Perché Pasquetta?

di mimmo

Sappiamo che la Pasqua ha una data ballerina, che cade tra il 22 marzo e il 25 aprile e che coincide con la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Il giorno seguente è dedicato all’Angelo. Nei Vangeli si narra che dopo la crocefissione, tre donne si recarono presso il Santo Sepolcro per imbalsamare il corpo di Gesù, non prima di averlo cosparso di olii aromatici.

Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». (Marco 16,1-7).

Dalle notizie riportate dagli evangelisti, però, si fa una certa fatica a individuare chi fossero in realtà le tre donne. Molti esegeti sono propensi a credere che si trattasse di Maria, la madre di Gesù, Maria di Cleofa e Maria di Magdala, meglio conosciute come “le tre Marie”. Anche la definizione “Lunedì dell’Angelo” non appartiene al calendario liturgico, che invece definisce questo giorno come “Lunedì dell’Ottava di Pasqua”, e non è giornata di precetto, ma festività civile.
In Italia, il lunedì dell’Angelo, in genere, si trascorre insieme con parenti e amici in una tradizionale scampagnata, che comunque trova origine in un avvenimento religioso sempre narrato nei Vangeli.

Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. (Luca 24,13-35)

L’incontro dei due discepoli con Gesù e il desinare insieme è stato interpretato come una festa per l’avvenuta Resurrezione e come tale oggi va solennizzata laicamente con una gita fuori porta accompagnata da pietanze a base di pizze e torte rustiche. Una festività, però, che deve inchinarsi a quella maggiore che è la Pasqua. Da qui il nome popolare “Pasquetta”.

E quali sono queste colazioni al sacco? Esse variano da luogo a luogo. Eccone alcune:

In Liguria c’è la Torta Pasqualina
Ingredienti:
Per la pasta brisè: 200gr. di farina, 100gr. di burro, 70gr. d’acqua fredda.
Per il ripieno: 350gr. di bieta o spinaci, 150gr. di ricotta, 50gr. di parmigiano reggiano, 4 uova, un pizzico di sale.
Preparazione:
Preparare la pasta brisè: prendere la farina, il burro e l’acqua e mettere tutti gli ingredienti in un mixer e fallo andare fino a che l’impasto non risulti sabbioso. Poi iniziare a lavorare l’impasto con le mani, fino a creare una palla liscia e farla riposare per 15 minuti.
Nel frattempo lasciar scottare in acqua salata per 5 minuti bieta o spinaci, scolarli e strizzali per bene.
Preparare il ripieno amalgamando ricotta, 1 uovo, parmigiano insieme a bieta e spinaci, quindi aggiustare di sale.
Riprendere la pasta brisè e stenderla per farne due dischi. Con il primo ricoprire una teglia di 20 cm, versarvi il composto precedentemente preparato, e inserirvi le 3 uova rimanenti con il guscio, le quali si cuoceranno in forno. Ricoprire il tutto con il secondo disco di pasta brisè.
Infornare la torta in forno già caldo e lasciar cuocere a 200° per 50 minuti.

In Sicilia c’è la Millassata, frittata antica
Ingredienti per 4 persone:
6 uova, 2 carciofi, 300gr. di asparagi, qualche foglia di menta fresca, un ciuffetto di prezzemolo, 1 cucchiaio di pan grattato, una manciata abbondante di pecorino grattugiato, sale, pepe, 1 limone, olio extravergine. q.b.
Preparazione:
Dai carciofi eliminare le foglie esterne più coriacee e tagliare le punte spinose, quindi lessarli in acqua acidulata con il succo del limone. Appena cotti, scolarli e lasciarli raffreddare. Poi dividerli in due, eliminare la peluria interna e tagliarli a fettine.
Lavare gli asparagi, lessarli ed eliminare le parti dure dei gambi, conservando solo le punte.
In una ciotola sbattere le uova ed unire i carciofi e gli asparagi lessati, il pangrattato, la menta, il prezzemolo, il pecorino grattugiato, sale e pepe.
Cuocere in olio ben caldo il composto così ottenuto prima da un lato e poi dall’altro.

