A sua immagine e somiglianza

La mia abitazione al Colosseo è stata pagata da altri a mia insaputa.

“La mia casa al Colosseo è stata pagata da altri a mia insaputa”

Mitico Scajola!
Si ritrovò proprietario di un’abitazione a sua insaputa.

Da allora, “A mia insaputa” è diventata un’espressione magica che fa sparire ogni sospetto su chi la pronuncia, un esorcismo per tenere lontano ogni allusione, una catarsi che monda ogni peccato.
E, visto che funziona, se ne sono serviti in tanti. Luigi Lusi che non sapeva chi utilizzava la carta di credito in suo favore, Renzo Bossi che aveva una laurea senza averne contezza, Carlo Malinconico che andava in vacanza e non conosceva chi gliele pagava, Michele Emiliano che non si spiegava la provenienza delle cozze pelose finite nella sua vasca da bagno, Ignazio La Russa che di punto in bianco si è ritrovato un figlio avvocato in Calabria, i dirigenti della Lega Nord che non erano a conoscenza che il loro tesoriere investiva soldi in Tanzania, Francesco Rutelli stupito del come e quando gli hanno svaligiato le casse del partito, Silvio Berlusconi che ospitava in casa escort convinto che fossero infermiere e poliziotte, Emilio Fede sorpreso in Svizzera con una valigetta piena di soldi anziché pedalini e mutande, Umberto Bossi a cui ristrutturavano la casa e manco se ne accorgeva.
E poi, a Salemi c’era la mafia all’insaputa del sindaco Sgarbi, Marcello Dell’Utri si accompagnava a mafiosi scambiati per francescani, Ruby ignorava che Berlusconi l’aveva messa nello stato di famiglia di Mubarak. E via di questo passo.

alfano«Allora, se “a mia insaputa” ha funzionato per tanti, perché non posso usarla io?» si sarà detto Angelino Alfano, ministro dell’Interno, vicepresidente del Consiglio e segretario del Pdl.
Detto fatto, ignorando i suoi ruoli politici e gli incarichi istituzionali, l’Unoetrino è andato in Parlamento e, come un chierichetto qualsiasi che legge un passo delle Sacre Scritture, ha snocciolato la burocratica cronistoria italo-kazaka predisposta dal Capo della Polizia.
Sapevo? non sapevo. C’ero? non c’ero. Interpellato? non mi ha cagato nessuno. Offeso? e che so’ Pasquale io!

E di farsa in farsa, in tanti, disinvolti al limite della sguaiatezza, fanno del tartufismo la norma. La scusante “a mia insaputa” in loro non desta più indignazione, ma solo un laconico risolino.
«Così fan tutti» dicono. «All’estero si sorprendono? E che sarà mai? Fiorito sorride spavaldo mentre l’arrestano? un simpatico ciccione. Formigoni diventa presidente di commissione al Senato? normale amministrazione. Calderoli insulta un ministro? goliardia padana. I problemi sono altri: la disoccupazione, i suicidi, la malasanità, la miseria. E voi vi perdete dietro queste notiziole e ci ammorbate con le cene eleganti di Berlusconi e la dissidenza kazaka?»
Possibile che ci sia una quota piuttosto alta di italiani che non capisce che questi fatti sono direttamente connessi proprio a quei problemi che patiscono? Possibile che non si chiedono perché accadono certe cose, anche quando la realtà supera l’immaginazione? E le conseguenze che determinano?

Noi, invece, le domande continuiamo a porcele. Soprattutto dopo che abbiamo sentito le giustificazioni del ministro Alfano sull’espulsione di Alma Shalabayeva e della piccola Alua.

– Un ministro dell’Interno che va in Parlamento a leggere un mattinale di Polizia, che ministro è?

– Un ministro degli Esteri che si espone a una pessima figura senza dimettersi, che ministro è?

– Un premier che chiude una vicenda che scredita l’Italia a livello internazionale solo con le dimissioni di alcuni funzionari, che premier è?

– Un partito che si dichiara democratico e progressista che avalla il comportamento lesivo dei diritti umani del premier e di alcuni suoi ministri, che partito è?

– Un Governo che si estrania dando il suo tacito assenso a una figuraccia internazionale, che Governo è?

– Un Parlamento che non sfiducia almeno il ministro dell’Interno coinvolto nel “sequestro” della moglie e la figlia di un dissidente (o delinquente che fosse) per rispedirle con procedure contrarie al diritto interno e internazionale in un Paese guidato da un dittatore poco rispettoso dei diritti individuali, che Parlamento è?

governoCon i problemi che abbiamo l’Italia ha dannatamente bisogno di un Governo. È vero! Ma non di un governo qualsiasi, ma di un Governo in grado di affrontare alcune problematiche sociali, di portare il Paese fuori dalla crisi economica e di cambiare la legge elettorale, ma soprattutto di recuperare quella credibilità internazionale perduta con le corna e i cucù.
Ma a tre mesi dalla nascita, questo governo (la minuscola è meritata) non mostra nessun segnale che vada in questa direzione, distinguendosi soltanto per una serie di logoranti rinvii. E non meni vanto per le aperture di credito dell’Europa avallate dalla signora Merkel, per altro mal digerite dal suo ministro dell’Economia. Esse sono ineludibili, perché la comunità europea, dopo il caso della Grecia non si può permettere che anche l’Italia precipiti nel baratro economico. Per altro, l’Italia non è la Grecia e le ripercussioni su economia e finanza sarebbero ancora più gravi. E non solo per l’Europa.

Dopo aver inanellato una serie di figure barbine, l’Italia mostra ancora una volta di essere poco affidabile. Governi litigiosi (Prodi), ridicoli (Berlusconi), incapaci (Monti) ed ora ignavi (Letta), non conferiscono al Paese quella dignità che tanti italiani (non tutti) meriterebbero.

Intanto il premier ha detto: «Per la ripresa serve stabilità politica»
Comunque e quantunque, Presidente Letta? Anche a costo di violare la Costituzione? Perché al secondo comma dell’art. 95 c’è scritto che i ministri sono responsabili individualmente degli atti dei loro dicasteri.

Cantastorie

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