I sogni di Vanessa e Greta

Si è detto tutto il male possibile, e se invece inseguivano solo i loro sogni?

Vanessa e GretaCredo a Vanessa e Greta e ai loro sogni
Greta e Vanessa sono passate di moda. Dopo il primo momento virale nel quale non si poteva aprire Facebook senza leggere post di gente che proprio non voleva perdere l’occasione di dire la sua illuminante opinione, adesso sono giorni che non si leggono più arringhe che contengano le parole “Siria”, “stronze”, “12 milioni”.

Qui funziona così, l’Italia si è calmata e dopo l’attentato a Parigi ed il pagamento del riscatto ai terroristi aspetta un altro valido motivo per i suoi tanto agognati cinque minuti di indignazione.
Allora, proprio in questo momento di quiete voglio dire la mia. Non ho parlato finora perché ho avuto spesso posizioni discordanti, al limite del bipolarismo.

Ho abbracciato la causa complottista (Vanessa e Greta volevano sicuramente conquistare la Siria in alleanza con i servizi segreti etruschi), ho alimentato i sospetti che vedevano le due sprovvedute decise a finanziare con un finto rapimento il terrorismo siriano, ho accolto con interesse chi sosteneva che fossero state tradite dai loro stessi alleati. Ho altresì elaborato nuove interessanti quanto idiote teorie, ho accudito e cresciuto i miei dubbi giorno dopo giorno, mi sono abbuffata di post di Salvini fino alla nausea (sopraggiunta dopo cinque minuti sul suo profilo), ho spiato le pagine Facebook di V&G (no, non è una nuova griffe), mi sono convinta del fatto che ci fosse qualcosa di non detto, qualcosa di segreto, qualcosa di losco. C’è certamente qualcosa dietro, a vent’anni non si sposa così un’ideale. Nemmeno a cinquant’anni, non esiste. Forse in un altro mondo, ma qui in Italia si crede fermamente solo nel periodo dei saldi, che, puntualmente, ogni gennaio torna a scaldare l’inverno. Non si crede nella Siria, dov’è? esiste? Io ho seri dubbi già sull’esistenza del Molise, figuriamoci se credo nella Siria. No, qualcuno sta complottando. Oppure no? Magari qualcuno è ancora capace di innamorarsi in quest’Italia morta. No, no, non è possibile. O magari si?

Ci hanno creduto davvero, forse un giorno hanno incontrato quest’idea che camminava nell’angolo di un quotidiano locale ed è stato un colpo di fulmine, ma io non credo nell’amore a prima vista. Magari però, poi, si sono anche frequentate, si sono piaciute, forse sono cresciute insieme. Forse l’hanno accudita giorno dopo giorno, le hanno dato una forma e ne hanno condiviso il contenuto. Bello, ma inverosimile. Se ci si innamora così presto, poi si divorzia. Arriva la crisi dei sei mesi, non si cammina insieme per tre anni fino a scegliere di partire. Non ci si gioca tutto così, in Italia non si fa. L’amore dura pochi mesi… per il resto sono tutti avvocati. Si sta bene attenti ad investire su qualcosa di serio, chè tanto va tutto a monte.

giornaleInsomma, noi italiani non crediamo che sia solo una forte e salda passione che vi ha portate lontane dalle vostre famiglie e dal vostro futuro di certezze indesiderate, sappiamo che c’è dietro qualcosa, ancora non sappiamo cosa… ma alle idee non ci crediamo.
Ecco, è così. E più ci penso, più mi rendo conto del triste stagno nel quale sguazziamo senza mai mettere fuori la testa. Siamo così disabituati a credere con fermezza in qualcosa che non crediamo più nemmeno che qualcun altro possa farlo. Siamo vecchi, e non crediamo ai vent’anni incoscienti in cui si fa, non si pensa. Non crediamo più nelle idee, crediamo nella crisi e nel posto fisso.

Mi sono trovata coinvolta in questa corrente di pensiero, me ne vergogno e me ne tiro fuori. Io voglio credere in qualcosa e mi assumo tutti i rischi che questo comporta, perciò credo a Vanessa e Greta ed ai loro sogni, e mi discosto da un’Italia piena di dubbi, di maldicenze, di sospetti, di dietrologie, che crede che dodici milioni valgano un F-35 ma non valgano la vita e il sogno di qualcuno che è stato capace di sognare.

Francesca Braccia

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