Quando è l’inganno a trovare la legge

(dopo la prima, una nuova farneticazione fiscale di Luciano)

Ed eccoci alla seconda parte di questa farneticazione di tasse. L’amico Angelo non è d’accordo con i 10 anni di galera agli evasori perché spera si convertano. La visione è molto cristiana e caritatevole e andrebbe applicata a stupratori, mariuoli e rapinatori di ogni genere.
Nel frattempo io rimango della mia idea: 10 anni a chi ruba somme di un certo rilievo, non la classica mela.
E adesso vi spiego perché non ci sono i 10 anni di galera in Italia, nonostante i politicanti vanno dicendo che c’è la legge “manette agli evasori”.
La legge in questione fu studiata molto bene da una commissione in cui c’erano esperti tributaristi e magistrati di specchiata onestà come Bruno Tinti (è comunista, ma va bene lo stesso). La gestazione è durata otto anni partendo addirittura dal governo D’Alema snodandosi lungo i governi Berlusconi e ognuno faceva melina a centrocampo e voleva un ritocchino perché gli evasori stanno a destra quanto a sinistra. Approdata in Parlamento la legge sostanzialmente prevedeva di punire due tipi di evasione: chi non dichiarava una cippa di niente e chi falsificava o ometteva ricevute e fatture per non pagare. Semplice, direte voi? Ma figuriamoci se da destra e sinistra potevano digerire la rivoluzione copernicana che avrebbe portato a Villa Triste grandi professoroni che non fanno la ricevuta o palazzinari che fanno più fatture false che vere.
Certo che cancellare la legge era pure peggio, perché chi li tiene più i giornalisti?
Ed ecco allora che una manina fatata in Parlamento aggiunge tre magiche parole che salveranno per sempre gli evasori: si aggiunge ai due citati casi (non dichiaro niente o faccio carte false) il reato di evasione “con altri artifici” punito con poco più di uno scappellotto e un “non lo fare più che Gesù piange”.
Che significa “con altri artifici”? La legge non lo dice ed ecco allora che tutti gli evasori giurano sul sangue della mamma di aver usato altri artifici. Ad esempio che hanno acceso una candela a Sant’Ambrogio: è un artificio, perché il noto santo milanese con la sua intercessione allontana la Guardia di Finanza.
Non c’è stato mai più nessuno che non abbia invocato gli “altri artifici” ed uscito con lo scappellotto da evasioni multimilionarie e truffe delle peggiori specie.
Anzi, più porcate si fanno e più si è sicuri di aver utilizzato “altri artifici”. E gli italiani hanno una grande fantasia! Tutti, naturalmente, rientrano nel terzo caso previsto dalla legge.

La prossima puntata vi racconterò della rilocazione della sede legale: le più importanti gioiellerie di Capri hanno sede legale a Bassano del Grappa e non è un modo di dire. Proprio a Bassano del Grappa.

Luciano Mirarchi

Chiosa spontanea: Ogni legge sia chiara, uniforme e precisa: interpretarla equivale quasi sempre a corromperla.
Non lo dice Luciano né lo dico io, lo afferma Voltaire.

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3 thoughts on “Quando è l’inganno a trovare la legge

  1. Quello che che vorrei sapere è dove è finito tutto quello zelo messo in campo nei blitz cominciati a Cortina e che tanto clamore hanno suscitato. Se era giusto farli, perché li hanno sospesi? Se, invece, erano solo operazioni di facciata, bisogna che qualcuno si scusi con i commercianti e anche con noi che abbiamo creduto che fossero utili e necessari.

  2. Mi spiace deluderti ma i blitz servono principalmente a dire ” vedete come perseguitiamo gli evasori ? ” . Per quanto riguarda le scuse … ci sarebbero in un paese serio, non qui da noi.

  3. Pingback: Oggi farnetico di tasse | mimmoblog

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