Imparare a vivere

di Maurizio Patriciello* — 

don Maurizio Patriciello

don Maurizio Patriciello

Voglio imparare. Ho bisogno di imparare. Il tempo stringe. E io debbo imparare. A vivere. Imparare a vivere per saper poi morire. Imparo. Da voi. Vi guardo. Vi osservo. Vi interrogo. Anche quando non ve ne accorgete. Anche quando non me ne accorgo. Vi interrogo e sempre rispondete. Vi guardo. Quando le lacrime vi offuscano gli occhi. E quando la gioia vi fa traboccare il cuore. La carne soffice di chi è appena giunto al mondo. Le rughe di chi si prepara ad andare via. Gli innamorati che si attraggono. Gli amanti che si cercano furtivi. Gli sposi custodi dell’amore che un giorno li travolse. I poveri. I ricchi. Attraggono l’interesse mio.

Ho bisogno di loro. Interrogo. Persone e libri. Persone vive, che camminano, mangiano, amano. I libri: pagine morte che prendono vita quando le interpello io. Sopravvissuti sono i libri a chi un giorno li pensò. E ho conosciuto Agostino e Abelardo, Platone e sant’Anselmo. Erano nei libri. Vivi. E li ho incontrati. Siamo diventati amici. Vado in cerca di maestri. Prezioso è il tempo. E questo è il tempo mio. Leggo. I libri e gli animi. I vostri animi e l’animo mio. Come si somigliano. Che abissi! Che profondità! Mai si tocca il fondo. Speleologo. Voglio essere speleologo. Per scendere negli anfratti, nelle profondità dei cuori. Là dove più veri siamo. Dove la menzogna tace. E il mistero è grande.

Ho bisogno di raggiungerlo. Il mistero. È là nelle grotte più profonde. Scendo. Sempre più giù. Dentro di voi. Dentro di me. Mi immergo, noncurante del pericolo. Salgo con voi sulle cime alte degli alti monti. Mi arrampico. Per voi. Con voi. Ci aiuteremo. Lassù interrogheremo le nevi e il sole. Ascolteremo il ruscello farfugliare mentre scende a valle. Grideremo ai falchi e alle farfalle. Ognuno ha una parola. Alcune non le conosco ancora. Studierò. La lingua degli orsi e degli uccelli. La lingua strana che il silenzio ama. Ho bisogno del silenzio. Ho bisogno di parlare la lingua del silenzio. Voglio dialogare con il silenzio. Voglio che il silenzio mi diventi amico. Voglio nel silenzio continuare ad interrogare il cuore. Il mio. Il vostro.
Ho paura. Ho paura di morire analfabeta. Ho paura di far morire dentro il vento. Vado in cerca di maestri. Tu sei maestro mio. Maestri i sensi e i sentimenti belli. Maestri anche l’odio ed il rancore. Maestri miei le donne e gli uomini. Gli animali e la tempesta. Il mare e il deserto. Ho bisogno di imparare. Debbo farlo oggi. Il domani non mi appartiene. Imparo. Per essere più vero. Per essere me stesso. Per non mentire a voi. Per non mentire mai. Alla vita. Vita che mi tiene in vita. Vita che si trasforma in morte. Morte che non vuol morire. Morte che non muore mai. Morte che mi aprirà alla Vita.

(qui pubblicato per gentile concessione dell’autore)
*Parroco della Chiesa San Paolo Apostolo nel quartiere Parco Verde di Caivano (Napoli)

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