“Voi uomini l’avete distrutta!”

scimmie 1“Voi uomini l’avete distrutta. Maledetti! Maledetti tutti!”
E’ la frase che pronuncia Taylor nel famoso film “Il Pianeta delle scimmie”. Il regista Franklin Schaffer ebbe una visione quando ne scrisse la sceneggiatura e l’attualità di quella pellicola mai come ora è così evidente. L’uomo distrugge se stesso ed il pianeta in cui vive a causa di una guerra nucleare che ha sterminato il mondo, demolito la civiltà degli umani lasciando spazio a esseri evoluti che parlano il linguaggio degli uomini. Ma sono scimmie.

Il messaggio di questo film si cala perfettamente nella realtà che stiamo vivendo. Il pianeta sta implodendo e siamo nelle mani di speculatori che tengono in mano le nostre vite e se le giocano come se si trattasse di una partita a scacchi. È tutto così maledettamente diverso, ambiguo, al punto che gli uomini sembrano ombre di se stessi, privi di sentimenti, immolati sull’altare della finanza e delle banche. Da quando siamo entrati in Europa è come se la navicella spaziale fosse entrata in un extra mondo, tanto da non avvertire più l’origine del tempo e tutto risulta diverso. Ci avevano garantito che l’unione dei popoli sarebbe stato l’inizio di una nuova era; avremmo vissuto in pace, non avremmo avuto problemi di sussistenza e il mondo sarebbe diventato un Eden. Ma evidentemente si trattava di una strategia. Si stavano studiando i nostri comportamenti, le nostre reazioni per manipolarle e portare a compimento la creazione di un sistema in mano a pochi. Un manicomio. Stiamo sperimentando ogni giorno che passa la crescita della miseria, l’aumento dei conflitti che hanno finito per interessare ogni zona del mondo, e di questo passo sempre più difficile sarà la sopravvivenza. Come si dice nel film, l’individualità è stata annientata e, aggiungiamo noi, siamo diventati rotelle di un ingranaggio da sostituire se si inceppano. Senza contare poi l’ondata di immigrati che sta travasando l’Africa da noi. Gente che scappa dalle guerre, scacciata dalle proprie terre per interesse di multinazionali che vogliono quei territori per le loro speculazioni finanziarie; e non è escluso che ci sia in atto una devastazione delle culture.
Quando “gli stranieri ” saranno in numero maggiore l’integrazione subirà un processo inverso e a quel punto sarà l’Occidente, o meglio il vecchio mondo, a doversi adeguare. Se infatti consideriamo come sta evolvendo l’Islam e di quante Moschee ci sono attualmente in Italia è chiaro che siamo di fronte a una realtà a testa in giù, simile al cono infernale di Dante. In nome di Allah si devastano i simboli di un passato, atti che hanno il sapore della distruzione dell’uomo, della sua grandezza. Guerre e uomini stanno diventando la longa manus del diavolo, capaci soltanto portare scompiglio, uccidere, spargere odio, seminare morte.
Vivere, respirare è soltanto un optional. La terra ci viene negata. Pochi esseri ci governano in nome di un progresso che vuole distruggere ogni forma del passato e si finisce per essere prigionieri come nella tela del ragno, che dopo aver costruito la sua ragnatela ne recide i fili morendo fessamente.

Nel film la schiavizzazione si concretizza tramite le scimmie che prevalgono sul genere umano. Attualmente il pianeta sta per cadere inequivocabilmente nelle mani di demiurghi che in cima alla piramide azionano fili per indirizzare i nostri movimenti, ma soprattutto per toglierci la capacità cognitiva alla base di un riscatto, al momento non dietro l’angolo.

Antonella Policastrese

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