Ditemi che sono farneticazioni

Ormai tutti sappiamo cos’è lo spread. Abbiamo imparato che è un numero che indica il differenziale tra il rendimento di un’obbligazione emessa dalla Germania (base 0) e quello di un altro paese europeo.
Il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, il 4 gennaio 2011 era di 173 punti base. Il 9 novembre 2011 tocca la quota record di 575, per poi chiudere a fine giornata a 552. Nello stesso giorno il Presidente Napolitano nomina Mariomonti senatore a vita. Il 12 novembre Berlusconi Silvio si dimette spintaneamente e il mercoldì successivo Mariomonti agita il suo campanellino a palazzo Ghigi per diventare Capo del Governo.
Fuori nani e ballerine, dentro precettori e banchieri. Berlusconi fa buon viso, Bersani sembra soddisfatto, Casini annuisce. A questo punto, tutti ci aspettavamo da loro senso dello Stato e una svolta dell’economia in tempi brevi. Ma i tre della piazza, pur avendo giurato fedeltà al nuovo Premier, in realtà, sembrano la rosa dei venti. Coerente con sé stesso rimane Di Pietro Controtutti, che, in competizione con Grillo, continua a sparare le sue bordate alzo zero senza risparmiare nessuno. Tra mugugni e distinguo, la strana maggioranza approva tutto. Tra accuse e insulti, Di Pietro in Parlamento e Grillo in piazza, bocciano qualsiasi iniziativa. Intanto lo spread va in altalena e non si sgonfia.
Oggi siamo ben oltre i 500 punti base e sembra proprio che voglia trascorrere l’estate in montagna piuttosto che al mare. Eppure, abbiamo fatto la riforma delle pensioni, ridotto le garanzie dei lavoratori e introdotto una nuova tassa sulla casa. Ciò nonostante, l’economia è ferma, il denaro circola sempre meno, la disoccupazione aumenta, gli imprenditori annaspano… Berlusconi gongola. E c’è qualche nostalgico che vorrebbe gridare: «Aridatece er puzzone! Ma come? ci avevano spiegato che l’Italia stava andando a picco a causa del bunga-bunga e gli origami di Tremonti e invece rieccoci al punto di partenza, più disgraziati e più ammaccati che mai». Fanno eco le dichiarazioni dei berluschini in volo planato: «Per rasserenare i mercati e abbattere il differenziale italo-tedesco, sarebbe stato sufficiente un rimpasto di Governo con dentro le Olgettine, poi Emilio Fede all’Economia e Lele Mora agli Esteri. Altro che professori e professoresse!»

Frattanto la nostra casareccia classe politica continua nel suo indegno balletto e banchetto. Il mio amico Gianfranco sostiene che balletto e banchetto finiranno solo quando qualcuno spegnerà la luce e sparecchierà la tavola. Niente di più vero! Ma io spero che i “qualcuni” non siano Grillo o Montezemolo, due facce di una medaglia di rame che non trova credito neanche al Monopoli.
Allora, cominciamo col prendere atto, muli e conducenti, che la situazione economica e politica ha raggiunto un livello di criticità allarmante. Lapalissiano? A me sembra non per tutti, visto che c’è ancora chi scherza col fuoco. E non sono pochi!
Non sono un esperto in economia e neppure un ragioniere, ma non occorre neanche essere un computista commerciale con attestato conseguito per raccomandazione e per corrispondenza per capire che la speculazione dei mercati si arresterà solo quando il Paese avrà un governo stabile non più esposto alla bora elettorale. Berlusconi Silvio ha capito benissimo che per salvarsi dall’accusa di aver portato l’Italia sull’orlo del baratro deve fare in modo che lo spread resti alto. E perché questo avvenga basta mantenere torreggiante la tensione politica con dichiarazioni e smentite, silenzi e irruzioni, ammiccamenti e minacce. Se poi questa strategia scellerata farà perdere ulteriore credibilità alle istituzioni, a lui poco importa: il tanto peggio, tanto meglio è stata sempre la sua guida filosofica.

