Siamo tutti gufi?

montiDeficit, pil, stagnazione, decrescita, spread, recessione, fiscal compact…
Tutti termini un tempo prerogativa di addetti ai lavori che oggi fanno parte del nostro lessico quotidiano. Ma che pronunciamo con una certa preoccupazione, perché abbiamo capito che è da lì che dipende il nostro star bene o male. È, infatti, intorno a queste parole che gira l’economia del Paese. Un’economia da troppo tempo ammalata e dalla quale dipende la quotidiana esistenza e il futuro dei nostri figli. E se non si trova un modo per invertire la tendenza, anche dei nostri nipoti. Ora siamo addirittura in regime di deflazione (non accadeva dal 1959), calano i prezzi, ma la gente non si decide a spendere.
Eppure, questo Governo ha dato 80 euro a undici milioni di italiani, ridotto l’Irap del 10%, tagliato la bolletta energetica e i contributi Inail per le imprese. Perché allora non si riesce a uscire dal tunnel? perché le aziende non investono e il commercio continua a dare segnali di sofferenza? Che cos’è che non funziona?

La normativa comunitaria ci impone di contenere il rapporto deficit/pil entro il 3%, ma con la produzione industriale al collasso e un debito pubblico stratosferico abbiamo capito tutti che sarà piuttosto difficile per la fine dell’anno mantenere i parametri richiesti. E se questo non dovesse accadere il Governo dovrà ricorrere a ulteriori tagli e/o aumentare la tassazione.
Pare, secondo quanto sostengono Fondo Monetario Internazionale, Banca d’Italia e Confindustria, che le previsioni non siano rosee e si teme la necessità di una manovra finanziaria aggiuntiva. Sì, perché se è vero che il premier va dicendo urbi et orbi che «l’Italia farà la sua parte e rispetterà il vincolo del 3%», per stare al riparo da complicazioni, il rapporto fatidico non dovrebbe essere superiore al 2,6%, che è l’aspettativa programmata dal Governo. Va da sé che ogni decimale in più comporterebbe un aggravio di parecchi milioni di euro, che inevitabilmente sarebbero a carico della collettività. A meno che, Renzi e Padoan non decidano di far finta di niente e continuare a viaggiare sul filo del rasoio. Una scelta, però, che rischierebbe di compromettere il già difficile obiettivo del pareggio di bilancio per il 2015, senza contare che gli 80 euro di cui hanno beneficiato alcuni italiani potrebbero non trovare conferma o, se la trovassero, andrebbero a gravare sulle tasche di tutti gli altri italiani, pensionati e incapienti compresi. Insomma, un bel pasticcio.

nero 1Uno dei modi di far cassa potrebbe essere una decisa lotta all’evasione fiscale, il varo di provvedimenti contro la corruzione e la ri-penalizzazione del falso in bilancio. Se ne dovrebbe occupare, tra gli altri, tale Angelino Alfano da Girgenti, che non è uno qualunque, ma è ministro dell’Interno, vicepresidente del Consiglio e il maggiore alleato di Governo. Invece l’Alfano che fa? indossa i panni dell’angelo purificatore e si scaglia contro i venditori ambulanti neri, che apostrofa con lessico sprezzante: «Gli italiani sono stanchi di essere insolentiti da orde di vu cumprà». E lo fa addirittura con una direttiva con tanto di nome e cognome: “Spiagge serene” (Ahi!), con la quale ha ordinato a Prefetti e Questori di rafforzare i controlli contro l’abusivismo sulle spiagge. Non l’abusivismo edilizio che deturpa i nostri litorali, ma quello esercitato da poveri cristi che si accollano sulle spalle mercanzia di ogni tipo per cercare di mettere insieme qualche euro per un panino. Persone, signor ‘ministrovicepresidentedelconsigliomaggiorealleatodigoverno’, che non sempre sono maleducati, e se girano sotto l’italico sole privi di licenza di ambulanti, non versano l’Iva e non pagano le tasse, lo fanno per guadagnarsi di che sopravvivere e non per speculazione.
Ma Angelino non lo sa. O non lo vuol sapere. E se proprio deve divagare, blatera sull’abolizione del già depotenziato articolo 18. Ah, se poi valesse anche per lui il licenziamento su due piedi…
Viene da chiedersi, che possibilità di rilancio può avere un Paese che ha affidato a un piccolo personaggio responsabilità di Governo importanti e decisive.

