Valentino è sempre Valentino

di Gianluca Bellentani — 

Valentino-Rossi1Il Mondiale di Motociclismo è terminato con la vittoria di J. Lorenzo, un grande campione di cui sentiremo parlare ancora per diversi anni. Onore a questo giovane pilota spagnolo che ha meritato il titolo, senza rubare nulla. È finita come non poteva non finire: Valentino Rossi, il pilota italiano che lo precedeva sino all’ultimo Gran Premio di sette lunghezze, non poteva certo cambiare questo risultato, visto che partiva dall’ultima fila dopo la penalizzazione ricevuta nella gara di Sepang.
Certo, tutti in cuor nostro speravamo in un miracolo, per esempio che Lorenzo fosse colpito da un violento attacco di dissenteria acuta o che Marquez avesse dato una craniata contro un muro dei box. Ma così non è stato. Se proprio un mezzo miracolo è avvenuto, è stato quello di vedere The Doctor arrivare al 4° posto. Certo qualcuno lo avrà anche fatto passare, ma questo nulla toglie alla grande prova del pilota romagnolo.
Questo Mondiale sarà comunque ricordato da tutti, non tanto per lo spettacolo che ogni volta i piloti hanno fatto vedere, quanto per quello che è accaduto nel GP del Giappone (e poi anche in Spagna), perché per la prima volta nella storia del motociclismo, abbiamo visto qualcosa che ha davvero dell’incredibile. Non sto parlando della sceneggiata di Marquez, che ha volutamente cercato il contatto con Rossi (e chi dice il contrario nega l’evidenza), per poi accusarlo di averlo scalciato. Non sto parlando dei giudici, che hanno subito penalizzato Valentino senza visionare bene i filmati. Giudici che non hanno avuto il coraggio di ritornare sulle loro decisioni e che, se fossero stati giusti ed equi, avrebbero tolto a Rossi i 7 punti di vantaggio, avrebbero fatto partire Marquez in ultima fila e poi ci avrebbero fatto vedere il duello all’ultimo giro tra i due piloti della Yamaha, col solo Pedrosa a fare da terzo incomodo. Non sto parlando nemmeno della galeta, il biscotto fatto da Lorenzo e Marquez per far vincere il primo. In tanti, hanno paragonato questa combine a quella fatta agli Europei di Calcio nel 2004 tra Svezia e Danimarca, che ci precluse la qualificazione. Quando fai questi accordi sottobanco, legittimi o meno, hai comunque sempre un tornaconto personale. Avremmo magari potuto sopportare di vedere Marquez attaccare Rossi per favorire il compagno di squadra Pedrosa, ma vedere, come è accaduto nell’ultima gara, un pilota della tua scuderia che attacca il compagno di squadra per favorire il rivale… beh, francamente questo non si era mai visto in nessuno sport. Forse, negli anni a venire, scopriremo se e quali siano stati gli accordi economici o di altra natura tra i due. Spiace comunque, oltre alla beffa per Rossi, che un campione come Lorenzo, che avrebbe tranquillamente potuto vincere il Mondiale senza aiuti esterni, sia dovuto ricorrere (o almeno non le ha rifiutate) a certe bassezze.

Su Valentino Rossi, che piace alla quasi totalità degli italiani, credo che vadano spese alcune parole. Rossi piace perché ha sempre incarnato quello che ogni italiano vorrebbe essere: un eterno Peter Pan che non si rassegna al passare del tempo e che a 36 anni, quando altri si godono i soldi presi o magari si cimentano in categorie più basse, corre ancora con quella stessa foga e quella voglia di stupire che aveva quando era un ragazzino col motorino truccato per le strade della sua Tavullia. Un campione che fa sorridere quando, dopo una vittoria, fa lo “sborone” inscenando comici siparietti coi suoi supporters. Un campione che ci fa anche bestemmiare quando apprendiamo che ha evaso le tasse. Sicuramente comunque uno dei più grandi motociclisti della storia, che ci ha regalato e ci regala sempre tante emozioni.
L’augurio a Rossi è che quello che è accaduto, non sia ciò che lo faccia smettere di correre ma un motivo in più per non mollare e darci ancora tante soddisfazioni.

FORZA VALE… !!!

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