Ciao Amico Don Gallo

Scrissi a Don Gallo nel novembre dello scorso anno per informarlo di come avevo concepito il post  “Un prete da marciapiede” e chiedergli l’autorizzazione a pubblicarlo.

Mi rispose subito: Cdon gallo ritagliataaro Domenico, ti sento Amico vero, grazie. Approvo la tua iniziativa con tutto il cuore. Ciao, Don Gallo.

A mia volta, scrissi: Grazie. Sono particolarmente felice e orgoglioso di avere un Amico come lei (stavo per dire “tu”, e forse è quello che preferisci).

E lui di rimando: Caro Mimmo, possiamo gioiosamente darci del “tu”. Ciao, Amico Don Gallo.

Ecco chi era don Gallo, una persona semplice. Si chiamava Andrea, ma tutti lo conoscevamo come “Don Gallo”. Con il sigaro, il cappello, la voce roca si presentava da prete, partigiano, comunista, anarchico, no-global. Un irriducibile, che con le sue verità rivoluzionarie era sempre dalla parte degli ultimi e quando le gerarchie ecclesiastiche gli rimproveravano la frequentazione di prostitute, transessuali, tossicodipendenti, scippatori, sbandati, extracomunitari, anzi no, migranti, come li chiamava lui, si giustificava: «Ma Gesù Cristo sarebbe stato con loro!»
In molti, un po’ compatendolo, dicevano che era un utopista perché avrebbe voluto vedere la sua Chiesa più distante dai poteri forti e più vicina ai deboli, agli invisibili, i diseredati. Ma lui replicava richiamandosi al concetto di utopia di Eduardo H. Galeano: “L’utopia sta all’orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare.”

Una volta disse: «Chissà se domani ci sarò ancora. Sono vecchio, malandato. Vivo cercando continuamente una ricomposizione, una sintesi, un modo per ricondurre la mia giornata a un’unitarietà di senso».

Ciao Don Gallo. Ciao Andrea. La tua vita, in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti, muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità*, ha avuto sicuramente un senso e noi ti siamo grati per esserci stato per ottantaquattro anni.

Un caro saluto col pugno chiuso.

mimmo

* da “Smisurata preghiera” di Fabrizio De André.

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One thought on “Ciao Amico Don Gallo

  1. L’ho conosciuto bene. Prima a Genova al Festival dell’Unità e poi qui nel Ponente dove veniva alle manifestazioni di Libera. Era una bandiera in questa terra ormai occupata manu-militari dalla ‘ndrangheta e lasciava sempre una speranza. Ora che non c’è più cosa dobbiamo aspettarci da giudici che assolvono i mafiosi sentenziando che non sono veri mafiosi ma si atteggiano come tali.

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