Un prete da marciapiede

Don Andrea Gallo

Sempre sulla strada, perché lì è il suo posto, accanto ai più deboli per i quali riserva sempre un gesto concreto, “un pasto caldo”… anche per l’anima. Accanto ai bisognosi di affetto e di solidarietà. Accanto a quelli che pensano di non avere speranze. Che cercano un senso. (Vasco Rossi)

Nella vita mi hanno apostrofato in ogni modo: chierico rosso, prete comunista, protettore dei tossici. Ma si sono dimenticati che sono anche amico delle prostitute, dei devianti, dei balordi, dei border line, dei migranti, di tutti coloro che viaggiano ai margini della società. Un prete da marciapiede, insomma. È lì che vivo, ogni giorno e ogni notte, cercando la speranza insieme alle persone che incontro. È lì che mi è stata insegnata la vita.

Il posto di un prete è fra la gente: in chiesa, per strada, in fabbrica, a scuola, ovunque ci sia bisogno di lui, ovunque la gente soffra, lavori, si organizzi, lotti per i propri diritti e la propria dignità. «Alzatevi!» dice il papa…
Nel mondo stanno aumentando ingiustizie e squilibri, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. In Italia si stanno verificando fatti gravi, che ci allontanano dal quadro che avevano disegnato Dossetti, La Pira e gli altri Padri costituenti anche laici e comunisti. C’è allarme rosso su molti fronti: l’equità sociale, la giustizia, la scuola, la libertà dell’informazione. Stiamo davvero rischiando di vedere restringere il campo d’azione dei nostri diritti democratici. Sono bastati pochi anni di governo Berlusconi per rendere palese la precisa volontà dell’attuale maggioranza di distruggere le istanze collettive, le forme dello stare insieme, gli strumenti grazie ai quali organizzare la vita sociale. Se è il sindacato a fare resistenza, si bombarda il sindacato. Se i PM lavorano per difendere la legalità, il Parlamento confeziona leggi ad hoc per svilire il lavoro della magistratura. I centri sociali vengono criminalizzati.
Oggi in Italia non sono in gioco soltanto la scuola, la salute, l’occupazione; lo è anche la Costituzione della Repubblica, soprattutto i suoi primi dodici articoli, che ne racchiudono i principi fondamentali, e che fanno parte delle mie preghiere quotidiane.

Don Andrea Gallo
(presbitero, fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova)

Dalla Costituzione Italiana:
Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.]
Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.
Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

(Sia il testo di Vasco Rossi che quello di Don Andrea Gallo sono tratti da “Angelicamente anarchico” – Don Andrea Gallo – Mondadori Editore – 2005)

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2 thoughts on “Un prete da marciapiede

  1. Il commento è molto amaro: i nostri politici se la sono mai letta la Costituzione? Perchè se analizziamo i 12 articoli citati non ce ne è uno che loro rispettino o seguano, li hanno completamente stravolti e utilizzati solo a loro uso e consumo.
    Troppi ce ne vorrebbero di Don Andrea Gallo, da ammirare e ringraziare per la sua voce che si fa sentire esprimendo anche le nostre proteste.
    Possiamo fare qualcosa noi nel nostro piccolo? Proviamoci, ribellandoci a chi ci vuole mettere i piedi in testa, tramite gli strumenti che ci sono rimasti: il voto, il pensiero (ancora libero per fortuna!) e l’espressione di tale pensiero, anche se in palese contrasto con quanto ci impongono.
    Almeno questo ci permettono ancora di farlo! Il bavaglio io non me lo faccio mettere!
    LAURA

    • Guarda, io credo che molti politici non conoscono nemmeno il significato della parola Costituzione. Figurati se l’hanno letta, ed eventualmente capita. Esagero? Non credo: alcuni servizi delle Jene hanno messo ben in evidenza il livello di cultura e conoscenza di molti nostri deputati e senatori. Ahinoi. Concludo con la sentita espressione di un mio vecchio amico che avrebbe usato nel sentirli parlare: “Ignoranza infame e inaudita!”

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