‘Se mi togli i ricordi, cosa rimane di me?’

Il titolo è parte di una citazione di Manuel Vázquez Montálban:
La gente non ricorda più e non vuole ricordare. È come se lo considerasse inutile. Inutile! Se mi togli i ricordi, cosa rimane di me?

FotoNoteQualche anno fa mi venne in mente di scrivere un libro, FotoNote, che conteneva la ricostruzione di fatti e avvenimenti del mio passato con il proposito di raccontare ai miei figli in che modo si viveva negli anni della mia fanciullezza e adolescenza. Non voleva assolutamente essere l’ennesimo ridicolo racconto della serie “La mia vita è un romanzo!”, ma la narrazione di un mondo non lontanissimo nel tempo ma molto distante dalle loro abitudini e modi di vivere. Insomma, un tentativo di legare passato e presente per meglio rappresentarsi e comprendersi.
L’idea nacque guardando delle vecchie foto tirate fuori dal fondo di un cassetto, dove le persone e i luoghi rappresentati facevano affiorare ricordi sopiti. Riflettevo su cosa stesse pensando in quel preciso momento quella determinata persona raffigurata e in che contesto si trovava. Poi, mi soffermavo sull’abbigliamento sorpassato, le curiose pettinature, le auto e tutto quanto era raffigurato in quel mondo remoto.
Nell’osservare quei ritratti provavo un sentimento di melanconia, perché quelle foto erano ferme, immobili, prive di qualsiasi dinamismo, in contrasto col pensiero che correva via per riportare alla mente articolazioni vivaci di istanti o giornate vissute con intensità emotiva.

nonni R-M ridotta 70Sfogliare quelle pagine generava in me sensazioni diverse che andavano dalla gioia alla mestizia, dal rimorso al rimpianto, dal magone al tenero sorriso. Poi, il pensiero è andato ai miei figli, che di quelle foto, non conoscevano i luoghi o le persone o le circostanze. Mi sono chiesto allora, quali impressioni ne avrebbero potuto ricavare sulla base della semplice osservazione. Di sicuro, solo fragili sensazioni e labili percezioni.
In un primo momento ho pensato allora di aggiungervi delle didascalie, tanto da renderle più vive, sì da fornire a chi le guardava ulteriori elementi per meglio inquadrare soggetti e contesti. Ma anche questo mi sembrava poca cosa.
Più utile, mi son detto, trasporre in commenti scritti i ritratti mentali indotti, sviluppando considerazioni e spiegazioni, tali da farli apparire come un virtuale album fotografico fatto di persone, luoghi, costumi e usanze del tempo passato. Tutti elementi che in fondo costituiscono le nostre radici. Perché sono le radici a renderci solidi. Sono esse che ci fanno sentire meno soli e conferiscono quella sicurezza necessaria a fronteggiare le nostre problematiche quotidiane.

foto anticaSia chiaro, non ho alcuna passione per la ricerca del tempo passato se questo si materializza soltanto in nostalgica riflessione, spesso inutile e dolorosa. La memoria è importante, ma è tale solo se ci pone in un progetto di riflessione utile a incidere positivamente sulla realtà che stiamo vivendo. Altrimenti è un esercizio sterile, un tentativo di fermare l’orologio del tempo alla ricerca di momenti del nostro passato, magari eludendo avvenimenti tristi o difficili che, in ogni caso, concorrono anch’essi a meglio comprendere ciò che ci circonda nel presente. La nostalgia non deve mai essere più forte della speranza e farsi sopraffare dai ricordi toglie linfa alle radici, le rinsecchisce e le svuota di vitalità.

Il ricorso ad avvenimenti del passato e trasporli in note scritte, quindi, non voleva essere un malcelato atteggiamento di auto-magnificazione, ma solo un tentativo di meglio marcare l’identità. L’identità individuale, quella di ognuno di noi. Quella che affonda nel terreno dell’esistenza, che si insinua in luoghi il più possibile lontani, talvolta impensabili.

Mi piacerebbe, allora, invitare tutti a dare la stura alle proprie FotoNote per intrecciarle e cercare di riflettere insieme come il nostro mondo, quello che calpestiamo nel quotidiano, sia cambiato in questi anni. Sottoporlo ai più giovani e invitarli a commentare e avanzare le loro critiche e osservazioni. Chissà, potrebbe essere un confronto utile per meglio capire chi siamo oggi. Giovani e vecchi.

mimmo

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