Occhio che non vede

di Luca Colli — 

miopia 2Ormai quasi tutti portiamo gli occhiali e pensiamo che sia un fatto ineluttabile, ma forse, anzi quasi certamente non è così. Il primo a sostenere che i difetti visivi erano curabili fu un oculista americano W.H. Bates che circa un secolo fa scrisse un libro “Vista perfetta senza occhiali”, che pur con gli scarsi strumenti di allora, per la precisione col solo retinoscopio, dimostrò che la miopia è causata da un eccesso di visione da vicino (mentre l’occhio è fatto per vedere soprattutto da lontano) ed è infatti tipica delle società alfabetizzate, e il suo progressivo peggioramento è dovuto all’uso degli occhiali che attraverso il meccanismo dell’adattamento portano a una deformazione dell’occhio. Un ruolo chiave ce l’hanno i muscoli oculari, del tutto trascurati dall’oculistica tradizionale: infatti è attraverso i loro movimenti e in particolare l’accomodazione che l’occhio si “miopizza” per vedere da vicino.

Nel corso dell’ultimo secolo molti studiosi hanno ripreso e dimostrato questi concetti e uno degli ultimi è un italiano, David De Angelis, un ragazzo che non rassegnandosi agli occhiali ha studiato la materia e messo in piedi un metodo di rieducazione visiva attraverso il quale pare sia riuscito a correggere la sua miopia. Egli ha anche creato dei gruppi su internet e su facebook dove moltissime persone affermano di aver avuto dei miglioramenti.
Se però proviamo a chiedere a qualsiasi oculista cosa ne pensa, vi risponderà che sono tutte cavolate. Francamente ciò che ci ha insegnato Bates (che già allora fu cacciato dall’ordine degli oculisti) e ripreso da altri è talmente chiaro ed evidente da suscitare sconcerto per le posizioni della medicina ufficiale, che appare unicamente preoccupata di difendere dei dogmi, attraverso non si capisce bene quale scienza, che risultano fondamentali a garantire interessi colossali. Facciamo quattro calcoli: se si trovasse un modo per curare la miopia cosa ne sarebbe di quel gigantesco business costituito dal circolo vizioso visite mediche-occhiali-lenti a contatto e infine interventi chirurgici? È chiaro che chi dovrebbe risolvere i problemi del paziente non è assolutamente interessato a farlo e l’unico modo per giustificare questa mostruosa catena di palliativi e i loro enormi costi è il dogma dell’incurabilità, che va di pari passo con quello della non conoscenza della causa del problema. A tal proposito, come spesso accade si sostiene con la massima certezza la ridicola tesi della genetica: ma evidentemente questo gene bacato dobbiamo averlo tutti tranne qualche soggetto che abbia scarsa dimestichezza coi libri e il pc. E poi per sostenere questa tesi bisognerebbe anche identificarlo questo benedetto gene altrimenti che tesi scientifica è?
Ma si sa, la medicina è una scienza sui generis, a seconda di come tira il vento.
Se ciò che sosteneva Bates, De Angelis e altri è vero, e penso che lo sia, il punto debole sta nella cura che è costituita principalmente da esercizi per i muscoli oculari associati, nel caso di De Angelis, a un uso delle lenti “al contrario” proprio per cercare di sfruttare il meccanismo dell’adattamento con finalità terapeutiche.
Il problema è che ridare il giusto tono ai muscoli oculari solo con gli esercizi è un impresa titanica che richiede moltissimo tempo impegno e costanza.

mal di schiena 3Poiché nella mia esistenza mi sono già scontrato con problemi che per la medicina sembravano irrisolvibili (o le soluzioni erano peggio dei disturbi) e me li sono dovuti diagnosticare e curare da solo, nulla ormai mi meraviglia. Mi riferisco in particolare a dolori di schiena o posturali, termine anch’esso sconosciuto dalla quasi totalità dei medici.
Le analogie sono molte e in particolare il ruolo determinante dei muscoli, che per la medicina semplicemente non esistono. Vi siete mai chiesti perché il mal di schiena costituisce un enigma per la medicina? innanzitutto perché non esiste un medico dei muscoli e nemmeno uno della postura mentre sono tutti prontissimi a prescrivere i farmaci più folli, inutili e dannosi. Poi, perché spesso i problemi di schiena derivano da altre aree quali la bocca e i denti cosa di cui non si occupano gli ortopedici, ma spesso nemmeno i dentisti (di denti intesi come occlusione dentale).
Tornando alla muscolatura della schiena l’unica strada che ho trovato efficace è stata quella della fisioterapia domiciliare. Cioè per curarsi veramente l’unico modo, può sembrare paradossale, è quello di bypassare gli espertoni del settore, cioè medici e fisioterapisti e curarsi da se sfruttando il fatto che per la legge del libero mercato esiste una fiorente e sviluppatissima industria, anche italiana, che si contrappone a quella farmaceutica e alle lobbies dei medici e dei fisioterapisti, cercando il proprio mercato direttamente nel cliente finale cioè il paziente.
Tra i vari strumenti che ho provato quello che mi ha dato maggior beneficio è stato l’elettrostimolazione.
Decido quindi di scrivere a un paio di aziende del settore chiedendo se si fossero mai cimentate nell’oculistica. Una mi risponde negativamente, come era facile immaginare, ma con mia sorpresa si dimostrano molto interessati all’argomento: in pratica hanno tutto il know how, ma non sanno che potrebbe servire in oculistica. Con mia grande sorpresa l’altra mi risponde positivamente e mi da i contatti di un loro partner che si occupa di elettromedicali in oculistica. L’ingegnere che mi risponde, in un primo momento diffidente, perché non capisce come sia arrivato a lui visto che non esiste nessuna pubblicità dei suoi strumenti, si dimostra poi gentilissimo e mi spiega la sua invenzione sviluppata in collaborazione con un oculista siciliano: hanno utilizzato un comune elettrostimolatore (per caso lo stesso modello che ho io) con delle lenti a contatto come elettrodi per stimolare il muscolo ciliare e migliorare almeno temporaneamente la presbiopia. E’ la dimostrazione che quello che pensavo, non solo non è fantascienza e che si può fare, ma anzi è già stato fatto e in Italia. Quindi per la miopia bisognerebbe utilizzare lo stesso metodo applicandolo però ai muscoli oculari. Se ciò che sostiene Bates e compagni è vero la cura della miopia potrebbe essere vicina. Ma come fare? fino a quando dobbiamo rimanere vittime delle lobbies e dei loro interessi? quello che è chiaro è che una vera cura non verrà mai da coloro che sarebbero preposti alla nostra salute. E chi potrebbe trovarla ignora che si possa fare. Credo quindi che solo facendo conoscere la questione qualche azienda possa dedicarsi al problema e trovare una soluzione a questo disturbo che affligge una bella fetta di umanità.

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