La scissione vista dall’altra parte

di Luciano Mirarchi

Lettera aperta di un cugino, che stimo per la sua onestà intellettuale, ancor prima di volergli bene.

Mimmo carissimo,
molte delle nostre amabili discussioni politiche finiscono con un “tu sei il più comunista di tutti “ al mio indirizzo. Ma io sono solo un povero orfano di una destra finita in mano ad un ottantenne bavoso che, appassionato di soldi e fanciulle, ci ha tolto il piacere di credere in uno Stato liberale, democratico non centralista e non invadente.
Scartati quindi i due partiti-azienda, quello del vecchio e quello nuovo del comico, l’unica alternativa più seria è sembrata proprio quel partito che per primo – per favore non lo dimentichiamo – ha indetto primarie aperte finanche a prezzolati cinesi .
Ci avevamo cominciato a credere, in fin dei conti non mangiavano più i bambini (almeno non ne vedevamo i resti sul tavolo), erano scomparse le attrezzature agricolo-meccaniche dalla simbologia, non si cantava più bandiera rossa ai raduni, le persone perbene abbondavano…
Però… però era successo un altro fatto da molti sottovalutato. Quando la Balena Bianca si è spiaggiata infiocinata da tangentopoli, i più scaltri di loro, probabilmente anche i più colti, la corrente più a sinistra , hanno pensato bene di afferrare un salvagente che gli veniva lanciato da molti post-comunisti e salire sui rami di un ulivo, margherita e piantagioni varie per mettersi in salvo. In fin dei conti l’affare era conveniente un po’ a tutti: “Baffone non c’è più e così dimostriamo che noi accogliamo tutti “, si dicevano da un lato… “Noi siamo sempre stati democratici quindi porteremo una dote di democrazia che a loro serve assai per ripulirsi la faccia“, si diceva dall’altro.
I nostalgici si stracciarono le vesti di dosso, Bertinotti agitava la sua sciarpetta di cachemire e a Rizzo caddero gli ultimi tre capelli. Basta, se ne andarono con tutta l’attrezzatura agricolo-meccanica e le bandiere rosse.
Purtroppo molti, tanti, troppi, ex-democristiani sono veramente bravi a creare un’organizzazione sotterranea e una gestione del potere occulto che li ha portati a conquistare il comando della nave su cui erano saliti da naufraghi.
Però… però gli ormai ex post-comunisti a un certo punto si svegliano dal sonno e si rendono conto che il bastimento è colonizzato da “loro”, la rotta la decidono “loro” e capiscono che così non può continuare, anche perché la faccia (o la coccia pelata, nel caso di Bersani) ce la mettono loro.
Credono nella Democrazia e chiedono a gran voce un congresso che, ahimè, li vede soccombere. L’organizzazione democristiana non è seconda a nessuno, le truppe cammellate portano voti su voti e Renzi vince la sua partita di asso pigliatutto, diventando addirittura presidente del consiglio. Il tutto in maniera democratica, con i voti, i delegati, le sezioni, etc…

Il chierichetto prende lo scettro e, mentre la Fata dai capelli turchini distribuiva caramelle per incantare gli astanti, il becchino, che non sa quanto costa un litro di latte, sfila piano piano il portafoglio di tasca agli italiani.
Il momento è propizio: nottetempo il Re tira fuori le chiavi della macelleria sociale che gli erano state passate da quel 10% che detiene il 90 % della ricchezza , il becchino indossa un bel grembiule rosso (sul rosso gli schizzi di sangue si notano meno) e, intonando la litania “l’Europa ce lo chiede “, comincia la mattanza.
Art. 18? Zac! Diritti dei lavoratori? Zac! Zac! Zac!
La Fata dai Capelli Turchini, nel frattempo continua a distribuire le sue caramelle: 80€ che poi ci dovete restituire, la 14esima al pensionato che così continua a mantenere il nipote ultratrentenne disoccupato, (ma non fate prima a creare un posto di lavoro al nipote?), e così via. D’altronde nel distribuire le caramelle i democristiani, dobbiamo onestamente riconoscerlo, sono maestri. Gava ha riempito le Poste di votatori incalliti e l’ospedale Cardarelli di Napoli è pieno di ex-parcheggiatori abusivi tramutati in infermieri.
Pur di liberarsi dalle pulci infestanti, molti degli insofferenti trasformano il referendum costituzionale, che tutto sommato non era male, in un referendum anti-Renzi, gettando via il bambino con l’acqua sporca.
Niente! Renzi si clona in modo Gentilonesco e, come nel gioco dell’oca, si ritorna alla casella di partenza.
Peccato… A questo punto molti se ne vanno sull’Aventino e ci lasciano questa marmaglia a comandare. Che poi si scopre sono anche dei paurosi: non appena Camusso organizza un referendum cancellano l’intera legge sui voucher pur di non essere impallinati .

