Il fischio al naso

È il titolo di un film del 1967 tratto dal racconto “Sette piani” di Dino Buzzati e diretto e interpretato da Ugo Tognazzi.

il_fischio_al_nasoL’industriale Giuseppe Inzerna, ormai ricco, si trova all’apice di una carriera brillante. Inzerna ha un fastidio al naso che gli procura un involontario fischio emesso dalle narici. La moglie vorrebbe che si sottoponesse ad accurati controlli sanitari per conoscerne le cause e avviare una efficace terapia, Ma egli è riluttante.
Un giorno, trovatosi per affari nella clinica Salus Bank, si lascia convincere a sottoporsi ad alcuni esami, invogliato anche dal trattamento di riguardo che gli riserva il personale della clinica.
Inzerna, alle prese con esami, radiografie e test di ogni genere non si rende conto che i giorni passano, complice anche l’assistenza di una bellissima dottoressa. D’altra parte l’industriale può ricevere in clinica anche il consiglio d’amministrazione, la moglie e perfino l’amante, che viene sistemata in un appartamento contiguo.
A mano a mano che gli esami procedono, si evidenziano sempre nuovi sintomi e nuove presunte malattie, per cui il malato viene trasferito dal piano terra al primo piano, poi al secondo, al terzo e così via, trovando sempre appartamenti confortevoli, ma dotati di finestre progressivamente sempre più piccole.

Approfittando della sua assenza, il padre di Giuseppe ha preso in mano le redini dell’azienda provocando disastri su disastri. La moglie, invece, se la spassa con un debitore del marito, mentre la figlia Gloria se ne va all’estero con un amico e ritorna incinta.

Nella clinica, intanto, al quinto piano, in onore del malato viene addirittura organizzata una festa, nel corso della quale la bella dottoressa, dopo essersi abbandonata tra le sue braccia, lo convince ad accettare il trasferimento al piano superiore. Qui, col consenso dei familiari, Inzerna viene ibernato. Al risveglio, i danni alla salute sono ormai evidenti. Il personale della clinica, allora, servendosi di tinture e lozioni lo prepara per il trasferimento al settimo piano. È l’ultimo. Qui deve attendere solo di morire.

Ogni riferimento a capipartito o congiuntiviti è plausibile.

mimmo

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