Speriamo che sia femmina

Mi auguro di essere inteso e non frainteso, in particolar modo dalle donne.

Ulika-Masi-uomo-e-donna-a-confrontoHo sempre avuto il massimo rispetto per la persona in quanto tale, uomo o donna che fosse, a condizione che sia onesta, garbata e rispettosa. Non ho mai attribuito particolari benemerenze al genere, ma al comportamento. Credo, altresì, che la donna sia stata da sempre maltrattata da leggi inique e da uomini ignoranti, e per questo sia in credito con la società. Ritengo, però, che debba essere innanzitutto la donna a far valere le sue qualità e rifiutare privilegi di ogni tipo, come, per esempio, le cosiddette ‘quote rosa’. Le donne sono più numerose degli uomini e in ambito elettorale potrebbero far valere la loro forza votando donna, anziché accontentarsi di essere rappresentate nelle Istituzioni per gentile concessione dei maschietti.

Ciò detto, mi lascia alquanto perplesso questo “accanimento” del premier Renzi inteso a collocare (mai termine fu più appropriato) una donna, sol perché donna, in posti di responsabilità. Più che la valorizzazione del genere femminile sembra una sua strategia del consenso e quindi un caso di strumentalizzazione.

Una politica seria a favore delle donne dovrebbe rifuggire dal collocarne alcune su un piedistallo e trascurare i problemi reali di tante altre. Andare incontro alle loro difficoltà quotidiane significa:

– istituire asili nido statali in grado di ospitare tutti i bambini, possibilmente anche nei luoghi stessi di lavoro o nelle immediate prossimità;

– una scuola elementare e media a tempo pieno con possibilità di intrattenere i ragazzi in attività didattiche, ludiche e sportive fino al tardo pomeriggio per consentire alle madri di poter lavorare;

– interventi di controllo sul lavoro a domicilio, che quasi sempre è femminile, per contrastarne lo sfruttamento;

– assistenza domiciliare seria e continua agli anziani, malati non autosufficienti e disabili, che quasi sempre ricade sulle donne;

– rincarare le pene per chi sfrutta la prostituzione, esercita stalking e violenza;

– contrasto alla prostituzione minorile e inasprimento delle pene per chi si accompagna a ragazzine;

– istituire corsi di contraccezione consapevoli a partire dall’adolescenza;

– fornire la pillola del giorno dopo a chi la richiede senza particolari pratiche ostative;

– completa assistenza in gravidanza affidata al Servizio Sanitario Nazionale e non alle Regioni, in maniera da evitare disparità di trattamento;

– superare le difficoltà imposte dall’obiezione di coscienza del personale sanitario per garantire, a chi vuole o deve ricorrervi, un aborto assistito da un punto di vista medico e psicologico, senza traumi e in tempi ragionevoli;

– maggiore vicinanza e supporto alle ragazze madri attraverso la gratuità di latte in polvere, pannolini, creme lenitive, biberon e quant’altro necessario ad affrontare le spese nei primi mesi di vita di un neonato.

– riconoscimento del ruolo sociale della casalinga attraverso un reddito, sia pur minimo, e una pensione dignitosa;

– maggiore tutela dello stato di vedovanza e mantenimento di un assegno pensionabile di reversibilità decoroso, oltre a eventuali sgravi fiscali sulla casa.

Questi e altri provvedimenti di tenore analogo potrebbero rappresentare una soluzione alle difficoltà che incontrano le donne nella quotidianità. Il resto fa parte di iniziative eclatanti dal sapore demagogico e che per certi versi tendono a conservare e non superare uno stato di sudditanza.

donnaOggi si parla (e in tanti ci sperano) di eleggere una figura femminile come Presidente della Repubblica. Sarebbe una bella cosa, ma vorrei che prima venissero conoscenze e competenze, poi il carisma, il percorso di vita culturale e politico. Infine, il genere.
Un candidato che avesse come requisito innanzitutto l’essere donna non farebbe giustizia alle sue eventuali qualità politiche e culturali, e se poi risultasse un mediocre Capo dello Stato sarebbe un problema sopra i problemi. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di una personalità di alto profilo intellettuale e politico e non scelto, innanzitutto, per il requisito di genere, ancor meno eletto con un debito di riconoscenza verso il premier in carica e il suo socio in patti.

mimmo

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