La bottega di mastro Dario

scavi 1

Scavi di Pompei

In occasione dello scorso Natale e Capodanno i siti archeologici vesuviani, compreso gli scavi di Pompei ed Ercolano, sono rimasti chiusi ai visitatori. Per la verità la stessa cosa si è verificata per tutti i musei e siti della cultura statali in ottemperanza a una direttiva del ministro Franceschini.
Una scelta che ha penalizzato turisti e visitatori locali, ma anche l’immagine culturale dell’Italia intera. E se volete anche alberghi e ristoranti della zona, oltre ai tour operator che avevano venduto un pacchetto comprensivo della visita agli Scavi archeologici. La decisione è stata dettata da ragioni di buona amministrazione, ha detto il ministro, dopo aver valutato i dati di affluenza degli anni passati nelle due giornate festive. E snocciola i numeri.
Nel caso di Pompei, il 25 dicembre del 2013 sono state registrate 827 ingressi. E non è andata meglio il successivo Capodanno. Un numero di visitatori che, secondo il ministro, non giustifica i costi di apertura del sito. Tanto vale per il resto delle strutture museali italiane, visto che il totale dei visitatori di tutti i musei e i siti archeologici italiani, nella giornata natalizia del 2013 è stato di 12.376. Meglio è andata il primo dell’anno successivo con 54.560 ingressi. Comunque, non abbastanza da giustificare l’apertura al pubblico.
Provvedimento assunto in accordo con i sindacati di categoria, precisa il ministro, quasi a voler mitigare la scellerata decisione. Scusi, ministro, ma da quando questo Governo si preoccupa dell’opinione dei sindacati?

Il ministero dei Beni Culturali poi ci informa che, sempre nel giorno di Natale 2013, agli scavi di Ercolano i visitatori sono stati 54, al Museo Archeologico di Napoli 130, alla Reggia di Caserta 148. E neanche al Castello di Miramare di Trieste, di solito molto frequentato, è andata molto bene: soltanto 136 presenze. Pertanto, la buona amministrazione suggerisce di tenere le porte chiuse a Natale e a Capodanno.
La buona amministrazione a cui ha deciso di rifarsi lei, signor ministro! Cioè quella di un bottegaio che guarda soltanto a costi e ricavi di moneta sonante e trascura il beneficio che ne potrebbe ricavare l’Italia intera in termini di prestigio culturale. Senza contare che la presenza di stranieri nel nostro Paese in occasione delle stesse festività, in futuro potrebbe ulteriormente diminuire. E devo dirglielo io che il turismo proveniente dall’estero porta denaro non soltanto nelle casse dei musei? Ma si sa, voi siete più interessati alle Olimpiadi che al patrimonio artistico e archeologico italiano.

Il ministro Dario Franceschini

Il ministro Dario Franceschini

Mi faccia anche ribadire, che uno Stato non deve fare profitto, ma erogare servizi. Sarà un concetto usurato ma sempre valido. Con la stessa logica, becera e bottegaia, infatti, spesso chiudono ospedali, scuole, biblioteche, si sopprimono corse di treni, si riduce l’assistenza ai più deboli, si negano sovvenzioni a enti culturali. Non ci sono soldi sufficienti per mantenere aperte queste strutture? tagliate le municipalizzate, prendete seri provvedimenti contro enti inutili, datevi da fare contro l’evasione fiscale, ricorrete a sponsor, riducete i vostri lauti stipendi e le pensioni d’oro, acquistate meno armi. Magari un aereo F35 in meno potrebbe risolvere già alcune questioni.
Come vede, ministro, si tratta di scelte. Si tratta di capire cosa si vuole intendere per buona amministrazione. Una coppia di genitori possono decidere di risparmiare sia rinunciando ad andare a ballare tutte le settimane che nel mancato acquisto di libri. Nel primo caso, loro si divertono di più e i figli saranno meno colti. Il contrario glielo risparmio, credo che lo capisca da solo. Se vuole capirlo.

Chiudo con profonda tristezza, perché, a costo di cadere in processi alle intenzioni tipico di gufi e rosiconi, credo che la politica di questo Governo sia quella del ministro Franceschini, che, per altro, appena insediatosi si è distinto con una vera cattiveria nei confronti degli ultrasessantacinquenni, ai quali ha negato l’ingresso gratuito a musei e siti culturali. In cambio ha aperto a tutti la prima domenica di ogni mese. Ma le due cose potevano anche coesistere. Qualcuno dice di no, ma a me piacerebbe mettere il naso nei suoi conteggi di buona amministrazione per conoscere quali sono stati i maggiori introiti derivati dall’esclusione dalla gratuità di quelle poche persone anziane che ogni tanto si recavano a visitare un museo, una mostra o un sito archeologico.
Appena ha finito di contare gli euro incassati nei precedenti Natale e Capodanno ci dia anche questi numeri, ministro Franceschini.

Cantastorie

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One thought on “La bottega di mastro Dario

  1. Gli ultimi numeri che Cantastorie chiede al ministro Franceschini non si avranno mai perche a lui non interessano, non producono dobloni! Così come la cultura non interessa a nessuno dei nostri “governanti” profondamente materialisti ed impegnati a fare altre cose, piuttosto che andare, o fare andare, a visitare musei e siti archeologici.
    Tempo perso per loro e quindi la cosa non deve interessare neanche noi!

    LAURA

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