Ma come fate a chiamarla vittoria?

di Gianluca Bellentani — 

cirinnà 1Quello che sino a due settimane fa pareva impossibile è invece accaduto. Una proposta di legge che aveva sulla carta la maggioranza dei voti in Parlamento esce monca dopo il dietro-front del Movimento 5Stelle.
Esultano i centristi del NCD (un partito che forse ha più poltrone che voti) e i catto-dem, chiamati così per non usare l’aggettivo catto-bigotti. Nonostante parlino di “omicidio della democrazia”, anche i pentastellati sono contenti di quanto è avvenuto (o perlomeno è contento Casaleggio ). Per loro, infatti, cosa c’è di più importante che mettere in difficoltà il Pd? nulla, nemmeno i diritti delle persone.

Prima, i grillini, per dare il loro voto alla legge Cirinnà hanno preteso che ad essa non fosse cambiata nemmeno una virgola. Poi, una volta blindata la legge con l’emendamento Marcucci, si sono rifiutati di votarla tuonando che il ‘canguro’ “tarpava le ali alla discussione”. Infine, si sono infuriati perché il governo ha fatto sua la legge e posto la questione di fiducia. A questo punto, credo che a loro andrebbe posto una domanda molto semplice:
“Visto che da subito sapevano del fatto che si sarebbe introdotta la pratica del ‘canguro’ per evitare l’ostruzionismo del centrodestra e dei catto-dem, per quale ragione vi è stata questa marcia indietro?
La verità è che il duo Grillo-Casaleggio non ha voluto inimicarsi la parte dei loro elettori di destra, che a questa legge era fortemente contraria. Così facendo, sono riusciti a mettere in difficoltà il Pd e passare come “gli unici veri difensori di questa legge”. Questa scelta sarà comunque per loro un’arma a doppio taglio: gli elettori del M5Stelle non sono certo tutti stupidi e capiranno che il Movimento ha sacrificato i giusti diritti delle persone per un mero interesse di bottega e se ne accorgeranno alle prossime elezioni. Un Partito, o Movimento che sia, ha il dovere di proporre e di far approvare e non solo quello di fare ostruzionismo.

Denis Verdini e Matteo Renzi

Denis Verdini e Matteo Renzi

Quello che invece trae più giovamento da quanto accaduto, è sicuramente il Premier e Segretario Matteo Renzi. L’approvazione della legge nella sua stesura originale gli avrebbe procurato fastidi interni. Una gran parte dei centristi (quel centro che a Renzi preme certo più della sinistra) avrebbe mugugnato non poco. Lo si capisce del fatto che il Premier “non ci abbia messo la faccia”, così come accaduto per il Job-Act, la Buona Scuola e l’Italicum. Quindi, visto quanto stava accadendo, ha trovato l’escamotage di fare un Decreto Governativo su cui apporre la fiducia, dando un contentino alla sinistra e uno ai catto-dem e agli alleati del NCD. Ciò fatto, ora è partito coi vari proclami che parlano di “una grande vittoria” e di “una legge che finalmente, dopo tanto tempo, darà a tutti gli stessi diritti”. Alla luce di quanto accaduto, visto che sono stati necessari per la fiducia, sia i voti del NCD che quelli dei Verdiniani, siamo in presenza di una sorta di lasciapassare per quel progetto di Partito della Nazione tanto caro a Renzi.

marriedA questo giudizio di aver comunque ottenuto una vittoria, si sono accodati tanti elettori del Pd, che parlano di “una vittoria, magari non come la si sarebbe voluta, ma comunque una vittoria”. Di un “prima non avevamo alcuna legge riguardo alle coppie omosessuali e adesso invece sì”… … … Insomma, a dirla alla modenese “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”. Chi invece, come il sottoscritto, parla di una sconfitta, viene accusato di essere un massimalista, che non capisce che in politica esiste una parola chiamata “compromesso” e che solo col compromesso riesci a portare a casa qualcosa. Che sei ancora attaccato allo slogan del “tutto e subito” di sessantottina memoria.
A coloro che come me ancora votano Pd, vorrei dire questo: “Come fate a chiamare quanto avvenuto una vittoria? E non mi riferisco soltanto alla cancellazione della Stepchild Adoption (che comunque sarebbe stata sempre valutata da un giudice) o alla cancellazione dell’Obbligo di Fedeltà. È stata una sconfitta, in quanto, per debolezza, si è dovuto per forza di cose trasformare una proposta di Legge Parlamentare in un Maxiemendamento governativo. Quella “fedeltà al partito” e “l’ obbligo di attenersi a quanto deciso dalla maggioranza”, in questo caso sono venute a meno, visto che, pur non avendo i numeri sufficienti per l’approvazione, chi era favorevole a questa legge era in maggioranza. È una sconfitta in quanto uno Stato laico non può e non deve subire certe pressioni da uno Stato Religioso. È una sconfitta in quanto non vengono riconosciuti a una parte di cittadini gli stessi diritti degli altri, e questo solo a causa del loro orientamento sessuale.

Se questa non è una sconfitta, ancor meno è una vittoria.

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