Aquile e polli

Grillo 2Finalmente è finita! Finalmente abbiamo archiviato una campagna elettorale assurda, berciata e poco ragionata. Finalmente si stanno stemperando i postumi di una guerra fatta di insulti e slogan. Finalmente abbiamo ufficializzato un risultato prevedibile, ma non così allargato: Renzi (non il Pd) ha stravinto, Grillo deve rifare i suoi conti, Berlusconi faccia la pipì e vada a letto senza raccontare scuse.

Irretiti da un saltimbanco che spaccia pozioni magiche utili solo a gonfiare il suo portafogli, erano convinti che avrebbero raggiunto la maggioranza assoluta dei voti per poi marciare su Roma e istituire il tribunale del popolo per condannare prima e processare poi tutti quelli che non sono iscritti “certificati” al Sacro Blog. Ma come hanno potuto tanti italici credere che una confraternita nichilista avrebbe potuto superare il 51 per cento? e a sentir loro, abbondantemente, quando in tempi passati neanche partiti di massa come la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista sono riusciti a tanto?

Tutti sanno e sapevano che Grillo dal suo trespolo, sia in piazza che nel salotto di Vespa, stava annunciando un colossale bluff, ma agli incazzati piace crederci, giusto per continuare a illudersi di poter cambiare il mondo. E grazie alla loro sete di giustizialismo, i loro clic si tramutano in moneta sonante per i due artiglieri della rete.

Anche se meno dell’altra volta, in tanti hanno continuato a votare 5Stelle perché stufi di una politica malversa, ladra e arruffona. Molti di questi, dopo aver trascorso anni in pantofole davanti alla tv o in discoteca a stordirsi, ancora una volta si sono scoperti rivoluzionari e smaniosi di rivoltare il Paese e il Continente con un clic. Ma come pensano di fare la rivoluzione? digitando insulti su Facebook e Twitter, cliccando sul Sacro Blog e partecipare ai pellegrinaggi per recarsi in piazza ad applaudire il messia?
C’è da chiedersi: ma fino a oggi che tipo di impegno politico avevano costoro? a quali manifestazioni hanno partecipato? quali cortei? Almeno un sit-in l’avranno organizzato? Non dico uno sciopero della fame, ma avranno messo in atto qualche protesta? Qualche volta, un pugno sul tavolo l’avranno battuto?

notavProviamo a guardare chi lotta davvero per una causa: i No-Tav, per esempio. Lì c’è gente che ha un obiettivo concreto e per esso si spende di persona. Sfida il potere a viso aperto e paga sulla propria pelle. Porta argomenti a sostegno delle proprie ragioni e decide le iniziative discutendo, magari litigando, ma guardandosi in faccia.

Una forza politica che ha centocinquanta parlamentari e che da più di un anno siede nelle Istituzioni dovrebbe avvertire il dovere di proporre soluzioni praticabili e non solo goliardate. Lui, Grillo, queste cose le sa e se ne infischia. A lui serve cavalcare l’onda, perciò il suo discorso politico non ha nulla a che vedere con la razionalità e la fattibilità. Le cose che sbraita sono basate sulle suggestioni. Per le Europee, che programma aveva? generiche proposte e qualche sparata irrealizzabile come l’abolizione del Fiscal Compact e il referendum sull’euro. Ma diciamola tutta: ai grillini del programma non importa nulla. Ma quando mai chi vota 5Stelle lo fa perché ammaliato dalle linee programmatiche del Movimento? Quello è un elenco messo lì sul blog perché ci deve stare. È come lo zucchero a tavola per il diabetico.

È andato in Sicilia a dire che la Mafia non esiste, nel Nord Est a blandire gli evasori fiscali, a Napoli per lodare Genny la Carogna, a Torino per rivendicare di essere oltre Hitler e a Firenze per autoproclamarsi erede di Berlinguer. Un composto fatto di rabbia, astio e rancore. Poi, se si tratta di contraddizioni che sarà mai? tanto i grillini ortodossi si sbellicano le mani comunque. È il contatto emotivo quello che conta. Sono incazzati, frustrati, disperati, delusi? diamogli qualche testa da mordere e se ne andranno a casa soddisfatti. L’essenziale è tenere al centro della scena il concetto distruttivo. Funziona? Un po’ meno, ma ha funzionato anche questa volta. Il 21% rimane pur sempre una cifra considerevole per un partito che esprime s-propositi.

E domani? Per loro il domani non esiste. Costruire, o meglio ricostruire, il domani comporta affrontare i problemi con idee praticabili in tempi ragionevoli. Invece a Grillo basta una parola in un attimo: ‘vaffanculo!’. Ed è catarsi. Un’ubriacatura collettiva che annulla ogni angoscia esistenziale.

Ancora una volta, dopo vent’anni, polli che si credono aquile e aquile che sfruttano i polli

Cantastorie

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