Piazze

Piazza Anfiteatro – Lucca

L’Italia è uno dei paesi al mondo che conta il maggior numero di piazze. Viva l’Italia! La piazza è il luogo centrale della città, il posto dove si trova il municipio, la chiesa, il bar. In piazza si fa il mercato, i comizi politici, la festa del santo patrono. In piazza ci si incontra, si discute, si litiga. La piazza è fatta di giovani, anziani, vecchi, uomini, donne, ragazzi, bambini, laici, religiosi, atei, politici, sindacalisti, intellettuali, qualunquisti, impegnati, operai, imprenditori, artigiani, dirigenti, artisti, studenti, professori, bidelli, netturbini, occupati, disoccupati… Insomma, l’umanità nelle sue articolazioni, varietà e diversità. La piazza può essere anche un posto per godere il sole o l’alternativa a una casa troppo stretta. O troppo vuota. Un luogo dove le emozioni individuali, quando si incontrano, possono trasformarsi anche in manifestazioni di massa. La piazza è un palcoscenico, il luogo ideale per mostrare e mostrarsi. La piazza è il cuore, il fegato, lo stomaco della città. Nella nostra storia la piazza ha avuto sempre un ruolo importante. In principio troviamo l’Agorà, considerata il centro del potere religioso e commerciale della città greca, ma soprattutto il luogo simbolo della democrazia. Con i Romani divenne Foro e con la magnificenza conferitole fu immagine e fulcro della comunità. In età medioevale nelle piazze si contrattava, si tenevano riunioni pubbliche e assemblee, si giustiziavano i criminali, si bruciavano gli eretici e si svolgevano i tornei. Sventurate le città che non hanno piazze! Purtroppo, oggi la città moderna spesso non fa più perno sulla piazza. I luoghi dei nostri incontri sono diventati i centri commerciali, gli uffici pubblici, i centri sportivi, gli autogrill, i parchi di divertimento. Sono spazi anonimi dalle caratteristiche omogenee, dove l’individuo è privato dei suoi riferimenti e per questo rischia di perdere identità, relazioni e storicità. E non è un caso se sono stati definiti “non-luoghi”. Anche i circoli, le associazioni culturali e, se volete, le sezioni di partito, negli anni hanno perso la peculiarità di luogo di discussione e di confronto, e da laboratorio di idee sono diventati posti per giocare a carte. Poi, quasi a colmare il vuoto di una piazza che non c’è più, nascono sul web spazi virtuali che mettono a confronto pensieri e diffondono informazioni. La piazza, da luogo localizzabile si è trasformata in luogo indefinito, fatto di messaggi reciproci e collettivi. È un bene? è un male? Non vorrei che facessimo il processo alle nuove tecnologie. In passato il luddismo non è stata una buona cosa e sappiamo tutti che dietro la parola progresso c’è tutto e il contrario di tutto. Quindi, eviterei i soliti luoghi comuni: il computer ci chiude in casa, ci allontana dalle relazioni umane, ci spinge alla solitudine, e via dicendo. Sono affermazioni stantie che abbiamo sentito già per la televisione, l’automobile, il telefono e anche per l’ascensore. Il problema vero è la persona umana che si serve di questi oggetti: come, quando, per far cosa e in che misura. Un introverso si nasconderà dietro e dentro questi strumenti. Una persona aperta le considererà un valore aggiunto. Chi trascorre le sue giornate a giocare a carte, davanti alla TV o col mouse guidato soltanto dalla mano non fa altro che dare la stura alla sua indole solipsistica. Chi frequenta gente, viaggia, si guarda intorno, per poi servirsi del web per aggiungere alle relazioni fisiche quelle che non può toccare, perché troppo distanti, esalta la sua estroversione. E, naturalmente, appena capita l’occasione, cercherà anche di incontrare di persona i suoi corrispondenti lontani. La sua vita non si è contratta, si è arricchita. E questo, proprio grazie alla rete. Ed è con questa filosofia che nasce “mimmoblog”. Un modo moderno di interpretare le relazioni interpersonali, da aggiungere, non da sostituire a quelle tradizionali. Un modo per conoscere e frequentare persone lontane, ma anche una maniera per cercare ulteriori confronti e momenti di riflessione con chi si è usi incontrare davanti a un caffè o a un buon bicchiere di vino. E la scelta di aprire questo blog a tutti e a qualsiasi argomento ne è stata la logica conseguenza, che, però, si è esposta a critiche e rilievi: “troppo dispersivo”, “disorienta”, “una miscellanea fastidiosa”. In effetti, chi si è affacciato a mimmoblog vi ha trovato una diversificazione di argomenti che vanno dalla barzelletta alla filosofia, dalla ricetta alla trattazione di un tema toccante, dalla comunicazione di un evento all’articolo di carattere politico. Ma l’idea è nata proprio pensando alla piazza, quella vera, cioè un riverbero della società in cui viviamo, con tutte le sue esaltazioni e le sue banalità, ma soprattutto caratterizzata dalla sua normalità di alti e bassi, chiari e scuri, luci e ombre. E perché questo trovi piena realizzazione è necessaria un’ampia adesione, altrimenti il blog diventa un soliloquio, una palestra dialettica, un ostensorio borioso o, peggio, una vetrina che espone fiori finti e animali imbalsamati. Invece, mimmoblog vuole essere uno spazio vivo, che comunichi energia, che parli a tutti e ascolti tutti. Un luogo dove ognuno è libero di esprimersi come meglio crede, che dica ciò che vuole e si firmi in chiaro o con uno pseudonimo. E se ha qualcosa da dire o da ridire possa veder pubblicato il suo pensiero senza filtri o censure, come hanno già fatto: Marco Martucci, Luciano Mirarchi, Francesco Barone, Marino Longoni, Orsobianco, Peppino Zipparri, Fulvio, Maria Mirarchi, Franco Buffoni, Cantastorie, Vauro Senesi, Laura, Stefania Ciocca, don Andrea Gallo, Raffaele Mirarchi, Luca Lesignoli, Vito Mancuso, Antonella Pedicelli, Matteo Morgante, Sergio Staino, Cristina Obber, Cristina Gaiotto, Evelina Dietmann, Massimo Gramellini, Gigi Ciovati, Alberto Maggi, Gioacchino la Greca, Francesco Varani, Antonio De Luca, Alessandro Baoli, Enea Berardi, Francesco Tullio Altan, Domenico De Felice, Giuseppe Montoro, Marco Henry, Gian Antonio Stella, Stefano Castelli, Briciolanellatte, Irene Lucchesi, Giovanni Monda, Iris Balestri, Umberto Galimberti, Gianfranco Mancini, Filippo Gaeta, Sara Gamba, Elena Scimìa, Marta Novella, Alessio Costi, Tiziana Massa, Alberto Fezzi, Robert Ricciardi, Luciano Gallino, Luca Colli, Giuseppe Barbanti, Claudio Antonelli, Franco Riccardi, Marco Sorrenti, Fabrizio Vinci, Ilda Marino, Claudio Antonelli, Cesare Cerri, Vincenzo Mangione, Romolo Ricapito, Marco Crosato, M.G. (una madre), Gianluca Maroncelli, Valerio Forestieri, Francesca Braccia, Il Picchio, Simone Santi, Giovanni Benaglia, Gianni A. Sarcone e Marie-Jo Waeber, Luca Iermano, Antonella Policastrese, Francesco Pirrone, Lucio Rinaldini, Gianni Rosa, Gianluca Bellentani, Raffaele Pisani, Valentina Falcioni, Antonio Marfella, Maurizio Patriciello, Luca Sofri, Jacopo Fo, Paolo Crepet, Eduardo Russo, Gian Albino Testa, Francesco Briganti, Annalaura D’Angelo, Salvatore Settis, Enzo Lattuca, Antonio Galdo, Federico F. Ferrero, Massimo Recalcati, Antonio Cortile, Elisabetta Rosaspina, Roberto Burioni, Deborah Dirani.

