Quando la violenza è di casa

violenza a MilanoLa violenza è un’azione che viene esercitata mediante la forza, da sola o in gruppo, per costringere altri ad assoggettarsi alla volontà, al capo branco. Le forme di violenza possono essere fisiche o psicologiche. Alla base di tutto c’è sempre uno scontro per affermare un potere.

Cosa sta succedendo oggi, nella nostra società, in cui forme di violenza estreme esplodono con facilità, come se ciò fosse la normalità? In genere viene determinata da disperazione e rabbia e, a ben guardare ciò che succede, è come se ciascuno fosse l’avversario di qualcuno per cui ogni relazione presuppone un nemico ed un potere da affermare. Viviamo in un momento particolarmente difficile della nostra storia e la mancanza di identità genera sempre più violenza. Molti sono i casi di questo genere. La cronaca riporta sempre più frequentemente episodi di bande di ragazzi che, incappucciati e con la complicità della notte, muniti di mazze, aggrediscono le prime persone che incontrano; a volte barboni, per il gusto di divertirsi ed immortalare quei momenti con un selfie, o postando le loro bravate sui social network. Esempio lampante, ciò che è successo di recente a Milano. Elementi incappucciati non solo hanno fatto fallire una pacifica manifestazione, ma hanno messo a ferro e fuoco la città con una ferocia inaudita. Che dire poi degli stadi? immagini trasmesse che fanno spettacolo per gli operatori dei media, ma che rappresentano la degenerazione di comportamenti sempre più al limite, che producono indignazione momentanea, ammantati da un velo d’oblio e che puntualmente si ripetono.

Ma dove comincia e finisce la nostra libertà, sempre più a rischio, esautorata da un potere invisibile che plasma comportamenti su masse di individui che oppongono resistenza, deviando dai comuni comportamenti di proteste civili? Quanto sta capitando a livello istituzionale, dove sono saltate norme e regole e ogni azione viene decisa dall’alto, rischia di fare implodere la società attuale sempre più confusa, senza punti di riferimento e ideali, necessari per ogni individuo le cui azioni dovrebbero essere regolate da uno Stato che attualmente garantisce ben poco, compresa la sicurezza, la legalità, la giustizia. I cittadini, i loro bisogni è come se fossero fantasmi.
La globalizzazione che prometteva benessere, fine di ogni conflitto, livellamento delle disuguaglianze, ha finito per generare guerre, miseria e anzi, ci ha regalato nuove povertà, legate alla perdita di lavoro ed alla crescita della disoccupazione, creando incertezze e isolamento. Sempre più persone di fronte ad una crisi senza fine, nella propria solitudine, decidono di farla finita ed il non avere risposte genera rabbia, ribellione, che si manifesta attraverso la violenza. Violenza perpetrata su soggetti deboli come anziani e bambini, che non essendo ricchi non fanno testo, sono invisibili. Per non parlare del corpo delle donne, dissacrato e violentato da uomini che su di esso si sfogano senza pietà, per cui questa politica produce morte di massaviolenza stadio 2.
I conflitti sociali che un tempo avevano la caratteristica della coesione, mandati in soffitta in quanto vecchi ed obsoleti, stanno producendo segnali di vero pericolo, antichi quanto il mondo, stanno determinando una violenza tribale, che si esercita tramite bande giovanili emarginate e che attraverso di essa raggiungono non solo visibilità all’esterno, ma anche rispetto all’interno del gruppo.

Se la politica, quella dei valori e degli ideali, non ripenserà se stessa, se l’uomo continuerà ad essere ignorato ed innalzate sugli altari banche e finanza, ci ritroveremo con bande che si impossesseranno di quartieri cittadini pur di garantirsi un minimo di sopravvivenza e di visibilità. Come dimenticare il film “I guerrieri della Notte”, che narrava la storia di una banda e dell’odissea vissuta nella notte prima di rientrare nel Bronx.
Dice Swan: “ Guarda che posto di merda, e abbiamo combattuto tutta la notte per ritornarci”.
Attenzione alle rottamazioni, a chiamare futuro ciò che è più vecchio del vecchio. Le prevaricazioni, le ingiustizie, hanno un punto di rottura. Questa violenza è figlia di un malessere diffuso che rischia di diventare lava di un vulcano che si porta dietro tutto ciò che incontra.

Antonella Policastrese

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