Sassuolo, dove il problema è un cartello

di Gianluca Bellentani — 

SassuoloSassuolo è una cittadina di oltre 40.000 abitanti in provincia di Modena, famosa nel mondo per le sue industrie ceramiche, uno dei fiori all’occhiello dell’imprenditoria emiliana. Negli ultimi tempi, questa cittadina è balzata diverse volte agli onori della cronaca, una volta per la misteriosa vicenda di Paola Landini, una signora che da oltre tre anni pare scomparsa nel nulla, altre volte, e soprattutto, per meriti sportivi (il Sassuolo Calcio, squadra costruita coi capitali di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria e patron della Mapei, si conferma come la mina vagante della serie A).
Dovrebbero, almeno per onor di cronaca, essere riportate a livello nazionale anche altre notizie, come il fatto che qui, qualche anno fa, in una sede di Equitalia venne lanciata una molotov o che alcune settimana fa all’attuale sindaco è stata recapitata una busta chiusa con dentro dei proiettili di pistola. Ma questi gravi fatti non hanno molta eco, se non a livello locale.
Negli ultimi giorni invece, un “fatto gravissimo” scuote la vita di Sassuolo: un cartello stradale. O, per meglio dire, la sostituzione di un cartello già esistente. Una “notizia drammatica”, sulla quale leghisti e forzisti si tuffano a pesce, parlando di un’Amministrazione sempre più propensa ad aiutare gli stranieri invece dei “veri sassolesi”, e che addirittura vuole “cancellare ogni traccia di quel passato delle nostre tradizioni che ci appartiene”.

Proviamo ora a ricostruire la storia di questo cartello prima messo e poi tolto. Nel 2008, il Sindaco Graziano Pattuzzi del Pd si ripresenta per il secondo mandato. L’avversario, il forzista Luca Caselli sostenuto dalle Destre e la Lega Nord, inizia una campagna mediatica contro l’avversario e, sfruttando alcuni casi di microcriminalità avvenuti in città, lo accusa di “essere troppo tollerante verso chi delinque” e che “solo con Caselli Sassuolo potrà di nuovo tornare ad essere quel ricco e prosperoso centro che era un tempo”.
Sono i soliti discorsi che usano i leghisti per fare campagna elettorale e quindi niente di nuovo. Eppure alle elezioni, Pattuzzi non raggiunge la maggioranza assoluta, anche se per poco. Probabilmente la campagna mediatica contro di lui ha avuto qualche successo, anche per il fatto che forse il sindaco uscente non è stato uno di quei primi cittadini da ricordare nella storia di Sassuolo. Si va al ballottaggio.
Già questa è una ferita per la città, da decenni amministrata dalla Sinistra. Il vantaggio di Pattuzzi, comunque, è di 7/8 punti percentuale, per cui non dovrebbero esserci sorprese al ballottaggio. Il Pd locale invece, con quel masochismo tipico della Sinistra, comincia a litigare al proprio interno e il giorno delle nuove votazioni non spinge gli iscritti alle urne, a differenza dei sostenitori di Caselli che invece accorrono in massa. Risultato finale? per una manciata di voti, Luca Caselli, il candidato sostenuto dalle Destre e dai leghisti diventa sindaco di Sassuolo.

sassuolo_sasolMa quali sono i primi interventi del nuovo sindaco? innanzitutto quello cambiare il colore dei dossi lungo le strade: prima, giallo e nero coi bordi rossi ed ora con l’azzurro al posto del rosso. Subito dopo, al cartello posto all’ingresso del paese con l’indicazione SASSUOLO ne aggiunge un altro grande il doppio con su scritto SASOL (il nome del paese in dialetto locale). Quest’ultima decisione suscita proteste, ma soprattutto ilarità. Proteste in quanto nel territorio modenese è la prima volta che un cartello del genere viene esposto da un’Amministrazione comunale. Ilarità in quanto, dei tanti paesi del modenese, Sassuolo è quello che maggiormente e da decenni ha accolto più persone provenienti da fuori. Ormai trovare un sassolese doc è impresa ardua ed è più facile sentire parlare in paese il dialetto napoletano che il modenese. Ma tant’è: il cartello rimane al suo posto e in bella vista.

nuovo cartello sassuoloNel 2013 vi sono le nuove elezioni e Caselli viene sconfitto dall’attuale sindaco Claudio Pistoni, che si trova di fronte a un buco di oltre 20milioni di euro (eredità della gestione Caselli) nel bilancio della S.G.P, la società che cura i beni di Sassuolo. Per ripianare il bilancio Pistoni è, suo malgrado, costretto a tagliare diversi servizi.
Intanto i cartelli SASSUOLO e SASOL rimangono al loro posto sino alla fine del 2015, allorquando il cartello in dialetto viene sostituito da un altro che reca la medesima scritta di quello sottostante. Il vecchio sindaco Caselli tuona contro Pistoni, reo, a suo dire, di “voler rinnegare la storia e la cultura dei sassolesi”. La Giunta risponde che sono stati spesi “solo” 9.000 euro per la sostituzione e che a breve sarà esposto un nuovo cartello con la descrizione delle bellezze e dei prodotti locali. Ma l’operazione viene attaccata da tutti. Si dice giustamente che si poteva aspettare e mettere direttamente il cartello nuovo. Inoltre, 9.000 euro sono sempre soldi pubblici gettati alle ortiche. E di questi tempi…

Intanto i media non parlano della malavita organizzata che opera a Sassuolo, né di un sindaco nel mirino della criminalità, né di un paese che sino a qualche anno fa era il simbolo della movida modenese e reggiana e che adesso non ha alcuno spazio aggregativo. Non si parla di servizi sociali ormai al collasso, con poche risorse disponibili per aiutare le centinaia di persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi dell’edilizia o di bande di ragazzini minorenni e annoiati, che compiono atti di teppismo in paese. Se questo è il livello dell’informazione italiana, credo davvero che la deriva morale in cui versa il Paese, non sia altro che un consequenziale effetto.

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