno scorso, che per gentile concessione dell’autore vi propongo:

Il governo dei tecnici produce delle leggi che sono illeggibili
Solo un governo dei tecnici poteva raggiungere una simile vetta di prosa legislativa. Leggete qua: «Allo scopo di procedere, anche ai sensi degli articoli 21-bis, 21-ter, 21-quater, e 21-quinques della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, alle ulteriori verifiche amministrative e funzionali del Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) di cui all’art. 188 bis, comma 1, lett. a) del d.lgs. n. 152 del 2006 resesi necessarie anche a seguito delle attività poste in essere ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legge 13 agosto 2011, n.138, convertito con modificazioni in legge 14 settembre, n.148 e successive modifiche ed integrazioni, il termine di entrata in operatività del Sistema SISTRI, già fissato dall’art. 12, comma 2 del DM 17 dicembre 2009 e prorogato, da ultimo, con l’articolo 6, comma 2, del già richiamato decreto legge 13 agosto 2011, n. 148 e con l’art. 6, comma 2, lettera f-octies) del decreto legge 70/2011, è sospeso fino al compimento delle anzidette verifiche e comunque non oltre il 30 giugno 2013, unitamente ad ogni adempimento informatico relativo al SISTRI da parte dei soggetti di cui all’articolo 188-ter del D.Lgs. 152/2006, fermo restando, in ogni caso, che essi rimangono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed all’osservanza della relativa disciplina, anche sanzionatoria, vigente antecedentemente all’entrata in vigore del decreto legislativo del 3 dicembre 2010, n. 205».
Si tratta di un articolo contenuto nel del decreto legge sulla crescita. Tradotto in un gergo da praticanti del diritto il significato è che l’entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è prorogata per l’ennesima volta di un altro anno. Certo che scritto così fa un altro effetto.
L’unica cosa che non si comprende è come questa disposizione possa essere compatibile con la legge (ironia della sorte) sullo sviluppo economico e la semplificazione (n. 69/2009), che all’artico 3, impegna inderogabilmente il governo a far sì che «ogni rinvio ad altre norme contenuto in disposizioni legislative indichi, in forma integrale o in forma sintetica e di chiara comprensione, il testo ovvero la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento o il principio, contenuto nelle norme cui si rinvia, che esse intendono richiamare». Addirittura il comma successivo precisa che «Le disposizioni della presente legge in materia di chiarezza dei testi normativi costituiscono princìpi generali per la produzione normativa e non possono essere derogate, modificate o abrogate se non in modo esplicito».
Ma è evidente che i governi tecnici hanno delle ragioni che le persone normali non possono comprendere.

Marino Longoni ci spiega che l’entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è prorogata per l’ennesima volta di un altro anno. Poi aggiunge: Certo che scritto così fa un altro effetto.
Non so a voi, ma l’effetto che fa a me è uguale a quello che prova un bambino di fronte al buio. Un senso di impenetrabilità che mi richiama un arcano insvelabile, un enigma scritto da una sadica Sfinge o una perfida Sibilla. Mentre leggevo, il mio pensiero è andato a Josef K., il giovane impiegato di banca, protagonista de’ “Il processo” di Kafka, che si trova, suo malgrado, a confrontarsi con una pubblica amministrazione indifferente ai più elementari diritti del cittadino. Se il romanzo non fosse stato scritto nel 1925, sembrerebbe che Kafka sia stato ispirato da Monti&C. Più verosimilmente, è il nostro Capotecnico, che insieme ai suoi tenta di emulare il famoso scrittore praghese.

d.m.

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6 thoughts on “Cripto-farneticazioni

  1. Ti assicuro che Marino Longhi, a proposito dell’articolo di cui sopra, descrive esattamente la realtà della pubblica amministrazione di cui faccio parte da 35 anni. Quando non ti vogliono far capire ciò che stanno brigando di fare, stai tranquillo che ci riescono alla perfezione, citando leggi, comma, articolo, lettera ecc. che se anche vai a ricercare su google, come faccio sempre io, sono impossibili da decifrare perchè ognuno riporta a cento altri articoli, leggi, comma, lettere. Non ne esci neanche dopo un mese di ricerche e alla fine ci hai capito meno di prima. Ma questi che si inventano tali marchingegni dove li vanno a trovare? Eppure i manicomi sono chiusi!!!!