Che fare, allora? Sciogliere il Parlamento e andare subito alle elezioni affinché il Paese possa avere un Governo autorevole per fronteggiare la speculazione dei mercati, oppure andare avanti così fino alla scadenza naturale della legislatura in balia della Banca Centrale Europea e della signora Merkel?
Aggiungiamo anche che, in tutto questo, da una parte il centrosinistra cerca di lucrare sui danni provocati dal centrodestra, dall’altra Berlusconi tenta di riprendersi il centro della scena e tentare l’ultima carta per farsi eleggere al Quirinale. Mentre tutt’intorno, jene e avvoltoi sono pronti a ghermire i voti di protesta di un elettorato stanco e incazzato. Per farne cosa, poi? Senza nulla togliere, ma ve l’immaginate una matricola come Pizzarotti al prossimo G20?
Nel frattempo la Borsa perde sangue, lo spread è in ascesa verticale, il debito pubblico aumenta, il deficit/pil si avvicina a percentuali a due cifre. Le imprese agonizzano e i licenziamenti lievitano.

Alla domanda “che fare?”, io coatto emulo di Fulgenzio Miseretti fu Nicola, mi guardo intorno e azzardo una via d’uscita (è facile, è la sola che c’è): i tre della piazza dovrebbero giurare sulla Bibbia, sul Capitale e sul Kamasutra di impegnarsi a sostenere il governo Monti fino alla sua naturale scadenza. Costi quel che costi, per loro e per noi. Poi, bere una bottiglia di Cannonau rosso a testa e, accomunati dai fumi del vino, varare una legge elettorale, quale che sia, tanto sarà sempre migliore di quella attuale. Il Porcellum è l’antitesi della democrazia rappresentativa. Nelle dichiarazioni è inviso a tutti, ma la possibilità di nominare chi deve “rappresentare” i cittadini rimane una manna e una mannaia per i Segretari di Partito.

Null’altro, basta così! Si chetino e non facciano altri danni. Poi toccherà al nuovo Governo tirarci fuori dai guai.
Speriamo. Altrimenti… España, se viene!

Cantastorie

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4 thoughts on “Ditemi che sono farneticazioni

  1. E’ stata creata una società fondata sul consumismo. La coperta, però, con il tempo è diventata corta e il costo ha largamente superato il guadagno. Allora se io non ho soldi da spendere, non consumo, quindi la produzione delle cose che consumo si ferma, e la fabbrica delle cose che consumo chiude e il disoccupato di quella fabbrica chiaramente non consuma.
    E i vari monti e tremonti (appunto, andiamo al mare!!!) cosa fanno? aumentano le tasse, così ho sempre meno soldi per il mio consumo.
    Non sono nemmeno ragioniera, possibile che non lo capiscono i laureati bocconiani, ieri professori, oggi governatori? E’ inutile parlare di mercato internazionale, tra poco non potremo più nemmeno andare al mercatino di quartiere!

    • Quello che dici è terribilemnte vero. Forse lorsignori, impegnati a ragionare sui massimi sistemi, non riescono a rendersi conto dei problemi semplici che attanagliano noialtri semplici cittadini. Forse sarebbe meglio nominare ministro dell’economia una donna che fa la spesa o un pensionato che non riesce a sbarcare il lunario.

  2. Io continuo ad avere un atroce dubbio, in questo momento politico ed economico così disastrato il grande burattinaio, quello che ha i fili in mano è il Berluska che manovra Monti o è Monti che si fa manovrare dal Berluska.
    Allora è meglio Pizzaroti o Bersani, io preferisco il nuovo, impreparato, impaurito, inconsapevole, ma sicuramente a fine mandato, sta facendo bene? vedremo, sta facendo niente o male? FUORI DALLE BALLE risarcendo il danno economico provocato.
    L’amico Gianfranco continua a sostenere che balletto e banchetto finiranno solo quando verrà spenta la luce e sparecchiata la tavola. Non è importante chi siano ma sicuramente nessuno di quelli che già ci sono e troppi danni già hanno fatto.
    Allora, cominceremo col prendere atto, muli e conducenti, che la situazione economica e politica ha raggiunto un livello di criticità tale, che solo una rivoluzione economica sociopolitica e culturale con la partecipazione delle grandi masse che si sono allontanate perfino dalla partecipazione agli scrutini elettorali.

  3. fukvi 31luglio2012
    Ormai sono convinto,bisogna sparecchiare la tavola senze guardare in faccia quelli li…
    mettergli le mani nelle loro tasche e prendere quel poco che hanno lasciato da noi…
    evviva villa!!!

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