Gli umani

Umani 1

Sono quelli che hanno inventato la guerra armata.

Gli umani sono quelli che usando l’astuzia e la forza sottomettono i deboli
e corrompono col denaro.

Gli umani sono quelli che hanno inventato le medicine per non soffrire,
sono quelli che inventarono il denaro e le carte di credito e i bancomat e i chip,

sono quelli che inventarono le pensioni e
poi le tolsero,
sono quelli che inventarono i datori di lavoro e
poi lo negarono in nome del denaro.

Gli umani non hanno patria e sono razzisti.

Gli umani uccidono miliardi di animali e sono bestie.
Gli umani hanno dipinto, suonato, inventato, copulato e tramandato gioia.

E fanno soffrire,

Gli umani sono lacere bandiere al vento
e speranza di vita planetaria.

Gli umani sono quel che sono.

Domenico De Felice

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One thought on “Gli umani

  1. Propongo a tutti la visione di questo documentario, per avere la certezza che: gli umani sono quel che sono e non cambiano mai, campi di concentramento all’aperto….

    Nomos
    Regia: Andrea Gadaleta Caldarola
    Anno di produzione: 2012
    Con il termine metropoli indichiamo qualcosa di sostanzialmente eterogeneo rispetto al concetto di città: con la nascita delle metropoli, non vi è infatti crescita e sviluppo dell’antico modello di città, ma una sorta di rottura storica e epistemologica che coincide con l’instaurarsi di un nuovo paradigma.
    “Vi propongo, cioè, di riservare il termine metropoli al nuovo tessuto urbano che si viene formando parallelamente ai processi di trasformazione che Michel Foucault ha definito come passaggio dal potere territoriale dell’Ancien Régime al biopotere moderno” (Giorgio Agamben).
    “Nomos” è un documentario ed un progetto di ricerca ispirato al testo “Homo sacer. Il potere sovrano e la vita nuda” del filosofo italiano Giorgio Agamben, che a partire dalla figura dell’homo sacer nel diritto romano arcaico propone una rilettura critica del presente e dei suoi spazi, della comunità e del potere.
    Il documentario, girato in Kenya nel 2012, è un viaggio antropologico che attraversa tre spazi dell’abitare contemporaneo: Kakuma, un campo profughi ai confini fra Kenya e Sudan abitato da circa 130.000 persone, Kibera, il più grande slum dell’Africa Centrale (con più di un milione di abitanti in pochi km), e Kihingo Village, una piccola gated community di Nairobi.
    Progetto di ricerca ispirato da “Homo Sacer” (Giorgio Agamben).

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