  2. Una delle poche cose buone fatte da Mao Tse Tung è stata quella di semplificare la scrittura cinese. Fino agli anni 60 bisognava conoscere 50.000 ideogrammi e questo era possibile solo ai Mandarini, classe ricca e nobile che – non dovendo lavorare – passava molti anni a studiare . i cinesi si vantavano di avere grande cultura e, fino al 18° secolo consideravano noi occidentali dei veri barbari rifiutando ogni contatto e costruendo addiruttura la muraglia per non avere a che fare con noi. Ovviamente una così grande cultura prevedeva leggi scritte e la certezza del diritto anche per il più umile plebleo di fronte ai Mandarini. Solo…. solo che le leggi le potevano leggere solo i Mandarini ed i Magistrati che appartenevano alla stessa casta e – chissà come mai – i plebei avevano sempre torto.
    Non sono uno studioso di diritto ma, quando mi si chiede perchè in Germania le leggi funzionano e qui no faccio l’esempio della cintura di sicurezza.
    In Italia ne è stato introdotto l’uso con grande ritardo rispetto all’Europa e la legge prevede una lunga lista lista di deroghe (taxisti, forze dell’ordine..) , eccezioni temporanee (donne incinte all’ottavo mese..), e pene differenziate in base a parametri quali l’altezza del soggetto.
    In Germania la legge per l’uso delle cinture di sicurezza prevede un articolo di poche parole:
    Chi non indossa le cinture prende la multa.
    Basta.
    E funziona.

  3. Ho sognato che anche in Italia, come in tutte le nazioni europee, esistesse un partito socialista o socialdemocratico, insomma un partito di sinistra. Ma nel mio sogno c’era un partito di sinistra forte e alternativo a quello di destra. Talmente alternativo che la gente di sinistra si sentisse orgogliosa di farne parte e di essere rappresentata dal suo direttivo. Un direttivo con una storia di sinistra alle spalle e dei giovani dirigenti cresciuti sulle tracce di coloro che orgogliosamente avevano rappresentato la sinistra nella storia di questo Paese.

    Mi sono svegliato e mi sono ritrovato che, a fronteggiare un partito di centrodestra, c’è un partito di centrosinistra.
    Visto che entrambi convergono al centro, quale è la caratteristica essenziale che li distingua uno dall’altro? L’uno, quello di centro destra, un partito padronale che si muove in base alle necessità giuridiche e finanziarie del padrone e l’altro che al suo interno deve usare il bilancino per soddisfarne le diverse anime, l’unione delle quali formano alla fine “un’amalgama mal riuscito” (definizione di uno dei cervelli più fini del partito).
    Questo partito di centro ed anche di sinistra ha un gruppo dirigente in parte di ex DC, che vorrebbe un abbraccio stretto con gli ex DC dei partiti di centro senza disdegnare un contatto di gomito con gli ex aennini.
    Altri, e crediamo la maggioranza, invece con la sinistra di Vendola e Di Pietro, quest’ultimo che di sinistra ha solo l’antiberlusconismo. Quest’unione è stata immortalata in una fotografia a Vasto che, credo, qualcuno vorrebbe già stracciare.
    Con questa disunità di intenti il partito ha subito quelle che in Toscana si chiamano “cenciate” candidando alle primarie, per le elezioni comunali in diverse città, uomini e donne che riteneva potessero raccogliere la maggioranza dei voti. Purtroppo non è andata così. La gente di sinistra ha scelto uomini che venivano dalla “società civile” snobbando la coppia delle candidate a Genova, dove Don Gallo l’ha fatta da padrone, o a Palermo un Cetto Laqualunque.

    Allora non mi va di riaddormentarmi per sognare un vero e forte partito di sinistra, ma lo voglio da sveglio. Chiamiamolo socialista o socialdemocratico, tanto si è dimenticato questi due nomi come siano stati mal rapresentati fino agli anni novanta, risfoderiamo le bandiere rosse, magari con la quercia, ma che ci restituiscano l’orgoglio di essere veramente di sinistra e che la nostra gente veda un partito compatto andare in una direzione certa senza sbandamenti e assurde alleanze.

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