Da Rawalpindi a Sassuolo

Bambini a Rawalpindi

Bambini a Rawalpindi

E’ arrivato due giorni prima delle vacanze di Natale, da un piccolo paese impronunciabile a qualche ora di corriera da Rawalpindi, Pakistan. Ha un documento ufficiale della scuola che ha frequentato in Pakistan per un anno e mezzo, è scritto in Urdu, la sua lingua. Ce lo siamo fatto tradurre da due altri genitori pakistani dice che S… nome per noi irriproducibile ha undici anni e frequentava la seconda elementare. Ora è in quinta elementare, sezione A. Alla scuola media non lo hanno voluto, hanno detto che lì, per lui non c’è posto!
Noi accogliamo tutti per tradizione, niente test di ingresso, ieri gli ho insegnato a costruire un semplice alberello di natale in origami. Sa colorare e tenere la matita, ma come mi hanno informato i suoi compagni, non sa cosa sia l’albero di Natale. Infatti ne ha colorato uno tutto arancione! In quinta A, io insegno inglese, ma chissà se S… lo ha capito.

S… è stato paracadutato qui, a Sassuolo, ma chi gli spiegherà ora che da noi non si sta bene, che sarà dura e non gli daranno neanche la cittadinanza? Lo guardo negli occhi e vedo tutto il suo viaggio, tutte le sue domande e tutte le sue paure. Ieri è tornato a scuola alle due del pomeriggio con un quaderno e le matite. Non c’era più nessuno, la nostra scuola ha il pomeriggio solo al mercoledì.
Ho la sensazione che diventerà uno studente modello, nonostante tutto.

Cristina Gaiotto

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One thought on “Da Rawalpindi a Sassuolo

  1. E mentre S…ce la metterà tutta per diventare uno studente modello, ne sono certa anche io, proprio perchè nel suo sperduto villaggio non aveva un futuro e anche se sarà dura in questo nostro martoriato paese, i nostri figli a volte non si rendono conto della grande fortuna che hanno.
    Perchè nonostante l’Italia non stia passando un momento felicissimo, possiamo dire che, rispetto a questi bimbi che provengono da Paesi dove non c’è nulla neanche la speranza, i ragazzi italiani sono benestanti, hanno tante cose anche superflue.
    La storia sopra raccontata dovrebbe servire a far riflettere tutti noi e a farci apprezzare anche le piccole cose. Un quaderno e le matite.
    LAURA

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