Lei, lui e l’altro

Nel post “Ieri, oggi e domani” del 12 luglio scorso, a un certo punto, si dice:

Per tutta risposta, si udì solo un teutonico pernacchio (sì, pernacchio, non pernacchia: c’è differenza!) proveniente dalla Porta di Brandeburgo, che, rimbalzato dalla Foresta Nera a villa San Martino in Arcore, dove il povero marchese Camillo Casati-Stampa dallo stridio sobbalzò nella tomba…

Anna e Camillo

Ma chi è il marchese Camillo Casati-Stampa? Qualcuno di voi con più anni sul groppone lo ricorderà. I più giovani forse non l’hanno mai sentito nominare. Allora, raccontiamo…

La sera del 30 agosto 1970, alla Questura di Roma giunge la segnalazione che in un appartamento di via Puccini, al civico 9, era stato commesso un delitto. Nell’attico del quartiere Pinciano con vista su Villa Borghese, la polizia trova tre persone uccise da un’arma da fuoco. Lui è il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, lei è la bella moglie quarantenne Anna Fallarino e l’altro è il giovane Massimo Minorenti. Sembra un banale delitto di gelosia, ma le indagini mettono in luce una storia un po’ più complicata. Per le torbide circostanze in cui maturò, per la contorta personalità del marchese e per i retroscena che emersero, il caso appassionò l’opinione pubblica per mesi.

Anna Fallarino, appena sedicenne, proveniente dalla provincia di Avellino giunse a Roma per incontrare il gran mondo. Trova subito un lavoro come commessa in un negozio di abbigliamento, ma lei sogna altro. È bella, giovane, avvenente. Perché non mettere a frutto quelle qualità? Detto fatto! Riesce a partecipare a qualche sfilata come modella e come comparsa in alcuni film. Poi conosce un giovane rampollo di una ricca famiglia romana, Giuseppe Drommi, detto Peppino, e ne diventa la moglie. Laureato in ingegneria, Peppino frequenta la nobiltà romana e tra i suoi migliori amici c’è il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, sposato con Letizia Izzo, ballerina, dalla quale ha avuto un figlia, Annamaria.
Le due coppie si frequentano spesso, tanto che tra Camillo e Anna nasce un’attrazione che condurrà entrambi ad annullare le rispettive unioni davanti alla Sacra Rota. Una volta liberi, i due amanti convolano a nozze e Anna diventa marchesa di Soncino.

La convivenza tra i novelli sposi si rivela subito movimentata. L’uomo, ai rapporti diretti con la giovane moglie, preferisce l’osservazione passiva. Nel suo diario sono annotati tutti gli incontri che egli procura ad Anna e la cifra che spende per concretizzare i rapporti. Dopo la tragedia, in seguito alla perquisizione, gli inquirenti troveranno in casa molte foto della donna nuda in pose provocanti. Insomma, è chiaro che il marchese è dedito al voyeurismo, il piacere, cioè, di assistere più che partecipare a incontri sessuali.

Dopo decine di uomini con i quali aveva avuto rapporti fugaci, un giorno, Anna conosce il giovane Minorenti, del quale s’innamora. I due si vedono anche da soli e, quando il marchese si rende conto che tra loro è nato qualcosa che va oltre l’incontro occasionale, perde la testa. Non si tratta più di un menage a tre, ma di un vero e proprio tradimento. Convoca i due nel suo studio per una spiegazione, ma poi imbraccia uno dei suoi fucili da caccia e spara prima alla moglie, poi all’amante e, infine, punta il calcio dell’arma contro la spalliera di una poltrona, la canna sotto la gola e preme ancora una volta il grilletto.

Cesare Previti

Le perizie medico-legali dimostreranno che Anna Fallarino è morta sul colpo e quindi prima del marito. Questo significa che l’intera eredità spetta alla figlia di primo letto, Annamaria. Ma la ragazza è minorenne e il Tribunale nomina tutore il senatore Giorgio Bergamasco. Pro-tutore, cioè avvocato e rappresentante di Annamaria in caso di conflitto d’interessi con il tutore stesso, è designato l’avvocato Cesare Previti.

