Italiani… brava gente?

berlusconi 2Ma perché tanti italiani sono sempre bendisposti ad accodarsi plaudenti al demiurgo di turno che promette cieli azzurri e campi elisi, ma soprattutto la soddisfazione di sogni e bisogni? E lo fanno fino al punto di non rendersi conto di quanto siano dannosi per il bene comune e ridicoli per sé stessi.

Ancora oggi, Berlusconi, nonostante la sua rozzezza, continua ad ammaliare milioni di elettori, molti dei quali addirittura esaltano la sua sconsideratezza politica. Gli fa da controcanto Grillo, che alla guida del suo pentastellato esercito della salvezza, vuole mandare a casa l’intera classe politica. Entrambi si sono presentati come profeti e combattenti di un’Italia disgregata dal malaffare, in balia di una ciurmaglia di predatori senza scrupoli e senza vergogna.

L’Aquila, la Maddalena, l’Expo, il Mose, a cui fanno da contorno le ruberie in quasi tutte le Regioni, sono solo alcuni degli scandali che hanno coinvolto il Paese negli ultimi anni. Ma come è possibile, viene da chiedersi, che una comunità che ha nella sua storia il Rinascimento e l’Illuminismo possa tollerare nel proprio seno una banda così numerosa di malversatori dediti soltanto alla corruzione, concussione e spregio costante della res pubblica? Eppure, questa è la culla di Dante e Petrarca non di Lusi e Fiorito, è la terra di Gianbattista Vico e Cesare Beccaria non di Penati e il Trota. Per quale perverso destino arte e cultura sono state soppiantate da misfatti e genuflessioni?

Poi, se oltreconfine ci percepiscono queruli, mammoni, cinici, voltagabbana, magliari, servili, sguaiati, ridanciani, ipocriti, arruffoni, disinibiti, fanfaroni e irresponsabili ce ne adontiamo. Pretendiamo stima e rispetto per definizione senza mutare di un millimetro il nostro comportamento, e aggiungiamo, così, alla lista dei difetti anche l’arroganza.

Grillo 3Ma i fatti dicono che continuiamo a premiare un pregiudicato indegno di sedere in Parlamento e ci sbellichiamo le mani per un comico giustizialista che promette solo vaffanculo. Se mettiamo insieme i voti ricevuti da Grillo e Berlusconi, ai quali vanno aggiunti una parte di quelli presi da Renzi, viene spontaneo pensare che amiamo imprigionarci nella promessa di una caramellosa prospettiva senza costi né sacrifici, dove la soluzione dei problemi è la delega in bianco conferita a chi mostra piglio decisionista e cipiglio da conquistatore. Una condotta da sudditi, rinunciatari a qualsiasi forma di coscienza critica e affatturati dall’odore dell’incenso sparso in piazza e dal tubo catodico. Ma anche complici in speranzosa attesa di vantaggi personali, che non sempre sono economici, anzi, il più delle volte di piccolo cabotaggio, ma da ostentare come simbolo di vicinanza al potere.

Ed è proprio quest’attitudine alla cortigianeria e omissione di ogni principio etico che ha dato luogo a una classe politica nella stragrande maggioranza dei casi impresentabile. Ce ne lagniamo, ma quella stessa classe politica è stata votata da un gran numero di elettori e avallata da chi ha deciso di starsene a casa. E nessuno ci venga a raccontare che si tratta di nominati in virtù di una pessima legge elettorale, perché laddove vige la preferenza non sono mancati i malfattori. E costoro – si ha un bel dire – sono frutto di scelte individuali.

festini lazio“Ogni popolo ha la classe politica che si merita” si è soliti dire, ma quella stessa classe politica la subiamo tutti, chi l’ha scelta e chi l’ha avversata. Nel nostro caso, Berlusconi e Grillo rappresentano una parte considerevole dell’elettorato. Per altro, governano municipi e regioni, e condizionano la politica nazionale. Piuttosto, quello che sconcerta è che tutti e due si presentano agli italiani per quello che sono e, sebbene privi di scrupolo, volgari a loro modo e alquanto teatrali, riescono ad alzare lo share televisivo e riempire piazze mussoliniane. E prendono voti. Tutto si può dir di loro, salvo che si mostrino sotto mentite spoglie. Allora, vien da chiedersi: esprimono o no l’indole dell’italiano medio? quell’italiano cialtrone ben interpretato da Alberto Sordi e mirabilmente descritto da Mario Monicelli?
La risposta non può essere che affermativa. Anche se non possiamo negare che i media fanno di tutto per modellare e orientare l’italica coscienza, propinandoci pessima tv e calcio disonesto come strumento di ottundimento generale, questo non giustifica e ancor meno assolve. Se è vero che fin dai tempi della creazione Dio disse all’uomo: «Ti posi nel mezzo del mondo, perché là meglio tu scorgessi tutto ciò che è del mondo… », allora ognuno porta la sua parte di responsabilità. Nessuno escluso. Ma, beninteso, a livelli diversi. Perché deve esser chiaro che chi esprime il suo consenso per giullari e santoni è diverso da chi li rifiuta. Perbacco, se libero arbitrio c’è, allora sussiste un’etica della responsabilità individuale che non può essere trascurata!