Dal 2008 l’Italia non ha fatto altro che peggiorare in tutto per l’atavico debito pubblico, la scarsa produzione industriale, l’asfittico mercato del lavoro, l’inesistente competitività. Peggioramento dovuto a cause internazionali ma anche per responsabilità interne. E ancorché dal 2012 la situazione mondiale abbia invertito la tendenza negativa, il nostro Paese continua a languire in un limbo che tira più verso il basso che in direzione di una ripresa. Il costo del lavoro è ancora alto, l’export non migliora, la disoccupazione aumenta di mese in mese e i consumi non decollano. E se quello di prima diceva che i ristoranti erano pieni, questo di oggi invita all’ottimismo. Nella trasmissione ‘In Onda’, su La7 a inizio agosto, l’Odierno ha salutato così: «Gli italiani vadano in vacanza belli allegri». Ricordate la canzone “Ho visto un re” di Enzo Jannaci cantata insieme a Dario Fo e Giorgio Gaber? “e sempre allegri bisogna stare, ché il nostro piangere fa male al re”.
Sì, perché se non pensi positivo sei un gufo.

Luciano Gallino

Luciano Gallino

Un illustre “gufo” deve essere certamente il professor Luciano Gallino, che in un puntuale intervento su ‘la Repubblica’ del 19 agosto scorso ha dichiarato che i governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno dimostrato la maggiore incapacità nel governare l’economia. Scrive Gallino: dal 2009 ad oggi il Pil è calato di dieci punti. Qualcosa come 160 miliardi sottratti all’economia… La scuola e l’università sono in condizioni vergognose. Sei milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà assoluta… e, aggiungo io, abbiamo una disoccupazione giovanile che ha raggiunto il 40,9%, un numero che Re(nzi) Matteo conosce molto bene, visto che è la stessa percentuale di voti che ha preso alle europee e che non perde occasione per mettercela sotto gli occhi.

In tutto questo, si sente parlare continuamente di taglio della spesa pubblica. Era stato nominato un tecnico affinché indicasse al Governo dove tagliare e invece si è ritrovato lui tagliato fuori. Il buon Cottarelli aveva suggerito di rottamare un notevole numero di municipalizzate, vere sanguisughe, ma il Governo ha preferito sforbiciare i permessi sindacali, che è pur vero che hanno generato una serie di abusi, ma non vorremmo che si stesse buttando via il bambino con l’acqua sporca.

Già, in fondo, a che servono le maestre d’asilo, i pompieri, le infermiere, i ricercatori universitari? si chiede con ironia Gallino. E poi, bisogna privatizzare il maggior numero di beni pubblici. Il privato, dicono i medici dell’austerità, è sempre in grado di gestire qualsiasi attività con superiore efficienza: vedi, per dire, i casi Ilva, Alitalia, Telecom. Infine è necessario comprimere all’osso il costo del lavoro, rendendo licenziabile su due piedi qualunque tipo di lavoratore. Cinquantenni e donne in gravidanza comprese.

Ma se fino ad oggi questa è stata la strategia economico-finanziaria dei Governi degli ultimi vent’anni e qualcosa di troppo non ha funzionato, verrà il dubbio a qualcuno di lor signori che forse sarebbe il caso di cambiare medicina? La Spagna ha ridotto il costo del lavoro e punta a riconquistare competitività sul piano internazionale, la Francia ha già approvato uno sconto fiscale sui redditi più bassi pari a 350 euro oltre a sgravi contributivi alle imprese per 41 miliardi nei prossimi tre anni ed ora si appresta a varare nuove riduzioni di imposte che dovrebbero interessare tutti i francesi. Se l’errore fa parte della natura umana, nel nostro caso, la perseveranza è un’idiozia! L’egoismo di Berlusconi, l’austerità di Monti, l’insipienza di Letta ci hanno messo in braghe di tela e, quel che è peggio, nulla di buono lascia presagire la spavalderia di Renzi.

sblocca italia 2Alle accuse, lui risponde con il “decreto” Sblocca Italia, che decreto non è, e a me – malpensante, predestinato all’inferno – fa venire in mente il contratto con gli italiani di berlusconiana memoria. Non è forse vero che aveva annunciato interventi per svariati miliardi di euro e ne sono stati approvati meno di un decimo? per altro, recuperati da risorse già stanziate. Il tutto in due decreti e sette disegni di legge. Questi ultimi, considerato che in Parlamento c’è un’opposizione agguerritissima e una maggioranza non proprio omogenea, comporteranno tempi di approvazione piuttosto lunghi. Per non dire che in calendario c’è la legge di stabilità e quella elettorale. Ma anche i due decreti (opere pubbliche e giustizia civile) presentano non poche perplessità. Il suo “patto educativo”, poi, sembra un mezzo bluff. Come si farà a stabilire che un insegnante è più meritevole di un altro? promuovendo di più? bocciando di più?

Però siamo riusciti a far nominare Federica Mogherini “Alto Rappresentante agli Affari Esteri dell’Unione Europea”… E tiriti… tiriti… tiritittitì! E allora? La qualifica fa impressione ma il ruolo è inversamente proporzionale all’altisonanza del nome. Ma quando mai gli Stati europei si sono lasciati influenzare dal Pesc di turno, sir o lady che fosse? Ce la vedete voi la Merkel, Hollande o Cameron rimettere le proprie decisioni in materia di Politica Estera e Sicurezza Comune in mano a un commissario europeo? A Bruxelles, lei sarà solo una bella statuina utile a Renzi che potrà vantarsi di aver ottenuto in Europa quello che voleva. E non ammetterà mai che in cambio la Germania avrebbe chiesto all’Italia di ritirare l’appoggio alla candidatura del francese Pierre Moscovici quale commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, sgradito alla cancelliera Merkel e al suo ministro Schäuble.

