Casta, irrimediabilmente casta

di mimmo

robertalombardim5s52Chi se ne ricorda?
Il M5Stelle ha presentato la sua proposta di riduzione degli stipendi dei parlamentari. Renzi ha rilanciato proponendo l’aggancio dell’indennità legata alle effettive presenze. Brunetta, di rimando, ha avanzato l’idea di commisurare gli emolumenti di un parlamentare a quanto percepiva prima entrare in Parlamento. Sinistra Italiana, per non rimanere muta, vorrebbe equiparare la retribuzione dei parlamentari a quella degli altri paesi europei o ai sindaci dei comuni capoluogo di Regione.

Tutti insieme con slancio e passione, pronti a contenere le spese della politica, divisi soltanto sul dove e come tagliare. Sarà vero? È difficile dar credito a queste “buone” intenzioni, perché è con esse che è lastricata la via per l’inferno. Non ci siamo mica scordati che all’allora presidente dell’Istat Enrico Giovannini era stato affidato il compito di coordinare un gruppo di esperti affinché elaborassero un quadro comparato tra gli emolumenti percepiti da politici e funzionari italiani e quelli dei loro colleghi europei. Dopo mesi di intenso lavoro Giovannini gettò la spugna e nel rimettere il mandato governativo dichiarò che i vincoli posti dalla legge, l’eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati non hanno consentito alla Commissione di produrre i risultati attesi. Capito? difficoltà incontrate nella raccolta dei dati. E tutti vissero felici e contenti.

Ma il problema resta. A me, francamente, non scandalizza tanto l’ammontare degli stipendi dei parlamentari quanto capire come se lo guadagnano. Premesso che la dignità della carica presuppone anche un compenso adeguato, c’è giustizia nel corrispondere una retribuzione di 2500/3000 euro a un deputato o senatore che va soltanto a scaldare la sedia o che, rinserrato nella sua torre d’avorio, si oppone sempre a tutto? La politica produttiva è studio finalizzato all’elaborazione di proposte da portare al confronto con le altre forze presenti in Parlamento al fine di raggiungere una sintesi che abbia ricadute positive sui cittadini, che non è l’imposizione di un demagogico e inconcludente “prendere o lasciare”. Ma non si può neanche ragionare
solo in termini di controproposte intese a chi la spara più grossa. Perché, se il gioco è questo, allora io propongo di mettere i tornelli con tanto di badge e magari una telecamera nascosta per controllare chi imbroglia. E se poi la gara sparapalle ha luogo in campagna elettorale o giochino-in-parlamentoreferendaria, il sospetto che non si ha nessuna voglia di affrontare seriamente il problema, ma solo cercare di ottenere qualche voto in più è forte. Per cui, passato il 4 dicembre, non è arduo immaginare che Grillo, Renzi, Brunetta e quelli di Sinistra Italiana si diranno “passata la festa, gabbato lu santu”. Prossimo giro, altra corsa.

Ma non volendo rassegnarci all’idea di essere presi in giro prima durante e dopo, proviamo ad avanzare noi qualche proposta. Lasciamo stare l’indennità e quanto ad essa legata e ragioniamo su quello che sono degli evidenti privilegi di cui godono lorsignori. E perciò ancora più insopportabili.

1) La diaria ammonta a 3.500 euro mensili per i deputati e i senatori a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Domanda: un lavoratore statale che deve raggiungere una località diversa dal suo luogo di residenza riceve forse un appannaggio aggiuntivo al suo stipendio? Risulta forse che tutti gli insegnati appena assunti dalla “Buona Scuola” di Renzi che hanno dovuto lasciare casa e famiglia per prendere servizio in scuole lontane, ricevono qualche migliaio di euro in più? se la risposta è NO – ed è NO – perché mai dovrebbero percepirli i parlamentari? E ancora più scandaloso è che questo compenso lo intaschino anche i residenti a Roma.

2) Rimborso delle spese per l’esercizio del mandato. Si tratta di un contributo pari a 3.690 euro per i deputati, mentre per i senatori corrisponde 2.090 euro forfettari, ai quali si possono aggiungere altri 2.090 euro, ma sottoposti a rendicontazione. Naturalmente è difficile, se non impossibile, avanzare obiezioni sulle pezze di appoggio presentate.

3) Spese di trasporto e di viaggio. I senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Ai deputati, inoltre, si aggiunge a queste un rimborso trimestrale per taxi che va da 3.323,70 a 3.995,10 euro (che cazzo vorranno dire questi decimali) a seconda della distanza che intercorre tra l’aeroporto più vicino e la propria abitazione.

