Vite parallele

Plutarco 2

Plutarco di Cheronea

“Vite parallele” è un’opera di Plutarco di notevole importanza, non solo come fonte di informazioni riguardo agli individui presi in considerazione, ma anche come descrizione del periodo in cui vissero. Plutarco, infatti, mette a confronto, attraverso le syncrìseis, una serie di biografie di uomini celebri vissuti in epoche diverse per mostrare vizi e virtù comuni a entrambi. Al profilo di un personaggio greco viene accostato, generalmente, quello di un romano: Teseo e Romolo, Demostene e Cicerone, Lisandro e Silla, tanto per citarne alcuni.
Io, che di Plutarco sono meno di una stringa dei suoi sandali, provo ad accostare due protagonisti, uno della storia passata e l’altro della cronaca attuale: Masaniello e Grillo.
Naturalmente è un gioco, ma qualche riflessione andrebbe fatta comunque.

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masanielloTommaso Aniello d’Amalfi, meglio conosciuto come Masaniello fu il principale protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione civile della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo.

grilloGiuseppe Piero Grillo, meglio conosciuto come Beppe, è il principale protagonista del Movimento 5 Stelle, che dal 4 ottobre 2009 anima la vita politica italiana contro lo strapotere e l’arroganza della cosiddetta Casta formata dai tradizionali partiti italiani.

Masaniello aveva un amico che lo affiancò nella rivolta contro gli spagnoli. Era un personaggio singolare, l’abate Pirone, chiamato così perché usava abusivamente la tonaca per sfuggire alla giustizia che lo ricercava per arrestarlo.

Beppe Grillo ha un amico che collabora con lui (o è lui che collabora con l’amico?). È un personaggio singolare che si chiama Casaleggio. Vive nell’ombra per sfuggire ai giornalisti che lo cercano per intervistarlo.

Le cause degli eventi del luglio 1647 risiedono esclusivamente nella specificità politica, economica e sociale della Napoli spagnola nella prima metà del Seicento. La rivolta fu scatenata dall’esasperazione delle classi più umili a seguito delle gabelle imposte dai governanti sugli alimenti di prima necessità. Il grido con cui Masaniello sollevò il popolo fu “Viva il Re di Spagna, mora il malgoverno”.

La causa che determinò il successo elettorale del Movimento 5 Stelle risiede esclusivamente nella specificità politica, economica e sociale dell’Italia a cavallo del secondo e terzo millennio. La ‘rivolta’ degli elettori fu scatenata dall’esasperazione verso le tasse imposte da governanti insensibili alle difficoltà sociali ed economiche del Paese. Il grido con cui Grillo si è presentato al popolo è “Arrendetevi! siete circondati… “

Per evadere la gabella, Masaniello portava il pesce direttamente nelle case dei notabili. Anche la moglie Bernardina, per non pagare il dazio, introdusse in città una calza piena di farina, ma fu arrestata. Per ottenerne il rilascio, Masaniello fu costretto a pagare un riscatto di cento scudi.

Grillo possiede il 99% delle azioni della Gestimar, una società immobiliare di cui è amministratore unico il fratello Andrea. La Gestimar è proprietaria di diversi immobili in Liguria e in Sardegna e si è avvalsa dei condoni (edilizio e fiscale) varati da Giulio Tremonti, ministro del governo Berlusconi.

masaniello 2Alla situazione già esplosiva si aggiunse l’esempio della Sicilia, dove il malcontento popolare verso la forte tassazione provocò una serie di gravi tumulti. Messina, Catania e Palermo insorsero contro il governo spagnolo e fu proprio l’esempio dei siciliani a spingere i popolani napoletani alla rivolta.

Il malcontento popolare determinato dalle politiche del Pdl e del Pd, poi seguite dal governo Monti, hanno visto nelle ultime elezioni Regionali in Sicilia un forte avanzamento del Movimento 5Stelle, dove i grillini hanno preso circa il 14,9% dei voti e 15 consiglieri. Sull’onda di questo risultato, alle elezioni politiche successive il Movimento di Grillo ha ottenuto il 25,56% dei voti e ha eletto ben 163 parlamentari.

La protesta prese corpo quando il viceré, Rodrigo Ponce de León, duca d’Arcos, descritto dai contemporanei come un uomo dedito alla vita mondana, frivolo e senza esperienza di governo, reintrodusse una gravosa gabella sulla frutta, all’epoca l’alimento più consumato dai ceti umili.

