Il buono, il bello e il responsabile

natura 2Oggi più che mai abbiamo bisogno di scrittori e maestri, quelli illuminati dal senso della responsabilità e guidati dal pensiero riflessivo, in grado di vedere sempre con lucidità il grande disegno e mai limitati dall’ossessione di cogliere al volo l’occasione che transita.
Non ho dubbi che molti abbiano a cuore la specie umana e i suoi destini per non amare profondamente anche quella animale, a cui tanto dobbiamo.
Ovidio scriveva che la crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini.
Per Tolstoj, dall’assassinio degli animali all’assassinio degli uomini il passo è breve.
E Leonardo da Vinci profetizzava che sarebbe giunto il tempo in cui anche l’uccisione di un solo animale sarebbe considerato un grave delitto.
Ed è questo quel tempo!
Oppure occorre dar credito a chi sostiene che presto qualcuno verrà a chiederci spiegazione: «Dov’eri tu durante l’olocausto degli animali?» A quel punto, non potremo usare la stessa giustificazione per la seconda volta, dicendo che non lo sapevamo…
Forse dovremmo esser così speculatori e meschini da pensare che costoro fossero grandiosi geni solo quando esaltavano la capacità dell’uomo?
Saremmo specie così evoluta ed illuminata per poi alla fine continuare a far leggi solo per il nostro primitivo interesse e beneficio, parafrasando potremmo parlare di leggi ad speciem.

Non può continuare ad esistere un partito degli animalisti, come non può esistere un partito dell’ambiente o di chi è contro il fumo: questi sono temi che di per sé appartengono a categorie assolute e che non avrebbero bisogno di essere sostenuti da eccessi e forme quasi antagoniste.
In fondo non è passato così tanto tempo da quando si viaggiava seduti nel piccolo scompartimento del treno e c’era chi ti fumava in faccia con aria strafottente e ti sentivi paradossalmente in difetto a protestare. Mai più quel tempo, semmai ora prevalga sempre più la forza e la dignità delle opinioni di chi è globalmente più consapevole e responsabile.
In effetti il mondo è affidato al valore dei giusti che troppo spesso sono silenziosi e rassegnati, prestando il fianco agli irresponsabili e agli arroganti. L’intera vita del pianeta, non solo la nostra, è stata aggiunta al novero delle cose per cui dobbiamo essere responsabili; non bisogna scadere nella miopia e nel fanatismo di chi dell’esistenza o dell’essenza dell’uomo fa la sola posta in gioco nelle scommesse dell’agire.

natura 1Dunque per provare a rigenerare un sano equilibrio tra le persone, bisogna ripartire dagli elementi più basilari: una sorta di potente seduta analitica globale, capace di risvegliare il miglior bambino che è sopito all’interno di ciascuno di noi.
E allora sarà evidente che il vero progresso dell’essere si nutre del senso del bello e della necessità del buono, intesi nella interezza della loro espressione. E in questo, in realtà, non ci sono limiti di specie e genere, né confini geografici, né riserve culturali. Se il sodalizio fra bello e buono si fa forte diventando un tutt’uno, allora il talento e la determinazione del Genio infiammano lo Spirito profondo del mondo e non c’è fallimento e non c’è crisi che possa reggere all’urto incontenibile delle grandi idee che si fanno azione, delle forti speranze che si fanno realtà.

Non può esserci Legge o Disposizione partorita dal pensiero umano evoluto che non abbia a cuore la tutela della vita e della dignità di tutti gli esseri, dell’intera Natura, trascurando di sanzionare gli autori di reati gravi contro animali e ambiente, effettuati a discapito di tutta la Società, a offesa di tutto il Creato.

E’ un monito che giunge da lontano, che richiede una collaborazione attiva e coraggiosa per dare il segnale al Mondo, il segnale che deve venire ancora una volta dal Paese della radiosa Cultura, del vero Umanesimo e dalla grande Umanità: stimolare il pensiero riflessivo, educare le nuove generazioni ad amare la vita così com’è, in tutti i suoi aspetti, impiegare con saggezza e responsabilità le migliori opportunità che la modernità ci offre, riattivare la preziosa trama dell’antico dialogo tra genitori e figli, insegnanti e giovani, scrittori e lettori.

Gianluca Maroncelli

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