Il tempio della gloria

di mimmo — 

Giachetti Berlinguer

Al fine vita ci si può opporre con l’’immortalità. Non quella intesa come vita eterna. Anzi, il concetto di sopravvivere all’infinito incute spavento piuttosto che gioia. E neanche l’immortalità religiosa che prevede l’esistenza infinita dell’anima o quella che si configura attraverso il genoma che trasmette ai discendenti alcuni elementi propri, fisici o caratteriali, e realizza, di fatto, la continuità della specie. L’immortalità di cui parliamo riguarda la reputazione, la fama, la nomea, cioè l’esistenza intramontabile di un individuo attraverso il ricordo degli altri dopo la morte fisica. Quello che conta non è il numero degli anni vissuti, ma che uso si è fatto di quegli anni. C’è chi ha vissuto abbastanza pur non avendo vissuto a lungo. C’è chi, invece, ha vissuto molti anni e non ha mai conosciuto il vero vivere lasciando soltanto vuoto intorno al proprio nome.
Nella società odierna tutto ciò che sembra assicurare almeno una menzione nel registro dei media per alcuni è un frammento di immortalità. Quanto meno è il bisogno di galleggiare. In particolare, è tipico di certi personaggi politici che pur di far parlare di sé si comportano come quelle mezze calzette dello spettacolo che appena si sentono in ombra commettono un’azione forte, spesso di cattivo gusto.
Goethe chiamava l’immortalità della memoria “Il tempio della gloria”, ossia il luogo dove risiede il ricordo imperituro di coloro che sono riusciti a lasciare in ciascuno di noi i segni della propria esistenza.

Nel suo “tempio della gloria” Roberto Giachetti vi ha collocato Enrico Berlinguer. Ora, conoscendo la storia di Giachetti e di Berlinguer, la visita del candidato sindaco del Pd alla tomba del grande pensatore comunista appare solo una strumentalizzazione elettorale al fine di raccattare qualche voto in più.
Caro Robertino, in questa foto diffusa dai media c’è un morto e un vivo: il morto sei tu, quello vivo è Berlinguer, ancora presente negli ideali di tanti di noi. Pertanto, fattene una ragione, è già tanto che tu sia entrato in ballottaggio, e se proprio vuoi omaggiare qualcuno recati a Milano all’ospedale San Raffaele, sesto piano palazzina Diamante, e bacia piedi e mani a Silvio Berlusconi.

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One thought on “Il tempio della gloria

  1. forse qulla sinistra era distratta sin dai tempi in cui la signora Lombardi è andata a sbertucciare bersani…e renzi non c’era…ma vorrei ricordare che durante il fascismo nessuno sarebbe salito in montagna a fare la guerra civile per combattere i fascisti e i nazisti se avessero ragionato come leggo in questi giorni: visto che fra i partigiani vi erano comunisti, socialisti, cattolici, repubblicani e pure monarchici!
    me li vedo lì a dirsi”eh, no..se ci sonoi monarchici e i cattolici, io allora la guarriglia non la faccio…”
    avessero ragionato come ora ragionano contro i candidati pd che arginano l’avanzata della destra peggiore, ancora quì coi fascisti stavamo!!!..oppure aspettavamo l’America che poi avrebbe preteso una resa senza condizioni con un prezzo ancora più alto..
    e il piano marshall ce lo scordavamo!
    ora capisco che a miolti oggi viene da eccepire anche sul piano marshall….
    bene: vi dico che saremmo stati trattati esattamente come la libia e l’irak..bande fratricide comprese!

    ma davvero la “sinistra” è diventata così confusa? allora ci credo che prende il 4% di consensi…come fa a dire certe cose senza pensare di essersi votata all’autodistruzione?

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