Caro compagno ti scrivo…

Lettera aperta a un vecchio compagno del Partito Comunista Italiano

Enrico Berlinguer

Enrico Berlinguer

Caro compagno,
mi rivolgo a te perché mi accomuna un passato di militanza comunista. A te, che, a dispetto delle diverse mutazioni del partito, sei sempre rimasto fedele alla “ditta”. Dal Pci al Pd il passaggio ha assunto la forma di un volo pindarico, ma tu, senza alcuna riserva, hai accettato Pds, Ds e perfino Renzi. Ti riconosco un cuore e uno stomaco che io non ho. Come fai a non considerare che il Pd, nato per mettere insieme la migliore tradizione politica di Berlinguer e Moro, è poi finito nelle mani di una frotta di boriosi pseudo-statisti?

Sì, va bene, tu sostieni che il nuovo Segretario non è il tuo riferimento politico più gradito, che alle primarie hai sostenuto prima Bersani e dopo Cuperlo o Civati, però una volta votato e la maggioranza ha deciso per Lui, hai deposto le armi e hai gridato anche tu “W il Papa!”
Non vorrei essere irriverente, ma a me, per associazione di idee, viene in mente questa comparazione: tutti a sperare che il prossimo pontefice sia tizio o caio, ma poi, quando si affaccia al balcone di S. Pietro nella sua camicia… pardon, nel suo talare bianco, italiano o straniero che sia, la piazza intera inneggia a lui.
C’è una sostanziale differenza però: il papa è il simbolo della cristianità cattolica, non un dirigente politico. Lì vige il dogma, qui dovrebbe prevalere la coscienza critica (Gramsci docet).

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Ma tu affermi che quel candidatus in talare… pardon, camicia bianca, è stato nominato Segretario a seguito di una larga consultazione (più che larga, direi extra… large). Tanto a te è bastato per allinearti, impugnare i remi e vogare senza guardarti indietro. Che importa se un nostro vecchio compagno cantava “Un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”. E noi con lui.
Vogare, marciare, andare avanti. Noi non ci fermiamo. Per approdare dove, poi? Offuscato il “sol dell’avvenire”, dopo aver vagato per anni a dispetto di sé stessi, è stato deciso di cambiare verso. E tu hai ubbidito. Per disciplina? per orgoglio? per frustrazione?
Consentimi di dire, compagno, che questo è un malinteso senso di lealtà verso il partito che, non so quanto impropriamente, definisci “mio”. Io non credo che nei confronti di un partito debba configurarsi un senso di appartenenza comunque e quantunque. I partiti sono centri di aggregazione di idee e progetti, utili all’affermazione del tipo di società che corrisponde al nostro sentire. E sono “nostri” finché dura questa sintonia. Parimenti, ogni membro del gruppo dirigente dovrebbe essere scelto, non per simpatia o perché è ‘nu bellu guaglione (o ‘guagliona), ma perché considerato il miglior interprete del programma stabilito dal Congresso, riportato nello Statuto ed eventualmente corretto strada facendo dalle istanze direttive o di base.
Accettare acriticamente ogni decisione non è lealtà, ma fideismo. Conformarsi a ogni scelta del leader fa venire in mente Maurizio Ferrini, che in “Quelli della notte” di arboriana memoria faceva la parodia a un inveterato comunista che sistematicamente affermava: «Non capisco, ma mi adeguo».