La giovane ereditiera, scossa dalla tragedia e perseguitata dai media, lascia l’Italia per stabilirsi in Brasile. Intanto, divenuta maggiorenne si affranca dal tutore e a curare i suoi interessi in Italia rimane il solo avvocato Previti. Pressata dal fisco, Annamaria decide di alienare uno dei suoi immobili, villa San Martino in Arcore. Previti ne cura il passaggio di proprietà e, trionfante, le comunica che ha trovato chi comprerà la casa per 500 milioni di lire. Sembrerebbe che suppellettili e buona parte del parco siano esclusi, ma all’ultimo momento entrano nel rogito. Giusto per dire: Villa San Martino ha una superficie coperta di circa 3.500 metri quadrati ed è circondata da un parco immenso; è arredata con mobili preziosissimi e quadri di notevole valore; inoltre, ha una biblioteca di 10.000 volumi, tra i quali, molti di pregio. Annamaria non lo sa, ma il prezzo convenuto equivale pressappoco a quello di un appartamento nel centro di Milano. O forse lo sa, ma vuole spezzare ogni legame con il passato. Grazie ai buoni servigi (per chi?) di Previti, la vendita si conclude in fretta.
L’acquirente è un rampante palazzinaro brianzolo, il quale prende possesso subito della sontuosa dimora, ma non versa con altrettanta sollecitudine la cifra pattuita. Pagherà la somma dovuta in comode rate con scadenze saltuarie.
Qualche anno dopo, la casa di abitazione con circostanti fabbricati rurali e terreni (così è definita nell’atto di vendita) sarà considerata garanzia sufficiente per un prestito di 7 miliardi e 300 milioni di lire dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde.

Chi era l’altro, il compratore? Berlusconi Silvio, futuro premier e protagonista della vita politica italiana per un altro dei classici ventenni italiani.

d.m.

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6 thoughts on “Lei, lui e l’altro

  1. E’ così che si diventa miliardari, fregando il prossimo! Siamo forse ricchi tu, io o gli amici che scrivono sul tuo blog o ci leggono? Certamente no e non lo diventeremo mai, così come non occuperemo mai le copertine di certi dubbi settimanali con le foto dei festini fatti o ancor peggio dei processi subiti. Almeno noi, che ancora abbiamo dignità e coscenza, possiamo camminare a testa alta. Magra consolazione? Forse, ma io diversamente non potrei e non saprei vivere.
    Laura

  2. Ciao a tutti. A dire il vero, io non ci trovo nulla di scandaloso in questa storia, o meglio, siamo purtroppo abituati a ben altro! In fondo, si tratta di una compravendita come tante: e in questo tipo di business c’è sempre chi guadagna qualcosa in più dell’altro. Insomma, Annamaria, a mio parere, è colpevole d’aver dato troppa fiducia a Previti, il quale ha svalutato il patrimonio immobiliare (e relativa mobilia) a favore di Berlusconi, ma non può essere considerata una truffa nel vero senso della parola. A me così mi è sembrato di capire, poi se ho perso qualche sfumatura (possibilmente non di “grigio” anche se con Berlusca non si può mai dire!), chiedo gentilmente delucidazioni! Resta il fatto che il binomio Silvio/Cesare resta una delle realtà più sconfortanti e umilianti che il popolo italiano ha subito: parafrasando le parole di Mimmo: un altro solito nostro ventennio all’italiana!

    • Annamaria era più che provata dalle tragiche vicende familiari e per questo era piuttosto vulnerabile. Previti, che avrebbe dovuto curare gli interessi della ragazza, ha svenduto per suo conto un immobile con annessi e connessi poi stimato circa 15 volte la cifra pagata, e per giunta in comodissime rate.
      A te sembra solo una normale compravendita dove c’è qualcuno che guadagna “qualcosa” più dell’altro?

      • Sinceramente sì! è sempre così negli affari: c’è sempre qualcuno che guadagna più dell’altro. E’ un mondo spietato, e non c’è spazio per chi è vulnerabile. Triste, sbagliato, molto sconfortante, ma purtroppo è così dai tempi di Colombo e purtroppo non lo stiamo scoprendo adesso!

  3. Di questa storia (che non conoscevo e ringrazio Domenico per avercela resa nota) mi affascinano le coincidenze.
    Una residenza, scenario di giochi sessuali, diventerà negli anni avvenire teatro degli stessi giochi..seppur in “forme” diverse.
    Arrivismo,immoralità e manipolazione:altri elementi che connotano i personaggi che hanno vissuto la dimora..compresi quelli che erano di passaggio nella camera da letto dell’ex-premier.
    Previti ovviamente ha fatto soprattutto i suoi di interessi: cosa gli poteva offrire una giovane benestante che si stava liberando di un fardello? Silvio, invece, lo ha premiato con la carica di Ministro della difesa nel primo governo Berlusconi.
    Sesso,Donne,Potere e Denaro vanno a braccetto e decidono le sorti di un paese da sempre:dal ratto delle sabine ai giorni nostri (basta dare uno sguardo alla storia d’Egitto, alla Francia del Re Sole, all’Inghilterra dei Tudor, alla Roma dei Papi etc.).
    La storia si ripete, e, come aveva teorizzato Gianbattista Vico, non perché si ripetono i fatti storici, ma perché gli uomini sono sempre uguali a sé stessi, pur nell’apparente cambiamento.
    Tra dissoluzione,lussuria,scalate,fortune e sfortune la storia, fatta sotto le lenzuola, va avanti. Chissà quale sorte spetterà all’attuale proprietario della villa ad Arcore.

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