Il senatore uno e trino

di mimmo

san-francesco-saverioForse, ai nuovi senatori, anziché l’immunità bisognerebbe dare l’ubiquità. Capisco che la cosa non è semplice neanche per costituzionalisti del calibro di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, e nemmeno per un padre della patria come Denis Verdini, che pur ne sa una più del diavolo, ma bisognerebbe trovare il modo, magari cercando di farsi spiegare da qualche studioso di sant’Antonio come fece questi a recarsi a Padova per scagionare suo padre dall’accusa di omicidio, mentre contemporaneamente stava predicando in Spagna, oppure cercare di capire come avesse fatto san Francesco Saverio, durante una tempesta nel mare della Cina, a portare in salvo sulla costa una scialuppa con quindici persone a bordo pur restando sul ponte della nave a pregare insieme a molti marinai. Se però è difficile entrare in contatto con il trascendente, i nostri eroi potrebbero chiedere a quegli impiegati capaci di bilocazione come riescono a risultare in servizio nei rispettivi posti di lavoro e nel contempo recarsi al mercato a far la spesa, a nuotare in piscina o a svolgere altra attività di diporto.
Sono considerazioni queste che vengono spontanee nel momento in cui si ha contezza dei compiti attribuiti ai nuovi senatori, considerato i pressanti compiti di sindaci, assessori, consiglieri regionali e comunali, presidenti di province autonome e governatori.

Cerchiamo di capire.
Secondo quanto previsto dalla dall’art. 70 della Costituzione Renzi-Boschi, il nuovo Senato, insieme alla Camera, delibera:
# sulle leggi di revisione della Costituzione e quelle che attengono la tutela delle minoranze linguistiche;
# sui referendum popolari e sulle relative modalità di attuazione;
# sulle leggi che determinano l’ordinamento e la legislazione elettorale;
# sulle funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e sulle disposizioni di principio che attengono le forme associative dei Comuni;
# sulla legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione Europea;
# sull’eventuale ineleggibilità e incompatibilità dei senatori;
Inoltre, sempre in concorso con la Camera, decide:
# sulle modalità di attribuzione dei seggi e dell’elezione dei senatori scelti tra consiglieri e sindaci, nonché sulla loro eventuale sostituzione (art. 57, comma 6);
# sulle leggi che autorizzano la rati¬fica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea (art. 80, II periodo);
# sulle leggi che disciplinano l’ordinamento di Roma in quanto capitale della Repubblica (art. 114, comma 3);
# su alcune questioni che attengono l’organizzazione della giustizia di pace, le politiche sociali e del lavoro, l’istruzione e la formazione professionale e il commercio con l’estero (art. 116, comma 3);
# sui rapporti tra Repubblica e le diverse confessioni religiose (art.117, comma 5);
# sulle norme relative al procedimento amministrativo e alla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche tese ad assicurarne l’uniformità sul territorio nazionale (art. 117, comma 9);
# sulle leggi che regolano l’attribuzione del patrimonio di Comuni, Città metropolitane e Regioni (art.119, comma 6);
# sul parere, allorquando si rende necessario sostituirsi alle Amministrazioni locali, nel “caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria op¬pure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuri¬dica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali”. Detta norma definisce le procedure utili a garantire che i poteri sostitutivi degli enti locali siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e di leale collaborazione e “stabilisce i casi di esclusione dei titolari di organi di governo regionali e lo¬cali dall’esercizio delle rispettive funzioni quando è stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell’ente”. (art.120, comma 2);
# sulle norme che stabiliscono la durata degli organi elettivi locali e “i relativi emolumenti nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione”, oltre a stabilire “i principi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza” (art.122, comma 1);
# sull’eventualità, per i Comuni che ne facessero richiesta, di staccarsi da una Regione e aggregarsi a un’altra (art. 132, comma 2).
Per di più, sempre il Senato immaginato da Renzi:
# può formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera e, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può chiedere di esaminare un disegno di legge in discussione;
# su richiesta di un terzo dei suoi componenti può disporre di esaminare, entro 10 giorni dalla sua approvazione, qualsiasi legge, e nei 30 giorni successivi ha la facoltà di deliberare proposte di modifica.

il_sindacoNiente male per dei senatori a mezzo servizio. Ora, premesso che per fare un lavoro legislativo serio, è necessario avere conoscenza delle leggi approvate dalla Camera, oltre ad approfondire ogni provvedimento di propria competenza, non si capisce bene dove troverebbero il tempo quei governatori, sindaci, assessori, presidenti di province autonome per esprimere il loro parere con cognizione di causa. I sostenitori di questa ri-forma sono fiduciosi e ci dicono che non sarà difficile per costoro trovare il tempo di leggere gli atti parlamentari: magari a letto prima di dormire, in bagno, in treno, al semaforo col rosso, a pranzo o a cena, in ascensore oppure sotto l’ombrellone d’estate.
Inoltre, partendo dal presupposto che come amministratori, oltre ad assolvere ai compiti ordinari e contingenti, saranno periodicamente occupati in riunioni di consiglio, di giunta e di commissione, ad espletare impegni di rappresentanza e istituzionali, avere incontri con cittadini, scolaresche e associazioni, ricevere delegazioni a vario titolo, svolgere trattative sindacali, partecipare a convegni, riunioni dell’Anci o della Conferenza Stato-Regioni, intervenire ad eventi culturali e feste patronali e, quando capita, anche far fronte a eventi eccezionali e attività di partito, ci si domanda come farà l’Ufficio di presidenza del Senato o la Conferenza dei capigruppo, per assicurarsi la presenza di tutti o almeno di buona parte dei senatori, a stabilire una data di convocazione dell’Assemblea? È ovvio che sarà arduo, così come è ovvio che, nella migliore delle ipotesi, avremo presenze senatoriali e amministrative a corrente alternata. O, peggio, disimpegno per un compito in ragione dell’altro.

Basterebbe questo a respingere con un consapevole NO questo pasticcio costituzionale.

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