Ma debellare il male è diventato arduo. Eppure l’antidoto è lì a portata di mano: si chiama onestà, una medicina che secondo i più assumono solo gli ingenui, tanto da sembrare una debolezza caratteriale. Sembra, infatti, che la trasgressione sia la normalità e il rispetto delle regole abbia margini elastici che ognuno può allargare a suo piacimento per farvi entrare tutto, chewing-gum e mutande verdi comprese.
Siamo giunti al punto da considerare un furto (mettere le mani nelle tasche degli italiani) il pagare le tasse. Invece le tasse le dovremmo pagare convinti e contenti e, al contempo, pretendere servizi efficienti per tutti (sanità, scuola e università, asili nido, assistenza agli anziani e disabili, trasporti, ecc.).
Vorremmo credere che il cittadino responsabile non sia morto ma solo addormentato e una volta desto risalga con determinazione il baratro della regressione morale. Ma la cronaca quotidiana delle ruberie ci fa mal sperare. Come non tener conto che questo è diventato il paese dei condoni? E non è forse vero che le frequenti remissioni, calcolate e attese, inducono a ricorrenti infrazioni? Si può negare che c’è chi, per questo, si sente legittimato a delinquere? E che dire delle amnistie come rimedio a un sistema carcerario al collasso di cui tutti si preoccupano e nessuno si occupa?

Alberto Sordi

Mi rendo conto di aver tratteggiato la figura dell’italiano medio priva di ogni valore etico, ma tutti quelli che in passato si sono resi protagonisti di appropriazioni indebite, insieme a tutti quelli oggi sono accusati di tangenti a vario titolo, avrebbero potuto far quello che hanno fatto se non avessero goduto di complicità dirette e indirette, di coperture da avvocati di cause perse e compiacimento di furbi da repubblica delle banane? E un certo Berlusconi Silvio se non avesse incarnato la parte peggiore di tanti nostri concittadini e svenduto la legalità in cambio del consenso, sarebbe mai entrato a Palazzo Chigi? Qualcuno è disposto a credere che dal grumo di mazzette emerse dall’Expo e dal Mose (solo per citare gli ultimi ed eclatanti casi) ne abbiano beneficiato solo illustri personaggi e non anche una costellazione di cacicchi e mezze calzette? Quante connivenze attive e consensi passivi dovremo ancora scoprire?

A fronte di questo degrado politico e morale è emersa prepotente la protesta fine a sé stessa di una confraternita armata di un inutile apriscatole, il cui priore si permette impunemente di vilipendere il Capo dello Stato mentre lucra denaro da un blog che trasuda insulti e pubblicità. La loro filosofia è la proposizione dell’improponibile e la negazione del possibile. Ora, però, pare che in alcune realtà locali qualcosa va in direzione diversa. Vedremo.
Così come vedremo cosa verrà fuori dagli slogan e i verbi al futuro del nuovo premier. Promette molto e molto ci si aspetta da lui (spes ultima dea). Bene gli 80 euro, ancor meglio se ne allargherà la platea ricevente. Ma ci attendiamo gli ulteriori interventi promessi anche in altri settori. C’è da registrare, però, che non ha mai speso una parola sulla lotta all’evasione fiscale e la legge sul conflitto d’interesse. Che pensare? non le considera abbastanza importanti? Vorremmo ricordargli che l’Italia è il Paese europeo che ha il record di tasse evase e che di un altro imbonitore digitale proprio non ne sentiamo il bisogno. Ma auspichiamo soprattutto decise azioni nei confronti dei ladroni che anche dal suo partito vengono fuori, di cui, non dimentichiamolo, ne è anche il Segretario.
renziMatteo Renzi e tutta la sua nidiata di giovani dirigenti hanno il diritto di contornarsi di persone di fiducia e nessuno può chieder loro di mettere per i prescelti la mano sul fuoco, ma ove mai dovessimo accorgerci che sono indegni dell’incarico ricevuto ci aspettiamo interventi risolutivi. Siamo convinti dell’innocenza di chiunque fino a prova contraria, ma esiste anche un problema di opportunità politica che non va trascurato. All’uopo, riferiamo le parole di un illustre e stimato uomo di legge: “Se un ospite in casa mia va via e mi accorgo che manca qualche pezzo dell’argenteria che era sul tavolo al posto che occupava, è lecito che io sospetti che li abbia sottratti lui. Non ho prove per accusarlo, ma fino a quando non scoprirò chi è il colpevole, non lo inviterò più a casa mia”.
Un concetto che auspichiamo entri nella filosofia dell’attuale esecutivo. Sarebbe un esempio per importanti e semplici cittadini, nonché un bel segno di discontinuità. Solo così la notte dei Proci potrebbe volgere al termine e il novello Ulisse se ne potrebbe ascrivere il merito. Altro che rottamazione fine a sé stessa.

Cantastorie

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