Tu ricorderai certamente che nel vecchio Pci vigeva la regola del centralismo democratico, vale a dire che le decisioni prese a maggioranza devono essere assunte anche da chi nel corso della discussione non era d’accordo. Un metodo che può anche non piacere, ma attraverso l’esposizione delle tesi e l’opposizione dell’antitesi si giungeva a quella sintesi che tutti accettavano, poiché scaturita da un dibattito esaustivo e garantita la massima espressione. Raramente si ricorreva alla conta e quando accadeva, uno valeva veramente uno, e si rispettava la dignità del singolo inserito nel plurale.
renziniQuesto non avviene nel Pd di Renzi. Una volta incoronato Segretario, si è tirato dietro un esercito di scudieri, ai quali si sono accodati alcuni ex avversari che hanno trovato più comode le poltrone del carro del vincitore. Ora, cambiare idea è legittimo, ma è doveroso fornire convincenti spiegazioni, altrimenti è trasformismo.
Subito dopo si è contornato di un plotone di amazzoni che gli fanno da guardie del corpo ed è partito a testa bassa alla conquista di Palazzo Chigi, manco si trattasse del Palazzo d’Inverno. Solo che lì dentro non c’era l’odiato Nicola II, zar di tutte le Russie, ma il buon Enrico Letta, premier per caso ed ex vicesegretario del suo stesso partito. Poi ha promesso mari, monti e campi elisi. E anche l’Eldorado. Ha stipulato patti con indegni personaggi e ha portato i rogiti alla Direzione del partito affinché vi fossero apposti i bolli notarili. Non pago, ha aperto un conflitto con il Sindacato, che avrà pure molte colpe sulla gestione del ruolo tenuto negli ultimi anni, ma non per questo deve essere fatto a pezzi come nelle peggiori autocrazie.
E mentre dileggia e sfotte i massimi dirigenti sindacali non ha mai detto una parola risoluta contro le manganellate distribuite aggratis dalle forze dell’ordine sulla testa dei lavoratori che protestano per quella riforma del lavoro che piace tanto a Sacconi e Squinzi. E si è guardato bene dal recarsi a Genova alluvionata, spiegando che non era il caso di fare passerelle. Eppure a me era sembrata proprio una passerella quando è andato sul molo genovese accompagnato da prole e consorte per accogliere la Costa Concordia proveniente dal Giglio. O forse era andato a pescare?
Possibile che non ti accorgi che nel rapporto con la gente comune Renzi tende a diventare più antipolitico di Grillo e più berlusconiano di Berlusconi?

Cuperlo, Fassina, Civati

Cuperlo, Fassina, Civati

E non è immune da derisione cronica nemmeno quella parte del gruppo dirigente dem che dissente dal suo modo di fare e di essere. Per Renzi, quelli sono vecchi scarponi e arnesi da rigattiere da mandare al macero. Gente che ha fatto il suo tempo che ora deve fare spazio ai suoi staffieri. Meglio se giovani, donne e like.
Insieme a loro ha alimentato aspettative all’insegna del cambiamento radicale e veloce. Ha annunciato una metamorfosi del sistema Paese scandita da un ruolino di marcia mestruale, dove però non hanno trovato cittadinanza temi come il conflitto d’interessi, il falso in bilancio e un’efficace lotta all’evasione fiscale. “Perché?” mi sono chiesto io. Perché non te lo chiedi anche tu, dal momento che si tratta delle stesse istanze che insieme abbiamo portato avanti per tanti anni? Per quale ragione non salti dalla sedia quando senti dire da Alfano che la loro legge di stabilità è una manovra di centrodestra? “Perché?” domando io. Perché solo io?

Ecco, caro compagno, cosa è diventato il partito che continui a sostenere. Forse più per tigna che convinzione. Dove sono finiti i tuoi principi di uguaglianza, giustizia e libertà? la tua vicinanza agli ultimi? la tua appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita? Spiegami, che c’entri tu con i ministri Guidi e Lupi? Cos’hai da spartire con quella frotta di parvenu pronti a sborsare 1.000 euro a coperto per cenare al tavolo del “tuo” Segretario. Com’è che non ti senti a disagio se l’imprenditoria più rampante di questo Paese, che prima votava Forza Italia, ora fa la fila per chiedere la tessera del Pd? E per quale motivo, tu, che esigevi una legge elettorale che ti rendesse più protagonista, oggi taci di fronte a una proposta di sistema di voto che ha gli stessi difetti del Porcellum?
Persino in occasione dell’ultimo sciopero generale contro le politiche economiche del Governo, quando un suo ministro ha emesso un’ordinanza di precettazione per i ferrovieri, non ti sei indignato. Il provvedimento era di chiaro segno fascista, ma tu non hai fatto una piega. Prono, hai ingoiato anche questo in nome di un’acquiescenza nei confronti del capo del Governo. Poi… colpo di scena! Renzi, dalla Turchia ha smentito il ministro, i suoi difensori di ufficio e forse anche sé stesso. E ha revocato la precettazione ciellina. Solo allora ti sei fatto sentire, ma solo per applaudire Matteo il giustiziere, il quale aveva capito che qui in Italia stavano accadendo cose turche.
Non vorrei offenderti, ma a me, per associazione di idee, viene in mente l’ex comunista Bondi pro Berlusconi. Ma, almeno lui, a suo modo coerente, il passato l’aveva rinnegato.

