Zelig Tirol

Bolzano - Piazza Walter

Bolzano – Piazza Walter

E’ da un po’ che mi prude la tastiera e i recenti accadimenti elettorali non hanno fatto altro che aumentare questo prurito. Ma tanti e ben più qualificati di me ne stanno parlando quindi farei meglio a zittire. Né ho le doti artistiche di Raffaele che con una vignetta al fulmicotone delle sue riesce a comunicare più di cento pagine di bla-bla.

Ma in queste strane vicende elettorali si innesta anche un argomento di cui vale la pena parlare: la Provincia Autonoma di Bolzano. E dico si innesta, perché con i suoi sei ondivaghi senatori la Südtiroler Volkspartei, partito dal nome impronunciabile, ma che si può tradurre in Trasformisti Italiani, ha permesso al PD di ottenere la maggioranza relativa al Senato. Il tutto con un rapido quanto interessato cambio di campo perché nel tramonto del governo di centrodestra i sei camaleonti tirolesi avevano appoggiato a spada tratta l’esecutivo in cambio di una pagnotta di agevolazioni e in segno di pace per una leggina del Giugno 2010 che non avevano gradito e di cui vi dirò.

Molti di noi sono stati in vacanza o di passaggio nello splendido Alto Adige e lo stesso Mimmo è pubblico estimatore di tanta bellezza, organizzazione, di così accorta gestione della cosa pubblica… Ma perché a Bolzano riesce tanto bene quello che a Scampia o Crotone è impossibile? Le ragioni sono due ed entrambe, come si usava dire, “gridano vendetta al cospetto di Dio”.

Ragione numero 1: i soldi a disposizione.
Tutti hanno bollato come una bufala elettorale Maroni che vuole trattenere il 75% delle tasse pagate in Lombardia dai lombardi, ma pochissimi sanno che a Bolzano viene trattenuto il 110 % delle tasse pagate.
Non è un errore di stampa: quando a Bolzano un italiano in vacanza o un olandese di passaggio fanno il pieno di benzina pagando, mettiamo, 60 euro di tasse (la benzina si sa è tutta tasse…), da Roma provvedono a spedire altri 6 euro e i 66 totali vengono investiti in una scuola. E questo vale per tutto quello che si paga di tasse, IVA, accise ed altro: sempre da Roma aggiungiamo un 10 % a quello che si sono raccolti sul territorio. I dettagli tecnici di quanto vi ho rudemente esemplificato li trovate nel bel libro di un grande economista quale è Luca Ricolfi (Il sacco del Nord) con tanto di tabelle, leggi e altro ancora.

E adesso viene la Ragione numero 2.
Tutto questo ben di Dio, nessuno che non sia di Bolzano lo può toccare e ne può beneficiare. Come saprete il tasso di disoccupazione in Alto Adige è del 3%, meglio del 5,4% della Germania, per non parlare del 11,7 % dell’Italia. Per bloccare sul nascere qualunque tentativo di “invasione” dei poveri giovani crotonesi, napoletani, ma anche veronesi o valtellinesi, in Alto Adige hanno inventato il Patentino di Bilinguismo, ovvero un documento che attesterebbe la conoscenza di entrambi le lingue, tedesco e italiano, e il cui possesso è indispensabile per accedere alla totalità dei lavori pubblici e a molti privati. E anche un bravo giovane laureato a Catania con 110 e lode in lingua tedesca non è ammesso ai concorsi perché il valore legale della sua laurea rilasciata dalla Repubblica Italiana, a Catania, quando va a Bolzano non è sufficiente. Anche lui deve prendere il Patentino, che si può ottenere solo a Bolzano e solo nei giorni di plenilunio che cadono di martedì degli anni bisestili mentre canta il gallo cedrone. Praticamente impossibile.

corteL’Italia ha collezionato per questa storia quattro condanne dalla Corte Europea di Giustizia e finalmente nel Giugno 2010 è stata fatta una legge che almeno permette di non aspettare plenilunio e gallo cedrone e rivolgersi agli istituti di cultura governativi creando la paradossale situazione che, per esempio, io, pur in possesso della certificazione linguistica del Goethe Insititut per il tedesco, devo andare all’Istituto Dante Alighieri (ente governativo della cultura italiana all’estero) per ottenere la certificazione che conosco la lingua italiana. Chissà perché 3 anni di scuola materna, 5 di elementari, 3 di medie,
5 di liceo e 5 di università fatti in Italia non valgono niente.
Con questa barriera è più facile trasferirsi a vivere in Finlandia che a Bolzano.

Ma… c’è un ‘ma’. Per far funzionare questo stato nello Stato (notare minuscola e maiuscola) servono neurochirurghi, ingegneri elettronici, biochimici molecolari, architetti paesaggistici, etc. etc. E ne servono tanti se lo stato nello Stato deve funzionare bene, come in effetti funziona. Dove li troviamo tutti questi specialisti che vanno lì col plenilunio, il gallo cedrone e quant’altro?
Ed ecco la soluzione bolzanino-italiota: il grande neurochirurgo senza patentino non lo posso assumere ma gli posso fare un contratto di consulenza – extra concorso – e questi lavora a tutti gli effetti pur non essendo dipendente. Questo significa che a Bolzano lavora chi vogliono loro, quando vogliono loro e dove vogliono loro. Alla faccia della legalità e trasparenza. Un capolavoro di furbizia.

Ladini con il loro costume caratteristico

Ladini con il loro costume caratteristico

E concludo con la vera ciliegina. Pochi sanno che l’Alto Adige non è bilingue (italiano e tedesco), ma trilingue perché le stesse protezioni della lingua tedesca (plenilunio, gallo cedrone, etc.) vengono accordate al gruppo linguistico Ladino, cioè circa ventimila persone che parlano questa lingua molto simile al veneto. Come dire che a Marano di Napoli (60.000 abitanti) si potrebbero fare tre gruppi linguistici con il patentino.

E poi ci meravigliano di B. che fa le corna durante il G8 o di un comico che prende il 25 % dei voti?

Luciano Mirarchi

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