Ciò che la tragedia greca rende chiaro a tutti

di Gianluca Bellentani   

La tragedia greca (e uso questa parola in quanto quello che sta vivendo la popolazione greca è veramente tragico), rende chiaro a tutti diverse cose…

manifesto 2L’Europa non esiste più, o forse non è mai esistita. Certo, esiste ancora come continente ma lontanissima da quell’idea di Europa che Spinelli e Rossi, Colorni e la Hirschamann, avevano auspicato nel loro Manifesto di Ventotene. Una comunità di Stati amici e coesi, che non solo non si facessero la guerra tra loro ma che si aiutassero nei momenti di difficoltà economica. Un’Europa alla cui base vi fossero le parole pace e solidarietà . Quella di oggi invece è palesemente solo un’unione di Stati, ognuno dei quali bada ai propri interessi nazionali. Tanti Stati che soggiacciono al volere del più forte, quella Germania che non ha mai pagato i danni di due guerre mondiali iniziate proprio da lei; quella Germania che per anni ha fatto affari con chi ha portato un Paese sul lastrico e che si dimostra ora inflessibile verso chi non riesce a pagare danni fatti dai governanti che si sono succeduti prima alla guida della Grecia. In poche settimane, la Germania riesce a far rinascere quel sentimento di odio verso i tedeschi che credevamo ormai dimenticato dopo 70 anni. Un’Europa alla cui base vi è solo la mera finanza e non l’economia, il lavoro e la solidarietà. Un’Europa che fa la voce grossa coi deboli e che tace sui respingimenti alle frontiere o sul muro anti-immigrati dell’Ungheria del fascista Orban.

La cecità e l’ottusità dell’ estrema sinistra, che subito inneggia a Tsipras come “Il compagno che costringerà tutta l’Europa ad abbandonare la moneta unica” (cosa che Tsipras non ha mai detto di voler fare) e che poi lo bolla come “un pauroso che si è calato le braghe e che invece doveva uscire dall’ euro” (quasi che questa soluzione estrema fosse tanto difficile da ottenere).

renzi all'ONULa vera natura del Premier Renzi, che si dimostra un vero giocatore di Risiko. Prima al Parlamento Europeo parla del pericolo di una politica economica troppo oppressiva poi, quando Tsipras vince le elezioni in Grecia, invece di appoggiarlo come ci si sarebbe aspettato (magari coinvolgendo anche altri Stati più deboli) , lo lascia al proprio destino, appoggiando la Merkel e ottenendo in cambio una maggiore flessibilità del debito pubblico (cosa questa che gli consentirà di poter promettere una riduzione della tassazione). Di primo mattino, dopo una notte di accese discussioni, eccolo presentarsi alla stampa, col viso stanco e la camicia aperta sul colletto, accreditandosi il merito di “aver salvato l’Europa”, quando sappiamo tutti che il vero artefice del NO ad una Grexit è stato Mario Draghi (e sicuramente anche una qualche telefonata di Obama, preoccupatissimo di una possibile interferenza russa nel Mediterraneo).
Quello che invece stupisce e amareggia chi come me ha sempre votato PD, sono i commenti dei renziani. Perché davvero si toccano punte di violenza verbale degni della più becera bacheca grillina. La gente è per le strade di Atene, senza casa e senza cibo e il commento è “Ben gli sta! Hanno sempre condotto una vita da nababbi votando dei delinquenti” ( gli italiani che hanno per venti anni votato Berlusconi invece… ). La sinistra di Tsipras vince le elezioni ed eccoli accusare il Premier greco di allearsi con una parte della destra per poter governare (detto da chi ha fatto il Patto del Nazareno, governa con NCD e tra poco avrà pure i voti di Verdini e soci). Tsipras propone una riduzione del debito e una rinegoziazione dei pagamenti ed eccoli bollarlo come “un sola che non vuole pagare i debiti”. Il Ministero dell’ economia viene affidato a Varoufakis, un economista di fama internazionale, che viene bollato come una sorta di “Dottor Balanzone dell’ economia”. Tsipras, dopo aver avuto per cinque volte la porta sbattuta in faccia, si rivolge al proprio popolo indicendo un referendum. Chiaramente non è un chiedere ai greci di votare un certo programma ma è il chiedere ai greci una piena fiducia personale. Ecco allora i renziani gridare a “un Premier che non ha il coraggio delle proprie scelte e che come Pilato se ne lava le mani dando la patata bollente al popolo”. Nessuno sottolinea che Tsipras si è schierato per il NO (OXI) e che i media ellenici e internazionali abbiano fatto una campagna vergognosa per il SÌ (NAI). Quando Tsipras ritorna al tavolo delle trattative, con le banche chiuse da una settimana, deve cedere su molti punti: ecco allora i renziani commentare: “Quindi che ha risolto col referendum? Ha solo perso tempo prezioso” !!! Sono commenti questi senza alcuna analisi, degni di uno Schauble qualunque, fatti a prescindere, in quella sorta di tifo da stadio che è diventata oggi la politica. Sarebbe curioso vedere quali sarebbero stati i vari commenti se il Premier Renzi si fosse schierato con Tsipras.