La Leopolda 2014

La Leopolda 2014

Per non dire della Leopolda. Ma che cos’è? a cosa serve? a chi è utile? Convitati di 104 tavoli che fingevano di discutere di cose serie. Non credi che se da quella convention fosse uscito qualcosa di importante, ne avremmo saputo qualcosa? Non ti passa per la tesa che è stato solo una manifestazione di culto della personalità e un’occasione per tessere rapporti con personaggi lontani mille miglia dalla tua concezione di “città futura”?
Sono anch’io consapevole che il vecchio partito nel quale abbiamo militato insieme si è dissolto alla Bolognina, che il muro di Berlino è crollato, le Torri Gemelle abbattute, che c’è il trattato di Schengen, che la bancarotta di Lehman Brothers ha squilibrato economia e finanza, che c’è la globalizzazione, e so anche che per telefonare non occorre inserire il gettone nello smartphone. Ma questo che significa? che dobbiamo ammainare anche la bandiera rossa? No, io credo solo che da quella bandiera sarebbe il caso di togliere la falce e il martello, ma subito dopo sostituirli con un computer e un telefono, nuovi simboli dello sfruttamento del lavoro.

Il mondo è cambiato, ma certi valori non rinsecchiscono mai. E se non sei più convinto che la libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile (Sandro Pertini), allora è proprio vero che qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro (Giorgio Gaber).

Fraterni saluti,

Cantastorie

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5 thoughts on “Caro compagno ti scrivo…

  1. cosa vuoi aggiungere ad un discorso cosi’ lampante!
    Solo chi e’ ottuso non vorra’ esserne acquiescente !!!!!!!!!!!!!!!!!
    Hanno trasformato l’anima del partito per acquisire potere e poltrone.
    Dov’e’ il bene del cittadino ????
    Togliergli la volonta’ d’espressione essere solo sudditi ??????????????
    La sveglia sara’ molto dura con questo andazzo !!!!!!!!!!!!!!

  2. é davvero strano Mimmo…. io in parte sono figlio del PCI .. lo era mio padre, amico fraterno di Enrico Berlinguer.. (stando a quello che dice mio padre, ma non ci sono foto: presente al mio battesimo , lui Ateo o Pseudo-Ateo) e mio Padre mi ha trasmesso quei valori Etici, comuni tra L’altro al Cristianesimo…speravo dopo la Bolognina , anno in cui sono entrato nel partito, di trovarli nel pds-ds… e ne sono uscito schifato quando il ds è diventato pd.. perchè provavo già quello che tu ora scrivi in questa lettera… io l’ho provato e lo dissi al congresso dimissionandomi da segretario..in quel passaggio Ds-Pd… i valori etici di un certo social-comunismo erano finiti …e stava nascendo un mostruoso pachiderma, il quale , unica cosa certa che avrebbe fatto, avrebbe sottratto l’acqua agli assetati, per ingrossare gli Oceani Dell’INGIUSTIZIA…. Siamo diversi, ma uguali nel credere costantemente ai valori di base: Uguaglianza e Fratellanza… se veramente Cattoli e Comunisti veri si unissero sulla base di queste due parole…completeremo l’avvento del Regno di Dio sulla Terra…. Ma noi non avremo la forza di farlo… Ma Dio lo Farà…

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