L’origine del chador

di Tiziano Terzani — 

Il 1° febbraio è il World Hijab Day, il giorno dedicato alle donne musulmane che indossano il velo in segno di rispetto per le loro tradizioni. L’idea nacque alcuni anni fa a Nazma Khan, una ragazza newyorkese musulmana per cercare di creare un ponte tra la cultura islamica e quella occidentale. Noi, invece, vogliamo raccontare con le parole di Tiziano Terzani solo una leggenda, quella del chador.

chador 3Tamerlano voleva fare di Samarcanda la città più bella del mondo e, prima di partire per una nuova spedizione militare, ordinò che durante la sua assenza venisse costruito un grande complesso religioso con due moschee, una scuola coranica e un ostello per pellegrini. Il tutto doveva essere fatto in onore della moglie preferita, una delle nove che aveva, una principessa mongola, appunto Bibi-Khanum.

L’architetto incaricato della costruzione era un persiano della città di Mashad, come lo erano la maggior parte dei maestri e degli artigiani che lavoravano a Samarcanda. L’architetto si innamorò perdutamente di Bibi-Khanum e minacciò di non finire in tempo la costruzione se lei non gli avesse almeno permesso di darle un bacio su una guancia. Bibi Khanum era assolutamente contraria a questa intimità e per toglierselo dai piedi offrì all’architetto spasimante le donne più belle della città. ma quello insisteva. «Forse che un bicchiere di vino è come uno d’acqua?» le mandava a dire?

Preoccupata che Tamerlano tornasse e che la costruzione a cui tanto teneva non fosse finita a causa dei ricatti dell’architetto, Bibi-Khanum finì per cedere alle sue voglie… e si lasciò baciare. Terribile errore! Quel bacio fu così focoso che sulla guancia di Bibi.Khanum rimase come una grande bruciatura. Così conciata non poteva certo presentarsi a Tamerlano! Bibi-Khanum ebbe allora un’idea brillante: si coprì la faccia con un velo e ordinò a tutte le donne della città di fare lo stesso.

Tornato a Samarcanda, Tamerlano non volle storie, tolse il velo alla moglie, vide quello scempio, si fece raccontare la verità e andò su tutte le furie. Ordinò che una parte della moschea, appena finita, fosse trasformata in una tomba e ci fece seppellire viva la moglie infedele. Poi mandò i suoi uomini a tagliare la testa al fedifrago. L’architetto era andato però a nascondersi in cima al minareto che aveva appena finito di costruire e, proprio mentre i soldati lo stavano per acchiappare, mise le ali e volò via, per tornare a casa sua nella città di Mashad. A Tamerlano non rimase che imporre a tutte le donne del suo regno di portare per sempre un velo sulla faccia. Da qui, secondo la leggenda, l’origine del chador.

(Il brano è tratto da “Buonanotte, Signor Lenin” di Tiziano Terzani edito da TEA – Tascabili degli Editori Associati S.r.l., Milano)

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