Come finirà? non lo so, ma è molto triste per la Democrazia (quella con lettera maiuscola)
Io sono di Destra (sperando che il vecchio se ne vada presto alle Bahamas dove ha già una bella villa) ma desidero fortemente una Sinistra vera. La voglio con tutto il cuore. Voglio vedere chiaramente dove sta un colore e dove ce ne è un altro. Qui è tutto diventato di un grigio indefinito e mi sovviene di quando, da bambini, finivano alcuni importanti colori delle tempere e si spremeva quel che restava di tutti i tubetti mescolando fino ad ottenere quel colore senza nome ma anche totalmente inutile.

Ho paura di finire in mano ad un comico che è il più antidemocratico di tutti, e allora è vero quel che dice la mia teutonica compagna.
L’italia (lettera minuscola) non è un paese serio.

Ti abbraccio comunistamente .
Luciano

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3 thoughts on “La scissione vista dall’altra parte

  1. Cercando di ridefinire i colori nell’articolo si fa di tutti un unico colore…. nessuno si salva e tutti sono derisi…. i distinguo, il riconoscere valori degli uni e degli altri accanto alle relative deficienze è importante per non scivolare nel qualunquismo… La DC ha, come il PCI, molti meriti ed anche demeriti…. la destra, sorvolando sul fatto che la DC non era di destra, che è venuta dopo merita forse molto meno… Sono stato tra i fondatori della Margherita in Veneto e non ero un naufrago in cerca di comode salvezze… ho creduto nel PD come partito di sinistra capace di risollevare l’Italia dalla palude in cui la destra l’ha portata ma alle primarie renziane hanno votato per Renzi gli amici di destra… conosciuti e riconosciuti ai seggi ..con questi voti Renzi ha imposto la sua maggioranza… inquinando i valori di sinistra di un partito…

  2. Mimmo , il cugino ha fatto un analisi perfetta, la condivido pienamente, la sinistra ce la farà ?? io spero vivamente , l’obbiettivo si raggiunge anche attraverso il militante nei territori . io ci credo. ciao da Gianni Rosa.

  3. Mi permetto un commento generalizzato. Io non credo piu’ in destre e sinistre. Le ideologie sono reperti di un passato pur recente ma ormai anacronistico nel mondo della globalizzazione che gira attorno al dio denaro. Oggi e’ una questione di saper gestire al meglio una coperta troppo corta per le aspettative esagerate di una popolazione nella quale in recenti decenni si e’ allargato sempre piu’ il solco fra l’agiatezza e l’indigenza, con il doppio fenomeno di ingordigia da una parte e disperazione dall’altra. La politica di partiti, e di correnti, non e’ piu’ capace di gestire la situazione perche’ e’ caratterizzata da lotte interne ed esterne, quasi esclusivamente tendenti ad ottenere il potere come fine a se stesso, quindi piena di inciuci, compromessi, ribaltamenti di fronte, opportunismi, mancanza di cooperazione, opposizione per il gusto di opporre, boicottaggi, calunnie, fango, insulti, agguati. C’e’ tutto un corpo di organizzazioni e movimenti intenti a remare contro corrente, a lavorare e pregare che le cose vadano male per poter guadagnare punti e causare ribaltoni. L’ormai famigerato referendum di dicembre e’ un esempio emblematico, perche’ si e’ votato in gran parte per far cadere il governo oltre che sui meriti della riforma proposta. L’Italia vive una continua, ininterrotta, assillante, divisiva, avvelenata campagna elettorale. Non c’e’ ne’ tempo ne’ modo di governare, e tantomeno la predisposizione ad essere governati! Abbiamo un sistema medievale, per di piu’ appesantito da corruzione endemica e mafie sempre piu’ ardite, ma non vogliamo cambiare. Renzi (essenzialmente non di destra ma nemmeno di sinistra) ci ha provato a fare delle riforme, alcune anche con un certo criterio, ma attivarle e farle funzionare e’ stato praticamente impossibile. Chi ha ottenuto qualcosa voleva di piu’, chi non ha ottenuto nulla ha sbattuto i piedi per terra, chi ha perso qualche privilegio ha boicottato il tutto. I nostri governanti e aspiranti governanti saranno anche mediocri, ma nell’assieme non siamo un paese governabile. Purtroppo credo che dovremo sbattere la testa contro un muro per riacquistare la capacita’ di ragionare come nazione.

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