E ora parliamo di zenzero

Rizoma di zenzero

Lo zenzero è una pianta di origine orientale. Il suo nome indiano significa “grande medicina”, proprio per le sue proprietà curative. La sua molecola principale è il gingerolo, che ha la proprietà di spingere le cellule tumorali a suicidarsi innescando il fenomeno che i ricercatori chiamano apoptosi e di bloccare la crescita del tumore e l’angiogenesi, formazione di nuovi vasi sanguigni di cui il tumore ha bisogno per procurarsi ossigeno e nutrienti.
Questa affermazione, tratta dal periodico dell’AIRC-FIRC “Fondamentale” del giugno 2012, quindi da fonte autorevolissima, da sola basterebbe a conferire allo zenzero il diritto ad essere meglio apprezzato.

Lo zenzero ha un profumo pungente e un gradevole sapore piccantino. Viene usato in cucina come aromatizzante, in liquoreria come correttivo e per dare gusto a bibite dissetanti. Trova impiego anche nella produzione della frutta candita, di confetture e nell’industria della birra.
Tratti in inganno dall’anglosassone “ginger”, ampiamente presente in bevande, gelati e biscotti, potremmo essere tentati di pensare allo zenzero come a una spezia “moderna”. Non è così. La polvere ricavata dalla sua parte sotterranea (rizoma), era utilizzata in Cina e in Indonesia già molti secoli prima dell’era cristiana, sia in erboristeria che in cucina.
Dal rizoma si ricavava una spezia fortemente aromatica, che pare fosse molto cara a Confucio (V sec. a.C.) perché schiariva la mente ed eliminava le impurità. Lo zenzero, era molto usato anche nei rituali religiosi, dove i partecipanti ne masticavano grandi quantità per profumare l’alito e predisporre la bocca a intonare i canti religiosi che li mettevano in comunicazione con la divinità.
Dioscoride, medico greco del I sec. d.C., lo raccomandava per scaldare e calmare lo stomaco. Pitagora lo considerava un antidoto al morso dei serpenti. Galeno, per il sapore pungente, lo classificò tra le sostanze afrodisiache. Anche gli arabi lo assumevano, pestato col miele, per rinvigorire le prestazioni sessuali. L’epicureo romano Apicio, invece, ne consigliava l’uso in salse per carne e pollo, con piselli secchi e lenticchie e nel sale aromatico. Alessandro Magno l’aggiungeva al sal conditus, un insieme di sale e spezie utilizzato per insaporire la cacciagione.

La pianta di zenzero

Nel suo “Theatrum botanicum” del 1640, l’erborista John Parkinson scriveva che le proprietà dello zenzero sono di riscaldare gli stomaci freddi e di aiutare nella digestione, mentre nell’XI secolo la Scuola Medica Salernitana lo prescriveva per facilitare la circolazione del sangue. Anzi, agli uomini prima di un incontro d’amore si raccomandava di bere una pozione composta di zenzero, cannella, chiodi di garofano, pangrattato e acqua di rose. Sulla stessa lunghezza d’onda, qualche secolo dopo il poeta François Villon, nel suo “Le Testament” sosteneva che lo zenzero aveva la proprietà di fare congiungere gli organi genitali dei due sessi.
Enrico VIII si spinse a consigliare lo zenzero come rimedio contro la peste e i medici di corte lo raccomandavano per combattere le nausee mattutine in gravidanza. Nel XVI secolo, il medico bolognese Baldassarre Pisanelli scrisse che esso caccia la ventosità, riscalda, ma più tardi del Pepe, è ottimo per chi ha lo stomaco freddo, prouoca il coito, consuma le flemme, e chiarifica la vista. No è buono ne i tempi, e paesi caldi: ne per chi ha calda complessione, perché infiama chi troppo l’ha in uso. Quando è fresco, se si condisce col Mele; diuenta ottimo per i uecchi , e per riscaldare.

Oggi, in Birmania, si fa bollire lo zenzero insieme a un dolcificante locale per prevenire l’influenza. In Cina, una bevanda ricavata da zenzero affettato e cotto in acqua dolcificata, viene usata come rimedio al raffreddore. Nel Congo, schiacciato e mescolato con la linfa dell’albero del mango serve a fare il “tangawisi”, che è considerato una panacea per tutti i mali. In India, lo zenzero in pasta è applicato sulle tempie per dare sollievo dal mal di testa. In Indonesia, sono convinti che una varietà di zenzero conosciuto come “jahe” riduce la stanchezza. Nelle Isole Filippine, una tisana chiamata “salabat”, preparata con pezzetti di zenzero e zucchero, è considerata un’efficace cura per le infiammazioni della gola.
In occidente, invece, la polvere del suo rizoma essiccata viene messa in capsule e venduta nelle erboristerie per prevenire il mal di mare, la nausea in gravidanza, per combattere il raffreddore e per trattare il diabete.

In cucina è ottimo sulla carne e sul pesce, ma anche per insaporire minestre.
Con lo zenzero si prepara anche un impasto chiamato pan di… zenzero, a base di cannella, chiodi di garofano e noce moscata. È apprezzato soprattutto dai bambini per la sua forma di omino con le gambe divaricate e le braccia spalancate. Secondo la leggenda, la regina Elisabetta I, nei giorni che precedevano il Natale faceva dono ai propri cortigiani di focacce di “gingerbread” che riproducevano le sue fattezze. Sappiamo, inoltre, che nel XVI secolo in Germania, e in particolare a Norimberga, si produceva una gran quantità di dolci di pan di zenzero. Le vetrine di fornai e panettieri erano piene di casette decorate con glassa e foglie d’oro, omini sorridenti e croccanti animali, tutti inseriti all’interno di complesse scenette natalizie. La produzione e il commercio del pan di zenzero divenne talmente importante nella regione, che fu istituita una corporazione di fornai specializzati, la sola autorizzata a dar vita a tali creazioni. Alla popolazione era consentito prepararne soltanto due volte all’anno, in occasione del Natale e della Pasqua. Ancora oggi, nel mese di dicembre, il profumo di pan zenzero riempie molte case tedesche.

In chiusura vogliamo proporre una ricetta molto semplice da preparare in fretta, ma non per questo meno gustosa:

Tagliolini allo zenzero
Occorrono: 250 gr di tagliolini, 3 cipollotti freschi, 2 spicchi d’aglio, un pezzo di radice di zenzero, olio extravergine d’oliva, sale.
Tritate finemente le cipolle e fatele cuocere per qualche minuto in una padella larga con un bicchiere d’acqua. Aggiungete 3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, lo zenzero e l’aglio tritato. Salate e lasciate cuocere facendo attenzione che il composto resti piuttosto umido.
Nel frattempo cuocete i tagliolini, scolateli e versateli nella padella aggiungendo ancora un goccio di olio.

Buon appetito e fatemi sapere…

mimmo

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2 thoughts on “E ora parliamo di zenzero

  1. Finalmente un artcilo ricco di informazioni dettagliate sull’uso e le proprietà dello zenzero! Grazie infinite…
    Antonella

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