In Umbria c’è la Pizza al formaggio
Ingredienti:
500g. di farina, 25gr. di lievito di birra, 130gr. di pecorino, 150gr. di parmigiano, 150gr. di provolone tagliato a cubetti, 1 bicchiere di olio di oliva, 100gr. di strutto, 4 uova, 1 bicchiere di latte intero, sale e pepe
Preparazione:
Sciogliere il lievito nel latte tiepido insieme allo strutto e poi farlo riposare.
Nel frattempo mescolare uova, pecorino, parmigiano, farina, olio, sale e pepe. Poi aggiungere il lievito sciolto e creare un impasto liscio e omogeneo, lavorandolo bene con le mani.
Versare il composto in una teglia molto grande e aggiungere tutti il formaggi infilando i cubetti nella pasta.
Lasciar lievitare il tutto per un paio di ore dopo aver ricoperto la pizza con uno straccio di cotone umido.
A lievitazione avvenuta l’impasto sarà circa il doppio del volume iniziale. Scaldare il forno al massimo per poi abbassarlo a 180/190° e cuocere per 40/45 minuti. La superficie, alla fine, sarà ben dorata.
Lasciar raffreddare la pizza direttamente in forno.

In Lombardia c’è Off, Buc e Salam
Più che una ricetta, si tratta di un piatto composto con prodotti di stagione facilissimo da preparare.
Ingredienti:
Uova sode, radicchio, salame
Preparazione:
Unire tutti gli ingredienti in un piatto: le uova, il radicchio crudo e qualche fetta di salame.
Condire con sale e pepe.

In Campania c’è il Casatiello
Ingredienti:
10 gr. circa di lievito, 1 kg di farina, 100 gr. di strutto, 150 gr. di pancetta, 150 gr. di salame, 150 gr. di prosciutto cotto sale e pepe, 100 gr. formaggio dolce, 100 gr. formaggio piccante.
Occorre innanzitutto preparare il “criscito” (lievito madre): in una ciotola sciogliere circa 10 gr. di lievito in un poco d’acqua e poi aggiungere 50 gr. di farina. Dopo aver amalgamato bene il tutto, coprire con una pellicola e mettere in frigo.
Riprendere il composto dopo 24 ore e aggiungere altri 50 gr. di farina e un poco d’acqua. Amalgamare bene e riporre in frigorifero, sempre coperto dalla pellicola.
Ripetere questa operazione per due giorni ancora, sempre a distanza di 24 ore.
Al quinto giorno sciogliere il criscito in circa 400 ml. di acqua a temperatura ambiente e aggiungere 3-4 gr. di lievito. Poi, poco per volta, aggiungere 800 gr. di farina fino a ottenere un impasto omogeneo e morbido.
Da tener presente che nel corso della lavorazione, dopo aver associato all’impasto una certa quantità di farina, aggiungere il sale, che non dev’essere mai inserito insieme al lievito.
Lavorare bene il composto aggiungendo 100 gr. di strutto e il pepe a seconda del gradimento.
Mettere, quindi, l’impasto coperto da un canovaccio umido in un luogo asciutto per circa 12 ore.
Dopo di che, aggiungere all’impasto la farcitura: pancetta, salame, prosciutto cotto, formaggio dolce, formaggio piccante. Il tutto tagliato a dadini e amalgamato all’impasto stesso.
Formare un ciambellone e riporlo in una teglia per ciambelle di un diametro di circa 26 cm. (misurati sul fondo)
Farlo crescere ancora 12 ore, quindi infornare a 200 gradi per circa un’ora.

Allora, buona Pasqua a tutti, buona Pasquetta a chi va in gita e a chi resta in casa a mangiare le rimasuglie del giorno prima.

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