Buon Giorno, signor Presidente

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il neo eletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

La saluto così, con semplicità. La stessa con la quale si rivolse a noi papa Francesco quando si affacciò per la prima volta dal balcone di San Pietro dopo la sua elezione. Ed io, che molta amicizia con la religione non ho, apprezzai quel saluto proprio per la sua semplicità, tanto da scrivergli “mi siete piaciuto!”.
Spero, pertanto, che Lei ora non consideri sfrontato questo mio approccio, ma lo prenda per quello che è: il saluto semplice di un italiano qualsiasi che vuole dirle qualcosa di altrettanto semplice, forse ovvio, ma che molti di noi, cittadini di questo Stato, di cui Lei adesso è rappresentante, presidente e capo, pensano.
Appena eletto, le sue prime parole sono state per noi: «Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini… è sufficiente questo». Non c’è che dire, una bella dichiarazione, soprattutto la chiosa finale è sufficiente questo.  Ecco, questa sua sobrietà, a me sembra un buon viatico, tanto che mi viene spontaneo esclamare anche nei suoi confronti: «Mi siete piaciuto!»
Subito dopo si è recato alle Fosse Ardeatine per rendere omaggio ai trecentotrentacinque italiani trucidati dalla barbarie nazista. Un gesto che le fa onore e che molti di noi apprezzano.

Quelle poche parole di attenzione ai nostri concittadini racchiudono i bisogni che tutti conosciamo e che, con il rispetto dovuto alla sua carica istituzionale, vorrei riprendere: bisogno di giustizia sociale, attenzione per gli ultimi e gli invisibili, lavoro per i giovani e meno giovani, una sanità efficiente, una scuola che funzioni, lotta vera alla corruzione, contrasto duro alla criminalità organizzata, una giustizia veloce e una burocrazia al servizio del cittadini, la possibilità di vivere un’esistenza dignitosa da un punto di vista economico, un sistema fiscale equo e semplice, un welfare decoroso, una classe politica che faccia Politica.

Sono convinto che Lei di tutto questo ha piena contezza, come io ne ho del fatto che i suoi poteri costituzionali non le consentono di appianare tutte le carenze che ho appena elencato. Ma Lei, come ci hanno dimostrato alcuni suoi predecessori, può andare molto al di là di un ruolo di mera rappresentanza e far sentire la sua voce tutte le volte che qualcosa di ingiusto viene fuori dal Palazzo. Però non soltanto quando quel “qualcosa” presenta vizi di costituzionalità, ma tutte le volte che Quirinalegenera ingiustizia, diseguaglianza e limitazione dei diritti. E, per favore, se dal Parlamento dovesse arrivare sulla sua scrivania una legge vergogna o fatta apposta per favorire qualcuno, la rimandi indietro. Entrambi sappiamo bene che se fosse riapprovata Lei sarebbe obbligato a promulgarla, ma lo faccia lo stesso. Almeno sarà chiaro a tutti che Lei è dalla nostra parte.

Mi consenta di dire, signor Presidente, che negli ultimi anni noi cittadini, piuttosto spesso, ci siamo sentiti un po’ sudditi. A differenza dei regimi totalitari, dove a nessuno è consentito biasimare il potere, qui da noi è permesso a tutti di esprimere le proprie critiche nelle più svariate forme, ma le nostre osservazioni, le nostre lamentele, le nostre proposte cadono nel vuoto. Nessuno ci ascolta. Politici nazionali e amministratori locali sono affaccendati in tutt’altro e la materia che preferiscono approfondire è quella dei rimborsi spese. Anche perché sanno bene che le peggiori nefandezze si dimenticano nel giro di poche ore. La partita di calcio, la fiction in tv, il cazzeggio su WhatsApp hanno il sopravvento su tutto.

Pericle

Pericle

Non vorrei essere pedante e saccente, ma Lei sa bene che i Greci con demos indicavano i ceti poveri, cioè il popolo, mentre con kratos intendevano il potere. Democrazia, quindi, è il potere dato al popolo, inteso come possibilità di partecipare alla cosa pubblica. La Res Pubblica, appunto. E affinché questo abbia luogo è necessario che a ogni cittadino, cosciente del proprio impegno, venga data la possibilità di informarsi, proporre, realizzare, controllare. In una parola, avverare la democrazia partecipata. Soprattutto attraverso l’espressione del voto, che negli ultimi tempi, per disaffezione popolare, non è stata molto numerosa. E spiace dirlo, ma proprio colui che ha proposto la sua candidatura lo ha considerato un problema secondario. Lo stesso che ha indicato ai suoi Grandi Elettori di deporre nell’urna una scheda bianca nelle prime tre votazioni. Mi permetta di dire che è stata una squallida tattica che non meritavano le Istituzioni e nemmeno la sua persona. Una volta scelto un candidato degno di rivestire la più alta carica istituzionale – e Lei lo è – lo si vota dalla prima seduta, senza infingimenti, nella convinzione che si tratta della migliore proposta che si potesse fare. Poi, magari, sarà eletto quando il quorum scende, ma intanto si dimostra al Paese limpidezza e coerenza.

Ma questo fa parte di quell’etica politica smarrita che io le chiedo di recuperare. Lo so che esprimo un concetto trito e ritrito. Ma so anche che è un’immagine che tutti i politici, a parole, fanno propria, ma che nei fatti trova scarsa affermazione. E di questo ha contezza anche Lei, anche se nel ribadirlo rischio di apparire patetico. E forse l’annoio pure.
Ciò nonostante, vorrei che Lei tenesse sempre in conto questo assunto, e insieme alla Carta Costituzionale ne facesse la sua bussola. Lei è una persona perbene e a noi piace sperare che da oggi l’Italia cambi veramente verso e cominci a dare risposta alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini.

Con deferente stima le auguro buon lavoro.

domenico mirarchi

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2 thoughts on “Buon Giorno, signor Presidente

  1. Ciao Domenico,
    Sono Liliana da poco conosciuti, nata a Salerno, negli Stati Uuniti da
    molti
    anni, ad Aspen CO. per un paio di mesi. Ho letto l`articolo al nuovo
    presidente, BRAVO! Mi son commossa. Una domanda per favore ed un commento. Le
    tre bandiere, non riconosco quella a sinistra!!??
    Il commento, assolutamente il nuovo presidente deve far qualcosa per i
    denti da sorridere senza timore. Dovra` incontrare presidenti e dignitari nel
    mondo intero e dovra` fare bella figura!!
    Tanti auguri Mimmo ed un abbraccio Liliana

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