Lo specchio di Grimilde

Specchio, mio specchio di tutte le brame, chi è la più bella di tutto il reame?

istogrammi
I sondaggi sono una cosa seria perché sono elaborati con metodi scientifici.
In quest’affermazione c’è una verità ferma e una verità variabile. Che i sondaggi di opinione siano sviluppati con metodi scientifici è vero, ma diventano una cosa seria se fatti da persone serie.
Nel 1990, durante la prima guerra nel Golfo Persico, negli Stati Uniti un’università avviò un esperimento inteso a dimostrare la volatilità dei sondaggi di opinione. Fu chiesto a tre campioni rappresentativi dei diversi strati sociali americani cosa ne pensassero dell’intervento militare in Iraq, dopo che Saddam Hussein aveva invaso il Kwait. Le ragioni dell’aggressione ai danni del piccolo emirato andavano ricercate nella pretesa di Saddam di considerare il Kuwait parte integrante della comunità irachena sulla base del comune passato ottomano, in una prova di forza contro gli Stati Uniti e naturalmente per via delle grandissime riserve di petrolio. Il conflitto oppose l’Iraq a una coalizione composta da oltre trentacinque Stati e fu definita dal diplomatico e scrittore Stefano Beltrame “La prima guerra del villaggio globale”. Fu un evento mediatico notevole, che segnò l’inizio di un nuovo corso nella storia dell’informazione di massa.

Lo scopo degli studiosi americani non era quello di conoscere il parere sulla decisione del presidente Bush di esportare la democrazia in Medio Oriente, ma dimostrare che un sondaggio può esser fatto in modo eticamente corretto, ma anche no. I quesiti a cui dovevano rispondere gli intervistati erano tre.

Siete d’accordo che l’America vada in aiuto di un popolo privato della libertà?
Qui si parla genericamente di un’America che va ad aiutare gente oppressa, che va a compiere un’azione umanitaria che non contempla (perché non se ne fa esplicita menzione) l’eventualità di perdite umane. La domanda tocca le corde migliori della gente ed è difficile rispondere con un ‘no’.

Siete d’accordo che l’esercito americano vada a combattere nel Medio Oriente?
La domanda è meno generica, c’è un soggetto ben definito, “l’esercito americano” e una zona d’intervento, il “Medio Oriente”. Rispondere comporta una riflessione e chiama in causa anche le proprie convinzioni politiche.

Siete d’accordo che i nostri ragazzi vadano a morire in Iraq?
Ora è pressoché impossibile condividere l’idea che qualcuno che ci appartiene, “i nostri ragazzi”, vadano a farsi ammazzare. Per altro, senza far cenno a una motivazione nobile di supporto e in un luogo estraneo per cultura e religione. Non c’è alcun dubbio, la risposta dominante è NO!

Da questo piccolo esperimento è facile evincere che è la domanda che determina le risposte. E questo è il metodo che utilizzano Grillo e il triste Casaleggio per ottenere dai loro iscritti il ritorno che si sono prefissati quando pongono un quesito sul Sacro Blog.

È di qualche giorno fa l’ennesima espulsione di Paola Pinna e Massimo Artini. I due deputati grillini avevano espresso critiche sulla gestione del Movimento, che, a parer loro, ormai era in progressiva dissoluzione. Dopo il deludente risultato delle Regionali, la Pinna, già “nota dissidente”, aveva dichiarato che il Movimento, nato come alternativa credibile a un sistema corrotto e inefficace dominato dal malaffare, stava diventando marginale. E concludeva così: «Ci siamo auto-condannati all’esclusione».
Non meno dure le parole dell’Artini: «La gente sul territorio non è arrabbiata, di più… Anche stavolta, non siamo stati credibili».

grillo 1Immediata la reazione di Grillo, che, adducendo come pretesto il mancato versamento delle quote, ha subito avviato la procedura di espulsione, questa volta per direttissima, e saltando anche alcuni passaggi di “garanzia” ha postato sul blog di sua proprietà una requisitoria che è un’accusa senza appello degna della Santa Inquisizione:
Chi non restituisce parte del proprio stipendio (come tutti gli altri) viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari M5S, impedisce in questo caso a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con chi lo ha eletto. Un comportamento non ammissibile in generale, ma intollerabile per un portavoce del M5S.
Quindi valuta: Sei d’accordo che Pinna e Artini NON possano rimanere nel Movimento 5 Stelle?.

Qui c’è il corpo del reato, la violazione alle regole, la colpa, il tradimento, l’assenza di etica, la messa all’indice e l’indicazione di voto. Mancano le fascine e il rogo e il quadro è completo. Tant’è che il 70% ha cliccato ‘NON’.
Siamo seri, rispetto a una domanda di questo tenore la risposta è già scritta.

Cantastorie

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