Gaffeur? no, zotico

Nel trigesimo della cacciata del mercante dal Tempio, riflettiamo… 

Chi è Silvio Berlusconi, noi italiani lo sappiamo benissimo. Come lo percepiscono gli stranieri lo abbiamo capito. Quello che non capiscono loro, e anche molti di noi, è come mai un popolo di santi, navigatori e poeti possa aver sopportato per tanto tempo una persona con un modo di essere e di fare tanto discutibile.

Qualcuno sostiene che è uno statista, che ha fatto un gran bene all’Italia, che è un perseguitato politico. Altri invece lo considerano un opportunista impegnatosi in politica per salvare sé stesso e le sue aziende, dopo che Tangentopoli lo aveva lasciato orfano dei suoi padrini politici.

Poi, non so perché, forse per contrapposizione d’idee, mi sono venuti in mente due personaggi del recente passato che hanno avuto un peso notevole sulle vicende politiche degli ultimi decenni del secolo scorso e ho pensato a loro non tanto per la statura morale e la capacità di dialogo insita nel loro temperamento, ma per la signorilità dei modi e lo stile espressivo: Enrico Berlinguer e Aldo Moro.
La sobrietà, il garbo, il rispetto per l’altrui persona, amico o rivale che fosse, erano i segni distintivi di entrambi. Si muovevano su fronti molto distanti, per molti versi opposti, e hanno partecipato a battaglie sociali durissime, ma mai, e sottolineo mai, nessuno dei due ha avuto parole offensive o derisorie per l’altro. Il rispetto per la persona e la sua storia, innanzitutto. E quando si trovavano all’estero hanno sempre manifestato un alto senso di rappresentanza per la loro Patria, rivendicandone innanzitutto la giusta considerazione.

Il fu senatore Berlusconi Silvio da Arcore, invece…

cornaIl gesto delle corna. Al vertice UE del 2002, nella veste di ministro degli esteri ad interim, nella città spagnola di Caceres, al momento della rituale foto di gruppo, che per altro resta negli archivi del forum, alzò il braccio destro e fece il gesto delle corna. Come prevedibile, l’improvvisata berlusconiana mise in ombra ogni tema politico trattato e sulle prime pagine di tutti i giornali, italiani e stranieri, non si parlò di altro.

Berlusconi contro Schulz. Durante la seduta del Parlamento europeo del 2 luglio 2003, Martin Schulz, presidente della delegazione dei socialdemocratici tedeschi mosse alcune critiche a Berlusconi in merito al suo conflitto di interessi e gli chiese, in qualità di premier, schultzcome intendesse risolverlo.
Risposta di Berlusconi: «Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapo. Lei è perfetto!»
Accanto a lui un attonito Gianfranco Fini avrebbe voluto svanire.

dito medioIl dito medio alzato. Ottobre 2005, in piazza Vittoria a Bolzano, con accanto una radiosa Michaela Biancofiore, coordinatrice del Pdl e capolista per le elezioni amministrative, a fine comizio alzò il dito medio nei confronti di alcuni giovani che lo contestavano. La biondo-chiomata, dal cuore e fegato berlusconiano, ride divertita e subito dopo dichiara: «Con Berlusconi l’Italia ha ritrovato ruolo e prestigio sul piano internazionale». Che dire? Per la Biancofiore, in medio stat virtus.

obamaBello e abbronzato. «Barack Obama è bello, giovane e abbronzato». La battuta di Silvio Berlusconi alla conferenza stampa di Mosca, nel novembre 2008, fa il giro del mondo e solleva un caso politico. Di fronte alle reazioni, Berlusconi affermò: «Era una carineria».
I media e le diplomazie di tutto il mondo, invece, la pensarono diversamente e considerarono la battuta una forma di razzismo strisciante.

cucu 2Cucù alla Merkel. Al vertice italo-tedesco di Trieste, sempre nel novembre 2008, il presidente del Consiglio, nell’accogliere Angela Merkel a piazza dell’Unità d’Italia, si nasconde dietro la base di un pennone portabandiera e all’arrivo del cancelliere sbuca fuori e fa: «Cucù!».
La Merkel, sorpresa e imbarazzata, lo guardò e laconica disse: «Silvio!».

