Religione, politica e problemi etici

ministro madia

Marianna Madia

La Signora Marianna Madia già nel 2008, quando era ancora parlamentare del defunto PD rilasciò un’intervista in cui condannava l’aborto, che considerava la causa del fenomeno delle “culle vuote” e già questa mi sembra un’analisi in po’ semplicistica del problema, ma la profondità non si acquista al mercato, e la prima causa di morte in Europa, condannava l’eutanasia e la questione ormai annosa di una legge per il fine vita, e affermava di considerare famiglia quella fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, escludendo quindi le coppie di fatto e le famiglie di single purtroppo in aumento.

Pazienza, non ero d’accordo con lei ma dato che la sua esternazione nell’intervista era l’espressione del pensiero di un libero cittadino, ancorché operante nel settore “politico”, l’ho considerata accettabile come quella di tanti altri.
Aggiungo tuttavia che per risolvere il problema nel testo “Misure a sostegno della maternità” da lei presentato, la Signora Madia proponeva un sussidio alle madri di 250 euro mensili per diciotto mesi. Senza voler disprezzare il sostegno suggerito dalla ministra faccio presente che i doveri della maternità non si esauriscono certo in diciotto mesi di vita del bambino. Un figlio bisogna farlo studiare o imparare un mestiere, vestirlo, curarlo, sfamarlo per molti molti anni, specie nei periodi di crisi come l’attuale, crisi che invece di risolversi mi sembra aggravarsi sempre di più. Questo solo dal punto di vista materiale ma il compito di una madre non è solo questo. C’è tutta la parte educativa da tener presente ovvero l’impegno necessario per farlo crescere moralmente, spiritualmente e culturalmente , per fare di lui o di lei una persona consapevole dei propri doveri ma anche dei propri diritti; avendo cresciuto tre figli posso assicurarvi che non è un compito da poco.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ora però non accetto più il pensiero della Signora Madia perché lei, riferendosi a una proposta sul tema aborto di Giuliano Ferrara, un uomo dai trascorsi diciamo un po’ vagabondi tra l’estrema sinistra (leggasi Lotta Continua) e Forza Italia, e che su questo concetto fondò anche un partitino per presentarsi a una elezione dove fece un fiasco colossale, parla in qualità di ministro della Repubblica Italiana e afferma:
“ …Io sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Certo è che anche per esperienza personale mi sono resa conto di quanto sia sottile la linea di demarcazione tra le cure a un malato terminale e l’accanimento terapeutico nei suoi confronti. Quindi dico no all’eutanasia ma penso che l’oltrepassamento di quella linea sottile vada giudicato – in certi casi – da un’équipe di medici; comunque non dal diretto interessato o dai suoi parenti … ”.
Al ministro Madia che afferma di essere cattolica praticante e contraria all’aborto (e anche al riconoscimento delle coppie di fatto) e all’eutanasia e che viene considerata il nuovo che avanza, rispondo che ha trascurato alcuni particolari molto importanti: l’Italia è uno stato laico e non confessionale; tutte le religioni sono riconosciute e rispettate dalla Costituzione Italiana dal buddhismo all’ebraismo, dall’islamismo all’induismo, persino l’ateismo; nessuno ha il diritto di imporre le proprie idee religiose agli altri tantomeno nell’incarico che attualmente Lei ricopre.
A lei che si professa fervente cattolica praticante e quindi contraria a tante cose che a me interessano, rispondo: personalmente non sono cattolica praticante e parto dal presupposto che solo una donna può sapere se è in grado e in condizione di far nascere un bambino con tutto ciò che poi questo comporta, non solo il mantenerlo economicamente, ma saperne fare un uomo o una donna consapevoli e in grado di svolgere al meglio la loro vita.
Io rispetto la sua opinione e non le consiglio di abortire, ovviamente né di divorziare o comunque di affrontare altri problemi di natura etica… sono certa che la sua fede comunque la sosterrà.
Di fronte alla mia disponibilità potrebbe lei essere così gentile da non voler imporre a tutti i costi la sua fede agli altri lasciandoli liberi se non altro di decidere per sé stessi? Abbia un po’ di rispetto anche per chi non la pensa come lei. Se questa donna è il nuovo che avanza, assomiglia a Giovanardi per la sua intransigenza, riattacchiamoci al vecchio per favore.

eutanasiaLo stesso discorso ovviamente vale per l’altro problema etico: l’eutanasia. Ognuno deve essere libero di decidere come vuole.
Ultimamente ho subito un intervento al cuore e ho detto chiaro al chirurgo che mi si presentava davanti che avevo fatto il testamento biologico, depositato presso un legale, e che se qualcosa fosse andato per un qualsiasi motivo storto doveva lasciarmi morire in pace e con dignità. Non voglio neanche pensare di rimanere in stato vegetativo o attaccata a una macchina. E questo deve valere per tutti.
Non deve essere la Chiesa Cattolica, di cui non faccio parte, a dirmi cosa devo fare sui temi etici né tanto meno dei politici (?) che si autodefiniscono “ferventi cattolici praticanti”. Se sono in peccato ho il diritto di vedermela personalmente con Dio senza intermediari.
Come me suppongo ragionino molti altri cittadini italiani.
Se la Signora Madia non è grado di partecipare al governo senza schierarsi e far prevalere la propria religione ne esca senza produrre altri danni.

Inoltre desidero far presente che noi donne di una certa età, nella seconda metà del secolo scorso, abbiamo lottato con i denti e con le unghie, con il sostegno dei primi radicali come Emma Bonino e Marco Pannella, Spadaccia e gli altri, ricorrendo anche ai referendum, per ottenere il riconoscimento dei diritti alla autodeterminazione di tutti i cittadini sui temi etici, divorzio, aborto, non accetteremo che, con tutto il giusto rispetto nei suoi confronti, una “giovane” ministra cancelli tutto con un colpo di spugna basandosi sui suoi principi religiosi che non debbono essere imposti obbligatoriamente a tutti. Continueremo a lottare anche per la legge sul fine vita se ce ne sarà bisogno.
Non invitiamo nessuno a ricorrere agli strumenti suddetti per risolvere i propri problemi esistenziali ma desideriamo che venga accordata a tutti la possibilità di decidere per la propria vita.

Ilda Marino
http://www.ilcroceviadelleidee.wordpress.com

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