La protesta prese corpo allorquando il premier Mario Monti, definito “tecnico” ma senza esperienza di governo, successe a Silvio Berlusconi (descritto come un uomo dedito alla vita mondana) introdusse la tassa sulla casa, il bene più importante per i ceti medio-bassi.

Alcuni popolani guidati da Masaniello bruciarono i banchi del dazio a piazza del Mercato e, durante le prime celebrazioni per la festa della Madonna del Carmine, il giovane pescatore radunò un gruppo di lazzari vestiti da arabi ed armati di canne come lance, i cosiddetti alarbi, che durante la sfilata davanti al Palazzo Reale rivolsero ogni genere di imprecazione ai notabili spagnoli affacciati al balcone. Poi, sbaragliati i soldati spagnoli e i mercenari tedeschi di guardia, giunsero fino alle stanze della viceregina.

grillo 3Alcuni elettori, denominati ‘grillini’, guidati da Beppe Grillo, si radunarono i diverse piazze italiane e vestiti con magliette che portavano il contrassegno del Movimento 5 Stelle e armati di bandiere con lo stesso simbolo, rivolgevano ogni genere di imprecazione ai notabili della vecchia politica. Poi, alle elezioni riuscirono a sbaragliare i maggiori partiti ed entrare numerosi in Parlamento.

Ottenuta l’abolizione di tutte le gabelle come voleva Masaniello, Giulio Genoino, suo mentore e consigliere, il quale perseguiva un progetto rivoluzionario più ambizioso, chiese il riconoscimento di un vecchio privilegio concesso da Carlo V al popolo napoletano. Il privilegio avrebbe dovuto sancire per il popolo una rappresentanza uguale a quella dei nobili, oltre alla riduzione ed equa ripartizione delle tasse tra le classi sociali.

Portati in Parlamento i suoi deputati e senatori, Grillo insieme a Roberto Casaleggio, suo mentore e consigliere, il quale persegue un progetto rivoluzionario più ambizioso denominato Gaia, chiese l’abolizione di ogni forma di finanziamento ai partiti, così come aveva sancito il referendum del 1993 promosso dai Radicali.

A un certo punto Masaniello, nel timore di essere scalzato ordinò che molti suoi oppositori fossero giustiziati a seguito di sommari processi. Accusò i suoi detrattori di ingratitudine e ricordò loro le condizioni in cui versavano prima della rivolta. Poi, pronunciò la frase rimasta proverbiale:«Tu t‘arricuorde, popolo mio, come eri ridotto?»

A un certo punto Grillo, nel timore di essere messo in ombra, ha dato inizio a una serie di espulsioni sommarie dal Movimento 5 Stelle. Ha accusato i suoi detrattori di tradimento e agli elettori che non gli hanno confermato il voto ha detto che sono degli ingrati. Uno dei suoi fedelissimi ha detto: «Che schifo. Speravamo in un minimo di riconoscenza. Invece niente. Neppure un grazie».
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carisma

Come è facile notare le similitudini non mancano. Entrambi hanno un forte carisma e si sono creati un seguito personale attraverso una campagna di agitazione nelle piazze, e dopo aver intercettato la sacrosanta protesta di un’opinione pubblica stanca della prepotenza di governanti boriosi e incapaci hanno dato ad essa un orizzonte utopico. Ma se è vero che l’utopia può mobilitare le masse, nel momento che sfocia in successo, è con le forze che hai di fronte che devi fare i conti. Agitare una folla ed emozionare nei comizi è un conto, guidare un gruppo che crede in te è più complicato. Qui il cleadership 4arisma non basta più, occorre la leadership. Cioè la capacità di elaborare un’idea realistica delle cose da fare e la bravura, non già di farsi obbedire, ma di convincere. E infine, piaccia o no, è necessario darsi una struttura efficace e funzionale in grado di dare risposte concrete a chi ha creduto nella possibilità di un cambiamento.

La vicenda di Masaniello ebbe un epilogo tragico e, naturalmente, non ci sfiora neanche l’idea di augurarlo a Beppe Grillo, ma la sua scomparsa dalla scena politica è auspicabile. I comici hanno facoltà e diritto di fustigare il potere, anche con la satira feroce, ma se, restando comici, si mettono alla testa di alarbi e lazzari, antichi o moderni, non è un bene per nessuno.
“Mora il malgoverno!” e “Arrendetevi, siete circondati!” hanno assonanze preoccupanti e se Grillo non è Masaniello, la nostra Repubblica non è il vicereame spagnolo.

mimmo

Leggi anche Piergiuseppe e Gianroberto, La bussola e i gabbiani, I trappisti dell’ordine dell’apriscatole, Anatema, Beppe, anatema!!!

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