Bugie e Stronzate

di mimmo

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No, non sembri impertinente, tanto meno volgare la parola “stronzate. “Stronzate” è un teoria delineata dal filosofo americano Harry G. Frankfurt, che in saggio del 1986 ne definisce il concetto. Egli fa la distinzione tra menzogna e stronzata. Nel primo caso, siamo di fronte a un bugiardo che, pur conoscendo la verità, consapevolmente afferma il falso. Chi invece è disinteressato alla verità e nemmeno prende in considerazione la menzogna, dice stronzate. E chi recepisce le stronzate come verità inconfutabili non è interessato a come stanno veramente le cose, ma solo a dar credito a chi le racconta. È la condizione ideale di chi non ha voglia di informarsi seriamente e, nel contempo, voglioso di parlare di cose di cui sa poco o nulla.

Beppe Grillo sostiene che tutta l’informazione italiana,(stampa, tv e internet) è fasulla, bugiarda e asservita. E questa, di per sé è una menzogna. Poi aggiunge che la verità è reperibile solo sul suo blog. E questa è un’altra menzogna contigua alla prima. Molti grillini, però, sono dell’idea che sia così e che solo abbeverandosi al Sacro Blog è possibile assumere l’autenticità dei fatti, rifiutando qualsiasi confronto con altre fonti di informazioni. Questa è una stronzata. E lasciarglielo credere è un’azione proditoria, perché come afferma Frankfurt, la stronzata è un nemico della verità più grande della menzogna.
Che in giro ci siano notizie farlocche, montate ad arte, esposte in bell’evidenza o relegate in angoli oscuri a seconda delle convenienze, non è un mistero. Che certa informazione sia asservita a questo o quel partito, padrone o potentato, che persegua interessi specifici, che manchi di obiettività, è palese a tutti. Ben altra cosa è fare di un’erba un fascio e dichiarare che tutti i giornalisti sono “servetti del potere”. Insomma, quando Grillo afferma a gran voce queste cose, dice una menzogna e diffonde una stronzata. Consapevole di farlo? io penso di sì, è troppo intelligente per non considerarlo. E il suo blog ne è un vero e proprio vangelo, a cui fanno da megafono una serie di pagine Facebook e account Twitter, oltre a siti web amici e di militanti grillini. Il blog di Grillo, infatti, non è un organo di informazione e non è indipendente. Esso è un diffusore seriale di notizie confezionate ad arte per fare propaganda a una parte politica a sua volta funzionale a veicolare le inserzioni pubblicitarie del blog. Il cerchio si chiude e Grillo va all’incasso.
Giorni fa su quel blog è apparso un lungo elenco dal titolo “I 43 successi di Virginia Raggi e del MoVimento 5 Stelle per Roma”, che su ‘Il blog delle stelle’ sono diventati 91. Si tratta di provvedimenti importanti. Peccato però che alcuni “successi” facciano riferimento alla precedente Amministrazione Marino, come per esempio lo stanziamento di 430 milioni di euro per il trasporto pubblico locale, che in effetti derivano dal contratto di servizio Atac siglato nel settembre 2015 dalla precedente Giunta. Così come nello stesso anno dallo stesso sindaco è stata pianificata la tariffa della Tari che ha determinato oggi una riduzione della tassa sui rifiuti e non come trionfalmente sostiene Grillo, facendo intendere che di tratta di un’iniziativa della Giunta Raggi. Pubblicare notizie infondate o mezze verità che poi saranno smentite con dati di fatto è da ingenui, oltre che controproducente. Non per il Sacro Blog, che spande un verbo dogmatico destinato ad accoglienti affiliati e bendisposti simpatizzanti.
renziQualcosa di analogo accade dentro al Partito democratico, dove una parte di esso si è votato a Renzi comunque e quantunque. Qualsiasi iniziativa dell’ex segretario e premier viene diffusa e difesa come se fosse la panacea di ogni male, salvo poi ritrovarsi in una confusione istituzionale, con un debito pubblico sempre più alto e costretti a compensare un buco da tre miliardi e mezzo di euro, pena finire sotto infrazione dall’UE. Il che comporterebbe gravi sanzioni pecuniarie che non possiamo certo permetterci.
Questo non impedisce al Matteo nazionale di diffondere bugie e ai suoi discenti di assumerle come stronzate. L’ultimo esempio? Alla Direzione del 13 febbraio scorso, nell’elencare i suoi “successi” ha detto: «Non sono io a decidere la durata del governo, sarà una valutazione che dovrà essere fatta da chi ricopre ruoli istituzionali», come se lui fosse un iscritto qualsiasi e non l’attuale dominus del Pd.

Ma sentiamo cosa dice Frankfurt:
Chi racconta stronzate può benissimo non ingannarci, e nemmeno volerlo fare, né riguardo a i fatti né riguardo alle sue credenze su quei fatti. La cosa su cui, di necessità, intende ingannarci è la sua attività. L’unica sua indispensabile caratteristica distintiva è che in un certo modo offre una falsa rappresentazione di ciò che sta facendo.
È questa la distinzione cruciale tra lui e il bugiardo. Entrambi si rappresentano, falsamente, come se fossero impegnati a comunicare la verità. Il successo di entrambi dipende dalla loro capacità di ingannarci su questo punto. Ma ciò che di sé il bugiardo ci nasconde è che sta cercando di allontanarci da una corretta percezione della realtà; noi non dobbiamo sapere che lui vuol farci credere qualcosa che suppone falso. Quello che di sé ci nasconde chi racconta stronzate, invece, è che i valori di verità delle sue asserzioni non sono al centro del suo interesse; ciò che non dobbiamo sapere è che la sua intenzione non è di riferire la verità né di nasconderla. Questo non significa che il suo discorso sia mosso da un impulso anarchico, ma che la ragione che lo guida e lo controlla non si cura di come stanno davvero le cose di cui parla. È impossibile che una persona menta se non crede di conoscere la verità. Produrre stronzate non richiede questa convinzione. Una persona che mente è in tal modo sensibile alla verità, e fino a quel punto rispettosa di essa. Quando parla una persona sincera, dirà solo ciò che crede vero; conformemente, è indispensabile che un bugiardo consideri false le sue asserzioni. Chi racconta stronzate, tuttavia, non punta su nessun tavolo: non è né dalla parte del vero né dalla parte del falso. I suoi occhi non sono rivolti ai fatti, come quelli di una persona sincera e del bugiardo, se non in quanto pertinenti al suo interesse di farci accettare quello che dice. Non si preoccupa che le cose che dice descrivano correttamente la realtà. Le sceglie, o le inventa, perché si adattino ai suoi scopi.

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