Par8080485In questo grigio quadro, una stella brilla, anzi due: quella di Tsipras e del popolo greco. Un Premier comunista, ma europeista come pochi altri, che ha messo da parte le proprie ambizioni e il proprio programma per il bene della sua patria. Avrebbe potuto chiedere aiuto alla Russia di Putin, con tutte le conseguenze che la cosa avrebbe avuto, ma non lo ha fatto. Un popolo, quello greco, che abbiamo visto manifestare anche duramente ma che abbiamo visto in coda diligentemente ai bancomat ormai vuoti. Saremmo noi stati capaci di tanto? Come avremmo accolto in patria il nostro Premier che non fosse riuscito nel proprio intento? Avremmo ancora votato in massa Syriza? Onore a Tsipras e al popolo greco.

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3 thoughts on “Ciò che la tragedia greca rende chiaro a tutti

  1. Mi piace molto questa analisi della situazione Greca e nel contempo anche italiana. L’estrema sinistra greca ha dimostrato effettivamente di non capire granché della situazione, perchè se avessero dovuto tornare alla Dracma credo che si sarebbe compiuto uno dei più grandi disastri possibili. Non ho capito la meraviglia per il fatto che Renzi sia andato a trovare Angela anziché solidarizzare con Tsipras. Mi sembra che Renzi abbia fatto fino ad oggi solo cose di destra, compreso questa che se, i numerosi paesi che sono in difficoltà avessero colto l’invito di Tsipras poteva essere il momento giusto per riportare l’Europa a riparlare di solidarietà, equità e unità di intenti, cosa che non sta avvenendo, anzi ci si allontana sempre di più. Per quanto riguarda il PD, io lo ho votato da quando era PCI fino al PD di Renzi, ma ora proprio sono schifato, per quanto è riuscito a mandare indietro la società italiana con riferimento a diritti, servizi e democrazia, con un grande consenso, fra l’altro, di moltissimi italiani, che non accettano neppure di mettersi a discutere delle cose che sta facendo Renzi. Credo che se uno ra nel PD con l’anima di una sinistra di governo e progressista, non possa continuare a votare per Renzi. Certo che se si era entrati nel PD con animo democristiano, credo ci sia da essere molto soddisfatti perché l’indirizzo di Renzi è formare un partitone molto simile, ma peggiore, alla vecchia DC raccattando il peggio della destra, appunto, Berlusconi, Verdini e compagnia. Per quanto mi riguarda sto guardando con molta attenzione la proposta di Civati, Cofferati, Fassina ecc. che, qualora si coalizzasse in qualche modo col movimento a cui partecipa anche Landini, penso che potrebbe dire effettivamente qualcosa di sinistra e, anche se non avrebbe certamente i numeri per governare, potrebbe far nascere una vera opposizione alternativa alla destra di cui tanto si sente il bisogno in questo pantano. Cora tanti complimenti per l’analisi fatta.

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