desaparecidosL’ironia sui “voli della morte”. Al comizio di chiusura della campagna elettorale per le Regionali in Sardegna, nel febbraio 2009, non perse l’occasione per ironizzare sul dramma dei dissidenti argentini lanciati nelle acque del Rio de la Plata da aerei militari durante la dittatura del 1976-83. «Erano belle giornate» disse «e li facevano scendere dagli aerei».
Ne nacque un incidente diplomatico e protestarono sdegnate anche le Madri di Plaza de Mayo: «Berlusconi offende e insulta la memoria dei nostri figli».

elisabettaIl rimprovero della Regina Elisabetta. Nell’aprile 2009, al G20 di Londra, in occasione della foto di gruppo, terminati gli scatti di rito, per farsi notare dal Presidente degli Sati Uniti, che incontrava per la prima volta, lo chiamò a gran voce: «MISTER OBAMAAAA…». Tutti guardavano Berlusconi e ridevano. La regina Elisabetta, infastidita, allargò le braccia per poi sbatterle sui fianchi, e, a sua volta, disse: «Ma perché deve urlare?… perché?».

merkelAl telefono fa aspettare la Merkel. Sempre nel 2009, giunto al vertice Nato di Baden Baden, scese dall’auto col telefonino in mano e fece aspettare per diversi minuti una spazientita Angela Merkel prima di andarle a stringere la mano. Alla fine si giustificò dicendo che si era intrattenuto con il primo ministro turco Erdogan per convincerlo ad aderire alla nomina del premier danese Rasmussen alla carica di Segretario Generale della Nato.
Per la cronaca: non gli ha mai creduto nessuno.

michelleGli apprezzamenti a Michelle Obama. Nel successivo vertice del G20 di Pittsburgh, in Pennsylvania, nel settembre 2009, non fece in tempo a stringere la mano al Presidente Obama, che subito si abbandonò in sgradevoli apprezzamenti nei confronti della First Lady. La guardava compiaciuto e si produsse in plateali gesti di ammirazione. Michelle sorrideva imbarazzata.

Con l’impiegata della Green Power. Angela Bruno, capoarea della Green Power, nel febbraio 2013, fu oggetto di battute di pessimo gusto sul palco di un evento elettorale organizzato dalla sua azienda.
«Ma lei viene? E quante volte viene?» chiedeva Berlusconi, mentre la signora sorrideva impiegataimbarazzata, davanti al pubblico plaudente e divertito.
Rispetto alle critiche, i dirigenti della società dichiararono che la dipendente si era sentita lusingata dalle avances di Berlusconi, ma la signora replicò: «In qualità di donna e di madre, le battute del Cavaliere non mi hanno affatto onorato, ma solo imbarazzata».

Per quanto mi riguarda, sarebbe bastato questo per buttarlo fuori dal Parlamento, altro che legge Severino!

mimmo

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6 thoughts on “Gaffeur? no, zotico

  1. Dal momento che,per fortuna, la stampa e i media sembrano aver calato un pietoso velo sul soggetto, perchè riesumare questa figura patetica di zombie? Sembriamo fare a gara per non dimenticarcelo, qualcuno ha persino scovato il modo di parlarne indirettamente mettendo sempre di mezzo il cane Dudù, povera creatura innocente. Diciamo BASTA!
    Piuttosto vorrei sapere da qualcuno ben informato, quando scattano gli arresti. Se scattano. E come….

  2. E’ vero che un certo silenzio è calato sulla figura di questo losco figuro, ma comunque non si può dimenticare il disastro che ha provocato in questo nostro martoriato Paese. Anche io non ho più voglia di dedicargli attenzione, visto le pessime figure che ci ha fatto fare persino all’estero dove ci ricordano certamente non per le capacità di tanti bravi italiani, ma sicuramente per la stupidità del Silvio che ci ha governato per un tempo sempre troppo lungo. Spero solo che ora la giustizia sia uguale per tutti (politici compresi) e che possa pagare per i suoi misfatti. Ci possiamo ancora credere? Non lo so.

    LAURA

  3. Berlusconi ha ancora molti adepti e sono coloro che sta ricattando,coloro che ha comprato e coloro che gli fa comodo stare con lui, perche’ non hanno altre sponde. Purtroppo ha creato uno zoccolo duro che sara’ difficile smontare visto come e’ aggregato! Quelli che ci rimettono sono purtroppo gli italiani per colpa degli italioti che lo votano e che non hanno capito fino a che punto ci sta prendendo in giro!!!!!!!!!!!!!!!!!

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