Il grillismo reale

di Cantastorie

bandiereDicono che sono pronti per governare… dicono.
Sono i grillini, quelli che fino a oggi in Parlamento hanno dimostrato solo di saper protestare. E neanche tanto bene, perché salire sui tetti, scorribandare per corridoi e sale riunioni, alzare cartelli, urlare e farsi trattenere dai commessi non è poi un gran modo di fare opposizione. Sarà per alcuni anche spettacoloso, ma del tutto inutile. Per fare un’efficace opposizione bisognerebbe anche avere piena contezza di come si dovrebbe governare.
Loro dicono che in alcuni comuni hanno dimostrato di saper gestire bene la cosa pubblica, ma non sempre risulta vero quello che vantano. Perciò, proviamo a guardare cosa accade dove sono loro ad amministrare.

Pizzarotti-ParmaPartiamo da Parma, dove le parole che meglio possono dare un’idea dello stato d’animo dei cittadini sono “delusione e rabbia”. Il termovalorizzatore tanto osteggiato funziona regolarmente. «Dovranno passare sul nostro cadavere» urlò Piergiuseppe, detto Beppe… ma poi vivo lui, vivo Pizzarotti, vegeto l’impianto.
La nuova amministrazione ha aumentato le rette per gli asili nido e i ticket delle mense scolastiche, ha aumentato il biglietto del trasporto pubblico e del parcheggio orario e ha introdotto un balzello di 10 euro per il rilascio del permesso Ztl. Ha anche dato una sforbiciatina ai compensi dei dipendenti comunali rifiutandosi persino di incontrare le RSU, senza contare che della tanto sbandierata democrazia partecipata, il sindaco se ne è scordato.
Il fatto saliente è che Pizzarotti non è abbastanza Cinquestelle, come dicono alcuni suoi colleghi in Consiglio comunale e questa volta sembra proprio che il divorzio da Grillo si farà.

Nogarin-LivornoA Livorno, al sindaco Filippo Nogarin è stata la sua stessa maggioranza a bocciargli il bilancio. E sembra che in Consiglio comunale la compagine grillina sia in continua fibrillazione. Sindaco contro consiglieri, consiglieri contro assessori, assessori contro il sindaco. Non mancano nemmeno i problemi con municipalizzate e partecipate, tanto che i dirigenti cambiano continuamente e alcuni si sono dimessi. Tra l’altro l’Amministrazione è alle prese con gravi problemi connessi alla raccolta dei rifiuti che ha determinato carenze nel servizio e complicazioni per il mantenimento del posto di lavoro di alcuni addetti.
In campagna elettorale avevano promesso bus gratis, ma sono arrivati i tagli al trasporto pubblico locale. Volevano abbassare le tasse, ma si sono trovati di fronte all’alternativa di ridurre i servizi essenziali. Che dire? a Livorno i grillini hanno scoperto che la goliardia del vaffa non basta per governare una città.

A Bagheria hanno tenuto un Consiglio comunale a porte chiuse per discutere su una questione di conflitto d’interesse relativa a un assessore coinvolto nell’assegnazione di un bene demaniale destinato ad attività commerciali. Non è un bel… non-vedere per chi va sbandierando streaming a go-go e scatolette squarciate da apriscatole.
Inoltre, il primo cittadino Patrizio Cinque è stato anche accusato di affidamento disinvolto di consulenze esterne a persone vicine agli stessi amministratori del Movimento 5Stelle. Il sindaco nega e sostiene che i revisori hanno toppato esprimendo valutazioni politiche e in alcuni casi anche errate.

Piccitto-RagusaSempre in Sicilia, a Ragusa, il primo atto dell’amministrazione a 5Stelle è stato l’abolizione della Tasi, ma poi, forse per ben marcare l’opposizione nazionale, appena Renzi ha annunciato di volerla abolire, loro l’hanno reintrodotta.
E non hanno rinunciato neppure alle royalty derivanti dalle trivellazioni petrolifere che tanto avevano osteggiato in campagna elettorale. Con una delibera apposita, infatti, la Giunta ha autorizzato, in continuità con le precedenti Amministrazioni, l’estrazione del petrolio in mare giustificandosi che si tratta di una questione che coinvolge esclusivamente la competenza del dirigente comunale. Visto, si trivelli!
Ma le perplessità dei cittadini, che speravano in un nuovo modo di gestire la cosa pubblica sono aumentate quando hanno scoperto che, in barba al criterio di affidare incarichi a persone di provata esperienza professionale, l’assessorato ai Lavori Pubblici, alle Infrastrutture e alla Pianificazione Urbanistica è stato affidato a uno che di mestiere fa l’Esercente di attività commerciale di Bar e Ristorazione, così come si evince dal suo curriculum vitae. Per carità, sarà anche all’altezza, ma questo modo di governare, a dir poco stravagante, lascia perplessi innanzitutto quelli che confidavano nel cambiamento promesso, cioè un modo nuovo di governare la città e la scelta degli amministratori sulla base delle specifiche competenze.

Puddu-AsseminiAd Assemini, in provincia di Cagliari, Mario Puddu, sindaco a Tasi zero, è subissato dalle critiche dei propri concittadini che lamentano strade con tarli a 5Stelle, oltre al servizio di raccolta dei rifiuti carente. Intanto l’Imu per le seconde case è passata dal 7,6 al 9,1 per cento. E a un blogger che ha criticato la sua gestione, il sindaco gli ha rivolto quella che non è proprio una carineria: «A piciocu cust’ota puru tocat a “mi ‘du tocai is dogasa, beni beni», che tradotto suona pressappoco così “O ragazzo, stavolta mi costringi a spaccarti le ossa ben bene”.
Ma il malcontento è stato manifestato anche all’interno della sua stessa maggioranza, tanto che tre consigliere grilline hanno denunciato lo stesso sindaco di avere uno staff occulto con ingerenze nel lavoro di governo ed evidenti conflitti di interesse.

