Il canguro e la tagliola

CartaCambiare la Costituzione non è prassi quotidiana e nemmeno qualcosa che si fa a cuor leggero. La Carta contiene regole di convivenza democratica e prima di mettervi mano bisognerebbe ascoltare tutti e presentare modifiche aperte al confronto generale, al fine di cercare il consenso più largo. La qual cosa non è facile, perché, al di là delle legittime posizioni dei diversi gruppi e anche dei singoli, si cerca sempre di portare avanti norme di interesse di parte che potrebbero stravolgere l’impianto legislativo proposto e dilatare i tempi di approvazione oltre misura. E allora ecco la valanga di emendamenti, spesso strumentali, intesi solo a intralciare il percorso del provvedimento in esame, nonché bloccare la normale attività parlamentare, non certo meno importante. L’ostruzionismo è una pratica prevista dai regolamenti, che però in alcun modo può e deve impedire alla maggioranza di affermare il proprio ruolo e l’azione propositiva che gli compete. Sia detto con chiarezza, l’ostruzionismo deve avere il solo scopo di dare grande visibilità alle battaglie delle opposizioni, non certo ad impedire alla maggioranza di governare.

Resta il fatto che negli ultimi giorni il Senato ha offerto uno spettacolo indecoroso, al punto da smarrire ogni freno inibitore. Il presidente Pietro Grasso, per altro seconda carica dello Stato, è stato ripetutamente offeso e attaccato anche sul piano personale, sia dalla maggioranza che dalle opposizioni. All’arroganza del Governo, che vuole approvare la sua riforma in tempi brevissimi, continua a contrapporsi la prepotenza di chi dissente attraverso la discussione di speciosi emendamenti. Ormai, in Senato non ha luogo un confronto, ma una battaglia tra chi vuole far presto e chi cerca di scavalcare il limite temporale dichiarato per l’approvazione delle riforme. E per piantare la propria bandierina si ricorre a qualsiasi espediente previsto dal regolamento: al “canguro”, che consente di saltare in avanti di molti emendamenti allorquando se ne respinge uno che è simile o pilota ++ Riforme: bagarre in Aula, fischietti e cartelli ++di tanti altri, oppure la “tagliola”, che consiste nel contingentare i tempi degli interventi per dare un termine certo alla discussione.
Naturalmente, chi si oppone non usa l’arte della retorica per manifestare il proprio disaccordo, ma urla, spintona, aggredisce, espone cartelli, insulta e si fa tenere dai commessi.

Ma il disgusto è grande. E la preoccupazione pure. Il Senato è stato chiamato a dibattere su argomenti importanti per la vita democratica del Paese e invece di farlo con senso di responsabilità e cognizione di causa, ci si contrappone su tutto, si interviene non per manifestare e argomentare le proprie tesi, ma tanto per parlare. Le sedute vanno avanti senza sosta fino a notte inoltrata e, con tutte le buone intenzioni possibili, diventa difficoltoso mantenere l’equilibrio fisico e psichico per portare avanti un lavoro di qualità. Le norme in esame richiedono il tempo necessario per una giusta riflessione, vanno studiate e analizzate con attenzione e, se necessario, adoperarsi per trovare una larga condivisione.

Lo scherno è una costante dialettica e si è allargata anche a chi ha maggiori competenze in materia. Con fare sprezzante, giuristi e costituzionalisti di rango sono stati definiti “professoroni” e tagliati fuori dalla discussione a vantaggio di un odontoiatra, resosi già famoso per aver estirpato agli italiani il diritto di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento. E in virtù delle referenze acquisite con il Porcellum è stato chiamato a dare il suo autorevole contributo per il nuovo assetto istituzionale. Out Ainis o Zagrebelsky, in Calderoli. Vuoi mettere… ?

commissioneDi Assemblea Costituente, poi, manco a parlarne. Meglio affidarsi a Nicola Morra, Anna Maria Bernini, Bruno Donato, Paolo Romani, Vito Crimi, lo stesso Calderoli e la partecipazione straordinaria della giovane ministra Maria Elena Boschi da Montevarchi. Coordinatore unico e onnipotente: Matteo Renzi da Firenze. Eminenza grigia: Denis Verdini da Palazzo Grazioli. Convitato di pietra: Silvio Berlusconi da Cesano Boscone.
Vuoi ri-mettere… ?

Ci sono riforme che hanno bisogno di sedimentazione: andare troppo veloci, per alcune cose va bene, per altre è meglio una maggiore riflessione, purché non sia strumentale per impedire il cammino verso un migliore assetto del sistema. Sono parole di Giuseppe Tesauro.

Ma Tesauro, già docente universitario e avvocato generale presso la Corte di Giustizia della Comunità Europea e Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché membro della Corte Costituzionale dal 2005 e ora Presidente, è solo un “professorone”. Un eminente giurista da tenere alla larga.

Vuoi mettere e ri-mettere?
Sì, verrebbe proprio da rimettere!

Cantastorie

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