mimmo

P.S.: Se qualcuno, curioso, vuol saperne di più sui motivi che mi hanno indotto ad aprire questo blog può sempre andarsi a leggere “Perché un blog”.

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6 thoughts on “Piazze

  1. Grazie per il mimmoblog che ci permette di dialogare fra di noi che magari non abbiamo (e molte volte non troviamo!) il tempo per sentirci e ancor più per vederci, spesso per le distanze che ci dividono. Non ti nascondo che a me piace più il contatto diretto, a voce o visivo, per scambiare delle opinioni, raccontare a una persona amica e cara le mie ansie ed anche i miei problemi, così come ascoltare quelli dell’interlocutore. Ma come già detto spesso la vita frenetica che conduciamo (almeno io tra lavoro ed altri impegni) e la distanza che ci divide ci impediscono di confrontarci più spesso e di godere reciprocamente della gradita compagnia.
    Allora anche il tuo mimmoblog diventa la nostra “piazza” per incontrarci, confrontarci, anche scontrarsi se non si è della stessa idea, ma comunque essere vivi, partecipi.
    Di nuovo grazie.
    Laura

  2. Mi ha sempre affascinato lo spirito dell’Agorà, questo luogo che va al di là dello spazio fisico dove si ritrovano persone,emozioni,passioni.
    Amo la profondità che ne discende e che si è fatta matrice di stili (penso alla filosofia politica liberista dell’Agorismo) e di parole (Agorafobia: paura degli spazi aperti).
    Uno spirito che è tramutato nel tempo sino a riversarsi nel “potere della rete”.
    Per questo mi piace pensare al blog come l’Agorà virtuale e a Domenico come il moderno filosofo ellenico 😉

    • Moderno filosofo ellenico? Oggi si usa dire “a mia insaputa”.
      A parte la battuta, grazie della stima, Vale, ma penso che tu ne abbia di me più di quanta ne meriti.

  3. Grazie del tuo invito a visitare il tuo Blog che raccolgo volentieri. Come dice Laura qui sopra anche a me piace il contatto diretto, al telefono o visivo. Uso spesso la email per lavoro e il blog e i SN sono ancora una cosa che non padroneggio. A presto, Alberto.

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