Capuozzo-Quarto 2A Quarto, in Campania, la sindaca Rosa Capuozzo, dopo aver nominato suo vice il fratello di una consigliera grillina, è finita nell’occhio del ciclone per l’accusa di abuso edilizio che attiene la sua abitazione e la tipografia del marito, la stessa dove ha fatto stampare alcuni manifesti istituzionali, contravvenendo alle più elementari regole di deontologia amministrativa e politica.
Ma, l’atto politico più discutibile è la scelta di revocare la convenzione del campo di calcio comunale alla società sportiva “Nuova Quarto Calcio per la Legalità”, diventata negli ultimi anni il simbolo della battaglia dei cittadini contro la criminalità organizzata. In un Comune più volte sciolto e commissariato per infiltrazioni camorristiche, non sembra la scelta più opportuna per affermare la cultura della legalità.

Fucci-PomeziaNella cittadina laziale di Pomezia, il sindaco Fabio Fucci si è vantato di aver portato in Comune competenza e onestà al punto tale che il bilancio comunale presenta un avanzo. Di quanto? Oltre 4milioni di euro al 31 dicembre 2014 che sono diventati pressappoco la metà dopo il cenone di capodanno. Che invece secondo l’enfant prodige Luigi Di Maio sono lievitati a 7milioni. Un balletto di numeri che sembrano usciti dal paniere della tombola. A questo punto, qualche dubbio sulla capacità grillina di stilare un bilancio viene. E anche l’onestà, almeno quella intellettuale, che secondo i consiglieri di opposizione è quanto meno discutibile, dal momento che l’avanzo di cassa non deriva da una brillante gestione amministrativa degli stellieri, ma da un prestito ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti chiesto dalla precedente Amministrazione.
Il rapporto tra i giornalisti e il sindaco, poi non è … alle stelle, al punto tale che l’intolleranza verso gli organi di informazione gli ha procurato una protesta dell’Associazione stampa romana. Ma lui non si turba e ha risposto che i giornalisti hanno diritto allo stesso trattamento dei cittadini, per cui apprenderanno dell’attività comunale dal sito, da Facebook e attraverso i 140 caratteri di Twitter. E la tanto sbandierata trasparenza? le decantate case di vetro? gli apriscatole sempre pronti?

ozzolino- CivitavecchiaNon va meglio a Civitavecchia, dove il sindaco Antonio Cozzolino, alla guida di una Giunta a 5Stelle, ha deciso di rifiutare il contributo a titolo di risarcimento che da sempre l’Enel riconosce al Comune per la presenza di una centrale a carbone. La scelta ambientalista ci potrebbe anche stare, anche se poi bisognerebbe fare in modo che l’impianto fosse chiuso, altrimenti i cittadini ne escono cornuti e mazziati. Addirittura, dicono, adesso la centrale brucia più carbone di prima e non si ferma neanche per l’ordinaria manutenzione. Eppure, in campagna elettorale Cozzolino non si era risparmiato contro l’inquinamento prodotto dalla centrale.
Ma, da candidato, di promesse ne ha fatte anche in materia di emergenza abitativa, chiedendo a gran voce che fossero utilizzati quei 26milioni di euro di cui il Comune disporrebbe per la costruzione di alloggi popolari. Fondi non ancora utilizzati. Perché? si chiedono i cittadini. Senza contare che il livello di servizi sociali è di gran lunga inferiore rispetto a prima, persino quello a favore dei disabili.
“Se Grillo venisse a Civitavecchia senza sapere chi sta al governo della città , i suoi vaffanculo si sprecherebbero” ha detto un civitavecchiese.

Poi c’è la Tasi, che i grillini sostengono di aver abolito dove governano loro. È una colossale bugia che, vanno sbandierando in ogni dove. La Tasi, tranne che ad Assemini, si paga in tutti i comuni appena citati ed è dovuta anche negli altri dove è presente un sindaco a 5Stelle: Sarego, Mira, Montelabbate, Augusta, Porto Torres, Gela, Venaria Pietraperzia.

Di maio-Di BattistaTra alcuni mesi ci sarà un’altra tornata elettorale amministrativa che interesserà, tra gli altri comuni, anche Roma e Napoli. Qui, per come sono andate le cose, i grillini potrebbero vincere a mani basse. Basterebbe candidare Di Battista e Di Maio e il gioco è fatto. Ma i due grilli parlanti se ne guardano bene e si trincerano dietro il catechismo interno che prevede l’incandidabilità per chi ha già un mandato elettorale. Ma è anche vero che la confraternita dell’apriscatole di deroghe ne ha fatto diverse: vanno in tv ignorando il divieto iniziale, i parlamentari guadagnano ben oltre i 2500 euro che avevano annunciato, nominano per incarichi importanti persone di fiducia e non attraverso i curricula e a Milano hanno fatto le primarie stile X-Factor anziché in Rete. La verità è che i due hanno paura di non essere all’altezza del compito. E se si dovessero bruciare loro trascinerebbero nel baratro anche l’intero Movimento. Grillo e Casaleggio lo sanno bene e perciò mai daranno il loro benestare. Meglio, molto meglio, vivere di rendita col vaffa.

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