Donne in prima linea

donne soldato 1Chiedo scusa se non esulto alla notizia che l’esercito americano consentirà alle donne soldato di combattere in prima linea. La parità nell’uccidere non mi sembra una grande parità. La parità nel drogarsi per superare la paura di dare e ricevere morte. La parità nel parlare come il caporale di Full Metal Jacket. Non era questo il percorso che noi femministi sognavamo. Noi sognavamo un mondo meno aggressivo, dove fossero le donne a contaminare il modello degli uomini e non viceversa.

Intendiamoci. Per ora il maschio violento e possessivo conserva il monopolio dei delitti familiari e sessuali. Ma intanto al cinema le Angeline e le Charlize hanno cominciato a menare come ossesse. Ve la immaginate Katharine Hepburn prendere Spencer Tracy a calci nella giugulare? Negli uffici molte donne assurte a ruoli di responsabilità hanno rinserrato il cuore dentro una fodera di cinismo e alzato la mascella fino al soffitto. Non alternative ai manager maschi, ma cloni in tailleur. Quanto al futuro, la cronaca è invasa da storie di ragazzine che si uniscono in gang per picchiare il prossimo: in una scuola media del Pisano, il padre esterrefatto di un alunno ha sottratto una dodicenne al pestaggio in stile Arancia Meccanica cui la stavano sottoponendo tre coetanee. Finora, quando incrociavo qualche banda di bulli in una strada buia e poco popolata, la presenza nel gruppo di una ragazza aveva il potere di tranquillizzarmi. Adesso anche, ma nel senso che le andrò incontro per ingaggiarla come guardia del corpo.

Massimo Granellini
Giornalista e scrittore. Vicedirettore de’ La Stampa e autore del romanzo autobiografico “Fai bei sogni”, che nel 2012 è stato il libro più venduto con oltre un milione di copie.

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One thought on “Donne in prima linea

  1. Il bell’articolo di Gramellini mi porta a fare una brevissima riflessione come donna: va bene il femminismo, anche se molto spesso questo termine viene usato impropriamente e non rispecchia fedelmente quanto racchiude, ma la femminilità, ciò che ci ha sempre distinto dal “maschio” nel senso più delicato della parola, dove è andato a finire?
    Io rimango una fan della femminilità e nel contempo del decisionismo della donna in tanti campi, della capacità di farci valere, senza strafare e senza essere a tutti i costi wonder woman.
    E’ anche così che ci distinguiamo, no?
    LAURA

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