4) Spese telefoniche. Ai deputati viene corrisposta la somma annua di 3.098,74 euro (anche qui i decimali!) per le spese telefoniche. Per i senatori, invece, il rimborso non è chiaramente esplicitato, ma dalle spese generali si può dedurre che percepiscono per quelle telefoniche circa 550 euro mensili. Non sarebbe il caso di sottoscrivere abbonamenti speciali con uno dei gestori telefonici per ottimizzare la spesa?

5) Tessera per le manifestazioni sportive, cinema e teatro. Perché?

6) Tessera per piscine e palestre e iscrizione al circolo dell’Acqua Cetosa di Roma, che prevede anche lezioni di tennis. È proprio necessario? e quanto costa alle casse di Camera e Senato?

7) Rimborso francobolli per la corrispondenza. Quasi sempre si tratta di corrispondenza privata.

8) Quotidiani e riviste gratis. Comprarli con i loro abbondanti euri, no?
9) Assicurazione contro infortuni, morte e rischio volo estesa anche a tutti i familiari e conviventi. Va bene per i parlamentari, ma che c’entrano familiari e conviventi?
10) Barbiere e parrucchiere a prezzi scontatissimi. Figaro NO! almeno questo, pagatevelo voi!

11) Compenso per assistenti parlamentari. Si tratta di 4.000 euro che dovrebbero essere destinati a regolamentare l’assunzione del cosiddetto “portaborse”, ma solo in pochi vi hanno provveduto. Tutti, invece intascano la cifra all’uopo destinata e hanno un rapporto privato (leggi “al nero”) con il proprio assistente.

12) Apertura di conti correnti, prestiti e mutui presso lo sportello bancario della Camera e del Senato a costi e tassi scontati. Perché? Cosa ne viene alle banche interessate?

13) Viaggi di studio all’estero. Non è un mistero che spesso si tratta di viaggi di piacere.

14) Assistenza fiscale gratuita. Un apposito ufficio assiste gratuitamente i parlamentari per ogni questione di carattere fiscale. Anche questo!

15) Rimborso spese mediche e dentistiche per parlamentari e tutti i familiari e conviventi. Intanto perché mai dovremmo avere a carico noi i loro familiari e conviventi, ma poi non potrebbero mantenere il medesimo regime assistenziale che avevano prima di entrare in Parlamento?

16) Assegno di fine mandato e vitalizio. Stendiamo un velo pietoso altrimenti ci scoppia il fegato.

Ciò detto, al di là delle reboanti proposte dei vari gruppi parlamentari, intervenire su queste spese potrebbe essere un bel segnale per i cittadini disaffezionati dalla politica, ma anche giustamente incazzati, per quella che è stata definita una Casta. Quindi, piuttosto che litigare sul “dove” e “come” noi ci chiediamo “quando” Grillo, Renzi, Brunetta e Sinistra Italiana intendono eliminare questi costi?

Naturalmente, suppongo che i grillini, semplici portavoce dei cittadini, avendo presentato a più riprese proposte di riduzione degli emolumenti dei parlamentari, abbiano già rinunciato a questi privilegi. O no?

Annunci

2 thoughts on “Casta, irrimediabilmente casta

  1. Come è possibile che, essendo tutti dati pubblici anche all’Estero, l’esimio dr. Giovannini, e lo staff incaricato, NON siano riusciti a produrre un risultato utile e comparato ??
    Perchè, evidentemente, NOn hanno voluto !! Altrimenti cosa hanno accettato a fare l’incarico? AH, CErto,per prendere soldini per NON FARE NIENTE !!!!
    Comunque, NION RIUSCIREMO MAI A TAGLIARGLI LE UNGHIE, AI NOSTRI…” CARISSIMI” PARLAMENTARI, e a toglierci dal gobbo anche la pletora dei loro familiari !|!
    Almeno producessero qualcosa di buono per il Paese ( !!!??!!)
    Invece , arrivati lassù pensano a rimpinguarsi le tasche alla PIU’ NON POSSO !!
    E poi riceveranno la LAUTA indennità per il…..reinserimento, una volta cessato l’ “IMPEGNO” ( sigh!!) parlamentare !!

  2. Oltre alla vergogna , questo è sciacallaggio politico, la metà di questi personaggi dovrebbero fare un’altro mestiere , essendo non degni di rappresentare le Istituzioni , allo stesso tempo abbiamo un settore come i vigili del fuoco che non hanno copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro , questa casta va debellata togliendole privilegi e coperture . A quando giustizia ed equità sociale ??? Tutto questo potrà avvenire quando il cittadino si rifiuterà di essere suddito. ciao da Gianni Rosa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...