Capitan Fracassa

foàSiamo in Francia, nella prima metà del XVII secolo, Il giovane barone di Sigognac, ultimo povero discendente di una nobilissima famiglia, vive miseramente tra le rovine dell’avito castello in Guascogna. Passa di lì una compagnia di attori diretti a Parigi e Sigognac decide di unirsi a loro. Durante il viaggio, l’attore che interpreta il ruolo di Matamoro muore e lascia la compagnia in difficoltà. Sigognac, allora, decide di prendere il suo posto col nome di Capitan Fracassa, riscuotendo un enorme successo.

Nel 1958 la Rai mise in scena uno sceneggiato, per la regia di Anton Giulio Majano, dal titolo “Capitan Fracassa”. Era appunto la storia del decaduto barone scritta da Théophile Gautier. L’attore che lo interpretava era Arnoldo Foà.

E oggi, alle 17.30, Capitan Fracassa se ne è andato per sempre. A me piace ricordarlo così, nei panni di quel guascone francese che appassionò le mie serate davanti alla Tv appena nata, anche se Arnoldo Foà è stato ben altro. Fu attore, regista e doppiatore, ma anche scultore, pittore e poeta. E nella sua attività artistica a trecentosessanta gradi ha trovato spazio anche un concreto impegno civile e politico, tanto da fargli meritare, nel 1985, il cavalierato di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica.

Un grande protagonista della cultura italiana del Novecento non è più, ma Capitan Fracassa in bianco e nero rimane uno dei miei più cari ricordi.

mimmo

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One thought on “Capitan Fracassa

  1. Mi unisco al tuo ricordo con affetto. Arnoldo Foà è stato sempre tra i miei attori preferiti ed era, anche in tarda età (parlo di tre o quattro anni fa), una persona disponibile e che incoraggiava i giovani nel difficile mestiere di attore.
    Infatti ho vissuto l’esperienza personale di assistere ad uno spettacolo teatrale per il quale mia nipote aveva creato degli abiti di scena. La voce fuori campo che narrava la storia era appunto quella di Arnoldo Foà.
    Mi raccontava mia nipote che il grande attore era stato tra loro, li aveva incoraggiati e aveva scambiato, anche alla sua veneranda età, delle battute allegre e spiritose, con garbo e maestria, come solo lui sapeva fare.
    Grazie Arnoldo, per questo e per tanto altro che ci hai lasciato.

    LAURA

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