A noialtri rosiconi – e gufi – ci viene risposto che dobbiamo aspettare, lasciarlo lavorare tranquillo, avere fiducia… Ma non erano le stesse cose che chiedeva Berlusconi? E allora perché quelli che non hanno creduto alle rassicurazioni dell’Ex ora prestano incondizionata fede alle promesse dell’Attuale? Costui straparla, annuncia, sfotte e… fa la riforma del Senato. Con chi? con il peggior uomo politico degli ultimi centocinquant’anni. Con quale vantaggio per gli italiani? nessuno nell’immediato, perché, se tutto va bene, la riforma vedrà la luce tra circa due anni. Ma poi, alla fine, ci saranno comunque vantaggi tangibili? no, perché ci è stato spiegato e dimostrato che la lentezza legislativa è dovuta più alla burocrazia ministeriale che al sistema bicamerale. Allora, a chi giova? a Lui, che avrà dimostrato di essere “l’uomo del fare”, un politico da votare con una legge elettorale, in virtù della quale potrà scegliersi (così come volle Calderoli e Berlusconi) quei candidati pronti a cantare “battiam, battiam le mani, arriva il direttor!”, mentre i vari Mineo, Civati e Chiti non saranno ammessi alla cantoria perché stonati. E forse neanche Bersani. Cuperlo, sì.
cortigiani-milano-2Benvenuti saranno invece tutti i moderati e gli orfanelli di Berlusconi. Questi, infatti, sceso da cavallo e abbandonato il suo bivacco, non tarderà molto a lasciare definitivamente il campo, e c’è da giurare che il suo cerchio magico romperà le righe per bussare alla porta di Matteo Pigliatutto. Da lui troveranno accoglienza, e qualcuno anche un posto al sole. Perché non sarà certo quella manica di sbandati che va da Alfano a La Russa, da Casini a Monti a potergli fare concorrenza. È chiaro a tutti che nessuno di questi ha il fatidico “quid” in grado di attrarre reduci, avventurieri, nani e ballerine.

In conclusione, vorremmo rassicurare il Premier e tutti i suoi fan che noialtri comuni mortali non ci auguriamo il suo fallimento, perché viaggiamo sulla stessa nave di cui è il comandante, e nessuno vuole finire sugli scogli. In tanti, però, non concordia-mo con il suo diario di bordo e la rotta che ha disegnato per noi. Perciò, signor Renzi, stia tranquillo (non sereno), noi non gufiamo. Tutt’altro! Ma questo non può impedirci di dire la nostra.
La verità è che lei è così pieno di sé che non accetta neanche un minimo di osservazione critica e fa muro accusando di portare iella chi non si adegua. D’altronde, quella pantomima del gelato messa in scena nel cortile di palazzo Chigi dà il segno della sua insofferenza reazionaria. Un vero leader non si comporta così, ma ascolta tutti, criticoni compresi, e poi prende le sue decisioni. Facendo parlare i fatti. Le chiacchiere, le sparate, i vaniloqui le lasci a Grillo.

Cantastorie

Annunci

One thought on “Siamo tutti gufi?

  1. Ed aggiungo, Renzi e compagni non pensino di risolvere i problemi dell’Italia non aumentando gli stipendi (già magri) degli statali ancora per tutto il 2015!
    Piuttosto – e dico una cosa scontata, detta e ridetta – i nostri parlamentari si diminuissero il loro di stipendio mensile (pari a quello annuale di noi comuni mortali) mettendo a disposizione tali risorse per il lavoro dei giovani e altre cose veramente importanti.
    Ma naturalmente non lo faranno mai e poi mai. Ci ha provato Grillo, ma i suoi strilli non hanno prodotto i frutti desiderati ed anche molti suoi accoliti, visto il “grano” che potevano guadagnare, lo hanno abbandonato. Si sa, quando spuntano i dollaroni negli occhi, come in quelli di Paperon de’ Paperoni nei fumetti della nostra infanzia, ricordate? nessuno è capace di farne a meno.
    In questo nostro strano Paese esistono, oltre alla classe politica strapagata (e non per meriti!), altre classi intermedie che usufruiscono di troppi privilegi dei quali non vogliono privarsi e alle quali sta bene questo Governo e questo stile di vita.
    Poi arrivano coloro che lavorano onestamente, che cercano di produrre con molta fatica e ai quali si chiede di pagare le tasse senza ricevere alcun incentivo, sia economico che morale, e che portano avanti il Paese.
    Ma quanto resisteremo? Ai posteri l’ardua sentenza!!

    LAURA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...