Natale per tutti

dic2015 014Laici o credenti che siate, alberisti o presepisti, il Natale è una festa per tutti. Una festa che ha del sacro e profano insieme, così come è bene espresso anche sul presepe. Accanto alla grotta della natività, infatti, è d’uso disporre l’osteria, luogo di crapula e gozzoviglia. Fuori, intorno alla tavola imbandita di ogni ben di… Dio, siedono avventori rubizzi con i calici levati a mezz’aria, mentre sulla parete troneggiano prosciutti, salsicce e caciocavalli. Insomma, è la materialità che si contrappone alla spiritualità.
Anche l’albero di Natale, però, contrariamente a quanto si pensi, ha in sé elementi di sacro. Non c’è la Madonna, non c’è San Giuseppe e nemmeno il Bambino Gesù, ma nella sua espressione terrena, protendendosi verso il cielo, rappresenta la ricerca della redenzione. Non è un caso, infatti, che le palline di colore rosso che lo adornano richiamano la mela, il frutto proibito del peccato.

Su questo schema, i momenti fondamentali della festività sono la Messa di mezzanotte e il pranzo di Natale. Momento mistico e momento edonistico. E nel giorno della festa a dic2015 053nessuno è consentito contare le calorie e obiettare su grassi, fritti e dolci. Per la dieta c’è un anno intero.
Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana, sosteneva che il pranzo di Natale voleva ben sei portate: una minestra di brodo nella quale immergere tortellini o cappelletti subito seguita da crostini di fegatini di pollo. Tre piatti di carne: cappone lesso, pasticcio di lepre rifreddo e gallina faraona arrosto. Si chiude con un dolce a scelta tra il panforte di Siena, il pane certosino di Bologna o un gelato alle mandorle tostate.

E se il Natale dovesse cadere di venerdì, giorno, per il cattolico, dedicato alla moderazione alimentare e all’astinenza dalla carne? Si deve celebrare il banchetto o sottostare alla penitenza? Tommaso da Celano ci racconta come Francesco d’Assisi risolse il dilemma. I suoi discepoli, presi dal dubbio, mandarono un frate a porgli la questione.
«Tu commetti peccato a dubitare che il Natale, ancorché venga di venerdì, possa essere un giorno di astinenza» rispose il Santo, «quello è il giorno in cui è nato Gesù Bambino e in un giorno come questo vorrei che anche i muri mangiassero carne, e poiché questo è impossibile, che almeno ne fossero spalmati. Se mai dovessi incontrare l’imperatore, lo supplicherei di emanare un editto che imponga a tutti quelli che possono di spargere le strade di frumento e gramaglie affinché in un giorno di tanta solennità gli uccellini e particolarmente le sorelle allodole ne abbiano in abbondanza».

E allora…
Buon Natale 3

Buon Natale a tutti nel senso più pieno della parola!
E a seguire… buona digestione.

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