L’allenatore alla berlina e il moralista senza titoli

di Gianluca Bellentani — 

giocoMartedì sera 19 gennaio si è giocata allo stadio S. Paolo di Napoli la partita di calcio valida per accedere alle semifinali della Tim Cup (l’ex Coppa Italia) tra la squadra di casa e l’Inter. Due fortissime formazioni, che quasi certamente si contenderanno assieme alla Juventus lo scudetto. Le due squadre si erano già incontrate in campionato, sempre al S. Paolo, e in quella occasione avevano vinto di misura i partenopei, rischiando addirittura di perdere nei minuti finali. Questa volta però hanno la meglio i nero-azzurri. Nel calcio, quando due squadre si equivalgono come gioco e valori in campo, il risultato finale è sempre in bilico e la differenza la fa un episodio. Dovrebbe essere la partita in sé il tema del giorno degli appassionati di calcio, invece l’argomento principale, anche da parte di chi non ha alcun interesse per questo bellissimo sport, è altro. Accade infatti che verso il 90° minuto, il quarto uomo, su indicazione dell’arbitro, segnali in 5 minuti il tempo di recupero. L’allenatore dell’Inter Mancini (che è in vantaggio di un gol), ritenendo eccessivo il tempo di recupero, protesta con il quarto uomo. Sia chiaro: probabilmente, se il risultato fosse stato inverso, avremmo visto la stessa scena a ruoli scambiati.

sarri manciniSarri e Mancini, pur essendo entrambi allenatori di serie A, hanno storie diversissime. Il “Mancio” è un uomo che dal calcio ha avuto tutto, soldi e onori sin da giovanissimo (giocava titolare in serie A già a 16 anni) ed è stato un campione sia come giocatore che come allenatore. Sarri invece è l’uomo di provincia con la passione per il calcio a cui ha dedicato la vita e che solo da qualche anno riceve i giusti riconoscimenti per le sue doti. Sono diversi sia come stile che come look: Mancini sempre elegantissimo a bordo campo, già pronto per le interviste del dopo-partita, Sarri sempre in tuta, agli allenamenti come in televisione. Tra i due vi sono solo 5 anni di differenza (Sarri è del ’59 e Mancini del ’64), ma sembrano padre e figlio. Quindi, quando Mancini si alza per protestare col quarto uomo, anche Sarri si alza e, forse indotto dall’impeccabile abbigliamento di Mancini, lo apostrofa come “frocio” e “finocchio”. A queste parole, l’allenatore dell’Inter risponde con un “vecchio cazzone” (che non mi pare sia un complimento) e i due vengono espulsi e mandati anzitempo negli spogliatoi. La cosa dovrebbe finire lì ed essere messa sotto la voce “diverbi in campo”, ma nel post-partita, davanti alle telecamere, Mancini accusa Sarri di essere omofobo e razzista, dichiarando che certe persone non dovrebbero nemmeno essere presenti nel mondo del calcio e che in Inghilterra certi personaggi sarebbero stati espulsi a vita dai campi di calcio. Sarri si scusa con Mancini pubblicamente assumendosi la responsabilità di aver detto una parola fuori luogo, ma rimarcando che era solo un’offesa dettata dalla tensione del momento, senza alcunché di omofobo.
Intanto il Giudice Sportivo condanna Sarri a due turni di sospensione. Mancini insoddisfatto tuona che questa è una punizione troppo blanda.

gazzettaDa ogni dove partono giudizi al veleno su Sarri. Il più moderato è “mi sono sbagliato nel giudizio su questo tecnico, che consideravo una persona per bene invece è solo un volgare omofobo”. Vi sono anche commenti che suscitano risate (per non piangere), cioè quelli che affermano che “gli stadi dovrebbero essere un luogo in cui si insegna ai giovani lo sport e la lealtà sportiva”… Esatto! dovrebbero, ma non sono. E non lo sono i tifosi, spesso violenti. E non lo sono i giocatori, ragazzotti strapagati, capricciosi e simulatori. E non lo sono i presidenti delle società, che hanno come unico scopo il lucro personale. Insomma, uno sport malato in cui il malaffare regna sovrano. Siamo seri, sono questi i luoghi dove si impara la lealtà sportiva e le regole cavalleresche della sfida?

Ma torniamo ai fatti.
Innanzitutto una domanda: vi è mai capitato, magari involontariamente, di bestemmiare in un momento di rabbia o di dolore? A me sì, ma non per questo mi considero un blasfemo, così come non mi considero un buzzurro se dico qualche parolaccia. Sono cose che capitano nella vita delle persone normali, ma non per questo una persona deve essere marchiata con una nomea che non le appartiene.
Seconda domanda: Sarri sicuramente dando del “ frocio” a Mancini non voleva sottolineare certe propensioni sessuali dell’altro, ma è stata la prima parola che gli è venuta alle labbra per sfotterlo per il look sempre impeccabile. Avete mai sentito in un bar, se un uomo è molto profumato, qualcuno che gli dica “puzzi come un frocio”? In fondo è solo un modo di dire. Sicuramente non bello, ma non per questo si può accusare chi lo dice di essere un omofobo. Altrimenti, in questo processo alle parole, dovremmo mettere sotto accusa anche la lingua italiana, che identifica come ‘massaggiatore’ un fisioterapista e ‘massaggiatrice’ una prostituta. E condannare la lingua italiana come discriminatoria tra i sessi?
Se per caso Sarri, in luogo della parola “frocio”’ ne avesse usata un’altra, magari con lo stesso significato, come “fighetto”, avremmo avuto la stessa levata di scudi? avremmo avuto la protesta di tutte le associazioni femminili? Credo proprio di no.
Spiace invece constatare in quanti siano caduti nel trappolone ordito da Mancini. Eh si, perché il “Mancio” è persona attenta all’informazione e sa benissimo che mettere sotto processo Sarri per questa parola, in un momento in cui il dibattito nel Paese è incentrato sui diritti degli omosessuali, gioca a suo vantaggio. Questo e non altro sembra essere stato il suo vero obiettivo.

balotellimancini_04_941-705_resize

Mancini litiga con Balotelli

Concludiamo con qualche riflessione su Mancini, un moralizzatore che parla di un “calcio inglese senza macchie”… già, quando mai si sono visti in Inghilterra o nelle trasferte esterne tifosi ubriachi e violenti? Questo Mancini campione di fair play è lo stesso che quando era all’Inter demolì mezza sala stampa perché la squadra avversaria pareggiò all’ultimo secondo? Mancini, quello che in allenamento venne alla mani con Balottelli? quello che in una partita contro l’Everton strattonò l’allenatore avversario Moyes? Quello che nel 2001 dette del “frocio di m… “ a un giornalista?
Che Mancini la pianti di fare il moralista perché non sembra proprio che abbia i titoli per farlo.

P.S. Mentre avveniva questo scontro verbale, in Pakistan i talebani attaccavano una scuola, uccidendo un insegnante e trenta alunni: ma per dirla alla romana, questi morti nun se li incula nessuno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...